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Da Biancaneve a Vaiana: l’evoluzione ‘girl power’ delle Principesse Disney

Dalla candida Biancaneve alla valorosa Vaiana, ecco in che modo l'inarrestabile percorso di emancipazione femminile ha cambiato anche la caratterizzazione delle Principesse Disney.

Vaiana di Motunui

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Le amatissime Principesse Disney hanno attraversato con le loro avventure 90 anni di storia durante i quali, grazie anche a innumerevoli battaglie di genere per l’acquisizione di importanti diritti, noi donne abbiamo (quasi) raggiunto la totale parità con gli uomini.

Dagli anni ’30 a oggi il ruolo dell'altra metà del cielo all’interno della società si è drasticamente modificato e questo è stato palesato anche dalla lenta evoluzione "girl power" che ha caratterizzato i personaggi femminili della Disney, dall’aggraziata e passiva Biancaneve alla sfrontata e attivissima Vaiana di Motunui.

Biancaneve

Il poster di Biancaneve e i Sette NaniHDDisney

Al di là dei sette monti strani, nel bosco di Cosìcosè, nella casetta dei sette nani, ora Biancaneve è più bella di te.

Primo lungometraggio in cel animation della storia tratto dall’omonima fiaba dei Grimm, Biancaneve e i Sette Nani è uscito nelle sale nel 1937 portando sul grande schermo la prima delle Principesse Disney, figlia più che mai della sua epoca.

Giovane, “la più bella del reame”, aggraziata, servizievole e sempre sorridente, anche quando scopre che la sua Matrigna ha tutte le intenzioni di ucciderla: Biancaneve rispecchia tutte le caratteristiche che le donne degli anni ’30 dovevano avere per essere buone desiderabili mogli.

La ragazzina dalla pelle candida come la neve è un personaggio completamente passivo e deve la sua salvezza al Cacciatore che la risparmia, ai nani che la tengono con sé e ai quali in cambio offre i suoi servigi da impeccabile donna di casa e al Principe che, infatuatosi di lei al primo sguardo, riesce a trovarla e a spezzare l’incantesimo con l’ormai iconico bacio del vero amore.

Nel film come contraltare di questa figura angelica, talmente irresistibile da ammaliare anche i puri e istintivi animali della foresta, c’è la Regina Cattiva: Grimilde.

L'antagonista di Biancaneve è esattamente il suo contrario, ovvero una donna attiva, rancorosa, bella ma non più bellissima data l’età che avanza, e per questo punita e costretta dalla trama del racconto a morire in sembianze di anziana e deformata signora e non di regale villain.

Biancaneve è il primo canone femminile che Walt Disney ci ha regalato e dal quale gli Studios si sono, ad oggi, totalmente allontanati.

Cenerentola

Una scena di CenerentolaDisney

Tra l’uscita di Biancaneve e i sette nani e Cenerentola sono trascorsi 13 anni durante i quali il mondo è stato messo in ginocchio da una seconda guerra e le donne hanno avuto l’opportunità di mostrare la loro forza mentre gli uomini erano al fronte.

Tratta da una favola popolare di Charles Perrault, Cinderella mostra al pubblico un’eroina solo all’apparenza molto simile a Biancaneve ma che in realtà è forte di piccole (ma non invisibili) caratteristiche atte a mostrarci che un’evoluzione della concezione dell'universo femminile c'è stata.

Se la peculiarità di Biancaneve era la pazienza quella di Cenerella, infatti, è la speranza. A confermarlo sono le stesse parole della Fata Smemorina:

Se davvero tu non credessi più a nulla io non potrei essere qui.

Servizievole per gratitudine alla matrigna che l’ha adottata e sempre gentile per indole anche con le perfide sorellastre, Cenerentola sul finale della favola si trasforma in un’eroina attiva che con l’aiuto dei fedeli topini fa di tutto per dimostrare al Granduca Monocolao di essere lei la proprietaria della scarpetta, e quindi la donna amata dal Principe.

Inoltre il ghigno che la futura principessa dedica alle sue aguzzine prima di lasciare la casa in cui per anni è stata schiava e prigioniera è metafora di una soddisfazione, di un labile sentimento di vendetta che mai sarebbe stato concesso qualche anno prima a Biancaneve.

Aurora

La Bella Addormentata nel BoscoHDDisney

A due anni da Cenerentola, nel 1952, Disney porta nei cinema La Bella Addormentata nel Bosco, pellicola d’animazione tratta da un'omonima  fiaba di Charles Perrault che ha presentato al pubblico la Principessa Aurora.

Nonostante, come il titolo preannuncia, Aurora non sia un personaggio attivo nella storia, la sua figura è comunque figlia di nuovi cambiamenti, il più importante dei quali risiede nel fatto che l’eroina - a differenze delle sue antesignane - non è costretta a fare lavori di casa, lavori da donne, anzi: Aurora è una principessa libera e bucolica, servita e riverita fino a che il maleficio della strega non si compie.

Ascoltate tutti quanti! La principessa, in vero, crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti coloro che la circondano. Ma... prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio, e morirà!

Dal momento in cui la Principessa cade nel profondo sonno dell'incantesimo. la vera protagonista femminile di La Bella Addormentata nel Bosco diventa Malefica.

Da donna egocentrica, teatrale, vendicativa e sola, Malefica è costretta a scontrarsi con Filippo, il buono, il principe che salverà la sua bella e l’idea stessa d’amore messa a repentaglio dal potere dell’indipendenza e della rabbia per un’antica ingiustizia che caratterizzano una delle più belle antagoniste della storia dell’animazione.

Ariel

Ariel la SirenettaDisney

È il 1989, il boom dell'animazione giapponese ha cambiato i connotati dell’animazione e gli Studios Disney decidono - dopo un lungo periodo di crisi - di abbracciare le tecniche di disegno giapponese sulla base delle quali creano il personaggio di Ariel.

Oltre a essere graficamente diversa dalle precedenti Principesse Disney, la protagonista di La Sirenetta è forte anche di una caratteristica decisamente emancipatoria: la disubbidienza.

Ariel, infatti, si ribella ai dettami del patriarca - Re del Mare - legatissimo alla figlia, e lo fa ben prima di conoscere il Principe Eric, che è lei stessa a salvare da una tempesta.

Ariel si oppone al suo destino nel silenzio della sua grotta dove colleziona oggetti degli umani, lo fa quando perde la testa per l’uomo che incarna la sua voglia di libertà e quando - arrabbiata per la violenta sfuriata di Tritone - decide di sua spontanea volontà di recarsi da Ursula e barattare il dono della voce, che è stato da sempre visto come fondamentale virtù di ogni principessa, per un paio di gambe.

Ariel, nonostante la sua storia rimanga una favola d’amore, è l'eroina che rappresenta la prima vera svolta post-femminista dell’animazione Disney dalla quale, fortunatamente, non si tornerà più indietro.

Qualcuno dovrebbe incollare sul fondo le pinne di quella ragazza.

Belle

Nel 1991 sulla scia del successo de La Sirenetta la Disney torna agli sfarzi di un tempo e nel Natale di quell’anno dedica un film d’animazione alla storia di Jeanne-Marie Leprince, La Bella e La Bestia.

La Bella del lungometraggio porta in sé una nuova svolta nelle caratteristiche delle eroine Disney. Oltre a essere disubbidiente e famelica di libertà come Ariel, infatti, Belle è colta, coraggiosa e ha un rapporto paritario con tutti gli uomini della sua vita: il padre, Gaston e La Bestia.

Io voglio vivere di avventure e lo vorrei sempre di più ma non c'è nessuno, ahimè, che capisca il perché questo è quello che vorrei per me.

È lei, infatti, che rinuncia alle avance di Gaston, che decide di prendere il posto di Maurice come prigioniera del mostro, e che - dopo un tentativo di fuga - sceglie di riportare al castello quello che poi - come premio per la sua capacità di guardare oltre - si (ri)trasformerà nel bellissimo Principe Adam.

Jasmine

Un anno dopo La Bella e La Bestia, nel 1992, esce nei cinema di tutto il mondo Aladdin, 31esimo Classico Disney basato sul famoso racconto persiano di Aladino e la Lampada Meravigliosa, contenuto nella raccolta Le Mille e una Notte che ha come comprimaria femminile la Principessa Jasmine.

Io non sono un trofeo da vincere!

Come Belle, Jasmine non intende sposarsi con un uomo che non ama e come Ariel è attratta dal diverso - in questo caso rappresentato dal protagonista Aladdin - e annoiata dalla sua vita a corte.

Nonostante alla fine Jasmine venga salvata dal suo amato dopo essere stata resa schiava da Jafar, Aladdin ha comunque aggiunto un altro tassello “girl power” nella lunga cinematografia Disney, in quanto è la prima pellicola animata degli studios in cui è la principessa a “innalzare” socialmente il suo amato a ruolo di Principe e non viceversa.

Pocahontas

Una scena di PocahontasDisn

Basato su un personaggio storico realmente esistito, Pocahontas arriva nelle sale nel 1995 e la sua protagonista rappresenta una nuova grande svolta nell’evoluzione “girl power” delle Principesse Disney.

Oltre a essere un personaggio estremamente fisico e dinamico, Pocahontas è il primo membro del franchise Principesse Disney a cui non è riservato un lieto fine romantico.

La sua storia d’amore con il capitano John Smith si conclude alla fine del film quando lei decide di non seguire il suo amato in Inghilterra ma di restare con il popolo che ha bisogno di lei.

John Smith: Non posso lasciarti.

Pocahontas: Non mi lascerai mai. Qualunque cosa accada, sarò sempre al tuo fianco, per sempre.

Mulan

Una scena di MulanDi

La leggendaria eroina cinese Hua Mulan è diventata anche un’eroina Disney grazie al lungometraggio di animazione che porta il suo nome.

Mulan, oltre ad avere la splendida caratteristica di essere fondamentalmente un film di guerra che non mostra le atrocità delle battaglie ma le fa solo intuire, è anche la prima pellicola Disney che palesa la reale parità tra uomini e donne e la possibilità di queste ultime di poter scegliere se essere mogli, guerriere o entrambe le cose.

La protagonista del lungometraggio, infatti, dopo aver fallito la prova della mezzana obbligatoria per tutte le ragazze in età da marito nella patriarcale società cinese dell'VIII secolo disonorando la sua famiglia, decide di fingersi uomo al posto del padre malato e di arruolarsi nella guerra contro gli Unni.

Grazie alla sua audacia e alla sua furbizia, Mulan riesce a salvare la Cina e a far innamorare della sua, allora inconcepibile, indole il capitano Shang; a dimostrazione che anche alle guerriere disubbidienti può essere concesso un romantico lieto fine.

Ho sentito tante cose su di te, Fa Mulan. Hai rubato l'armatura di tuo padre, sei scappata di casa, ti sei travestita da soldato, hai ingannato il tuo comandante, disonorato l'armata cinese, distrutto il mio palazzo e... hai salvato tutti noi.

Tiana

La Principessa e il RanocchioDisney

Prima di Tiana, protagonista de La Principessa e il Ranocchio, le Principesse Disney non sono mai state donne in carriera.

È con l’avvento della prima eroina di colore della casa di animazione che abbiamo visto esordire sul grande schermo una figura femminile disneyana che si pone come obiettivo - in questo caso ereditato dal padre - quello di aprire un ristorante tutto suo.

Il segreto del successo è pazientare un po', tra mille ostacoli ed impedimenti io ce la farò!

Per raggiungere tale scopo Tiana non ha paura di lavorare duramente o di baciare un ranocchio, azione che le costerà tantissimo, per dimostrare alle giovani generazioni di donne che la magia e un danaroso principe a portata di mano non bastano. Non più.

Oltre a Tiana, un altro personaggio fondamentale de La Principessa e il Ranocchio è Charlotte. La migliore amica della protagonista è un personaggio che nasce proprio per mettere alla berlina l’archetipo di principessa che per anni la Disney ha imposto con i suoi canoni.

Una scena de La Principessa e il RanocchioDisney

Charlotte, infatti, ha come sogno nella vita quello di sposare un principe ed è proprio questo desiderio a renderla vittima inconsapevole del perfido dr. Facilier.

Rapunzel

Rapunzel è la prima Principessa Disney in CGI la cui storia è stata tratta dalla fiaba tedesca Raperonzolo, scritta dai Fratelli Grimm.

Dai primi minuti del film sembra, al di là dell’uso della computer grafica, che Disney abbia fatto un passo indietro tornando alle regole narrative di decenni prima: Rapunzel - L’Intreccio della Torre, infatti, è uscito nel 2010 ma come Biancaneve e Cenerentola prima di lei, anche la protagonista di questa fiaba è tenuta segregata da una sorta di matrigna (Madre Gothel) che l’ha rapita da piccola per sfruttare il potere ringiovanente dei suoi capelli.

Se il plot della storia sembra aver fatto un grande passo indietro nel tempo, Rapunzel ha ereditato molte caratteristiche dalle principesse più moderne come la disubbidienza, il coraggio e la curiosità.

Ed ecco che la giovane eroina non aspetta che qualcuno la salvi ma coglie nell’arrivo del bandito Flynn/Eugène l’opportunità di poter scappare. Con l’ausilio di una padella costringe lo sfortunato non-principe ad accompagnarla a raggiungere il suo sogno di libertà.

Rapunzel, quindi, mette un punto fermo nella storia della cinematografia d’animazione Disney e dimostra che anche le principesse all’apparenza più standardizzate possono essere in realtà dinamiche eroine pronte a lottare, peculiarità che le rende irresistibili agli occhi del genere maschile ben più della loro avvenenza, come dimostra Flynn che pur di liberare la sua amata dal flagello della sua magia le taglia i biondissimi capelli, simbolo di bellezza.

Eugène: Rapunzel?

Rapunzel: Cosa?

Eugène: Tu eri il mio nuovo sogno.

Rapunzel: E tu il mio.

Merida

Un scena di BraveDisney Pixar

Prima principessa Disney Pixar, Merida è la protagonista di Brave - Ribelle, pellicola di animazione del 2012.

Fin da piccolissima questa particolare eroina dimostra di essere molto più attratta dall’arco datole in dono da suo padre che dall’idea di dover diventare la moglie di un lord per poter regnare sul suo popolo. Quando arriva il momento in cui viene costretta ad essere "moglie trofeo" di un torneo, decide di gareggiare per la sua propria libertà.

Io gareggerò per ottenere la mia mano!

Da questo momento in poi, complici fuochi fatui e stregonerie, prende il via uno scontro generazionale tra "la ribelle" e sua madre, la Regina Elinor, convinta che il destino della figlia non sia quello di eroina indipendente ma di moglie. Lo scontro avrà conseguenze devastati prima di arrivare a un lieto fine che rappresenta una sorta di metaforico e definitivo passaggio generazionale dalla vecchia alla nuova idea di Principessa Disney.

Elsa e Anna

Elsa e Anna non fanno prettamente parte del franchise delle Principesse Disney, eppure il loro apporto all’evoluzione girl power delle eroine della casa di animazione è stato fondamentale.

In particolare Elsa racchiude tutte le peculiarità che un tempo sarebbero state usate per caratterizzare una villain - magia, asocialità, nessuna attrazione verso il genere maschile - pur rimanendo un personaggio positivo tanto da costringersi all’esilio per liberarsi dal giudizio degli altri, convinta di non poter essere accettata per quella che è.

Non è un difetto, è una virtù, e non la fermerò mai più! Nessun ostacolo per me, perché d'ora in poi troverò la mia vera identità, e vivrò, sì, vivrò per sempre in libertà!

Anna dall’altra parte è come la Charlotte di La Principessa e il Ranocchio una sorta di parodia delle canoniche principesse, pronta a cedere alla promessa d’amore a prima vista del perfido Hans ma ancor di più ad accettare la diversità di sua sorella.

In Frozen, grande epopea di coraggio tutta al femminile, due tipologie di donne convivono e, alla fine di una delle più belle e complesse avventure disneyane, a vincere è proprio la coalizione femminile.

Vaiana

Ultima eroina in ordine di tempo, Vaiana racchiude in sé tutta l’evoluzione delle Principesse Disney.

Esponente dell’altra metà del cielo in un “universo” in cui viene accettato senza batter ciglio che l’erede del capo possa essere una femmina, Vaiana non agisce in nome di se stessa ma del bene del suo popolo.

Vaiana è la prescelta del mare, e lo scopo della sua avventura sta nel salvare l’intera Polinesia dalla minaccia di una grave siccità. Tale obiettivo non sarà messo in discussione neanche dalle paure di suo padre o dalle remore il semi-dio Maui: la determinazione e il coraggio della prima eroina action Disney sono più forti di qualsiasi ostacolo terreno o ultraterreno. 

Ma la voce dentro che grida 'no!' cresce forte in me!

Qual è la vostra Principessa Disney preferita? In quale di queste storiche eroine vi rispecchiate di più? Parliamone insieme nei commenti!

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