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Sex and the City ai tempi di Whatsapp: che cosa sarebbe successo?

Sex and the City ha rivoluzionato l'era delle relazioni contemporanee. Ma come sarebbe stato all'epoca di WhatsApp, di Tinder e dei social? Ecco una possibile analisi.

Carrie Bradshaw nel celebre episodio del post-it

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Senza WhatsApp, senza Tinder, senza Messenger e senza la pioggia di selfie quotidiani, Sex and the City, più che una giungla di single ingarbugliati in relazioni complicate, sembra la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. 

Forse nella Manhattan anni 2000 nessuno faceva più colazione da Tiffany - come avvertiva il prologo della disillusione (o forse dell'illusione eccitante) nel primo episodio - ma sicuramente nessun altro si svegliava con la faccina del clown, quella degli occhi sbarrati o quella del vomito nella schermata verde di WhatsApp, pronta a dare il benvenuto a una nuova giornata prima ancora che il sole filtrasse dagli oscuranti dei palazzi.

E nessun altro si addormentava cullato dal "visualizzato ma senza risposta", la filosofia delle spunte blu che nel 2013 era trendy e nel 2017 è già annoiante.

Il progresso (inteso come progresso tecnologico: ce ne sono altri forse?) va veloce e le emancipate single che banchettavano col buffet di uomini di New York sono già vintage alla luce delle mostruose e liquidissime (per un usare un termine baumaniano) rivoluzioni dei social, delle chat e delle fotocamere da "trasparenza", quella raccontata in The Circle.

Carrie Bradshaw al pcHDHBO
Carrie Bradshaw e il suo Mac

Anche Candace Bushnell, autrice delle storie delle post-principesse di Manhattan, ha ammesso che sono proprio i telefoni la cosa più spaventosa che è cambiata dall'epoca delle fab four di Sex and the City a oggi.

La scrittrice ha confidato a The Guardian il proprio smarrimento. Subito prima e subito dopo il 2000, le relazioni erano scorrette, erano crudeli, erano sleali e forse anche morbose, perverse, patologiche. Ma erano reali, potevano contare banalmente su coordinate spazio-temporali.

Ora gli sguardi che possono fluttuare in un bar cadono inevitabilmente nella luce artificiosa degli smartphone, frullati tra un cuore su Instagram e un gruppo WhatsApp.

Entro in un bar e vedo che il 90% delle persone è ferma sul proprio telefono. È più facile per la gente chiudersi in sè stessa. Vivi in una città dove puoi interagire con tante diverse persone ogni giorno. E invece tu sali in ascensore o in metropolitana ed è come essere nel Clan dell'Orso della Grotta.

Candace Bushnell in primo pianoHDGetty Images
Candace Bushnell, autrice di Sex and the City

Tinder abbatte le Samantha Jones vere e sanguigne

Spesso si sente dire che ci sono poche donne come Samantha Jones.

Sinuosa e sensuale come Jessica Rabbit (tanto da sembrare un fumetto), in dipendenza da borse lussuose, esperta di scapoli d'oro e di notti selvagge, Samantha Jones aveva qualcosa di fondamentale: la propria autenticità.

Samantha Jones in primo pianoHDHBO
Il mito di Samantha Jones

Scorretta, amorale, materialista, edonista, Peter Pan cinquantenne, Samantha Jones era un'antieroina che ha fatto la storia. Ma non avrebbe mai sostituito Tinder alla sanguigna conquista notturna in un bar del centro, prima di scivolare sui sedili posteriori di un taxi con un oscuro semi-sconosciuto.

Tinder, nel mondo di Samantha Jones, Candace Bushnell non riesce davvero a concepirlo.

Sono davvero sconvolta da quanto Tinder sia poco romantico.

E va anche oltre.

Con Tinder le nuove generazioni si vedono come merci nel mondo degli appuntamenti.

Una schermata di TinderHuffington Post
Tinder potrebbe esistere in Sex and the City?

La frontiera della relazione come marketing virtuale mancava, anche nel sesso occasionale, scandaloso ed emancipato di Sex and the City, Si poteva discutere la trasgressione, ma non la irrealtà delle cose, trasfigurate dal filtro potente dello schermo.

Gli schermi c'erano e illuminavano le strade a gomitoli, i lussuosi bar, gli attici, le notti estreme come le serate passate sul divano.

Ma Sex and the City parlava di relazioni senza dover parlare di schermi.

Mezzi di comunicazione meccanici e malsani

In Sex and the City non mancano i media, cullati nella complessa transizione dall'analogico al digitale, dai Digital Immigrate ai Digital Native. Carrie Bradshaw vive di scarpe e analisi sentimentali, imbastite rigorosamente sullo schermo del suo pc.

Carrie legge i giornali e le riviste ogni sabato mattina, per informarsi sulla cronaca rosa (e monitorare lo stato di salute sentimentale dei suoi ex).

Carrie e Big passano ore intense e sincere al telefono, nel silenzio del cuore della notte.

Carrie vive tra mezzi di comunicazione, regolari e anche estrosi: vi ricordate quando viene lasciata con un post-it da Jack Berger? Era forse un sistema proto-WhatsApp? 

E, alla fine della serie, Carrie riceve un messaggio di testo da Big, un semplice messaggio scritto e lontano dai selfie sexy o dalle foto caricate sui social.

Ma si tratta di altri media, di media pre-rivoluzione. Mark Zuckerberg non si era ancora iscritto all'università e i social non avevano ancora reso la vita un impasto di cose da esibire su vetrine digitali.

Ecco perché il messaggio di testo tra Carrie e Big era ingenuo, era "meccanico", non era corroso dalla liquidità del digitale e non sostituiva con un'immagine profilo di WhatsApp un'interazione pura, tra i colori e gli odori di un bar in tarda serata.

La coppia Carrie-Big è diventata un'icona.

Gli spettatori erano così coinvolti nella trama di Carrie e Big che erano diventati un po' come Mr. Darcy ed Elizabeth Bennet. (...) Le donne dicevano 'Oddio, ho trovato il mio Big' o 'Ho appena rotto con Big'. È diventato parte del lessico.

E l'immaginario correlato era (ed è rimasto) pre-rivoluzione digitale.

Carrie Bradshaw e Big sdraiati per terraHDHBO
Carrie Bradshaw, Big e la relazione face to face

Carrie Bradshaw proto-influencer?

Carrie Bradshaw teneva una rubrica fissa sulle relazioni, il loro sviluppo e le loro potenzialità nell'era contemporanea.

Probabilmente, come ammette la stessa Bushnell a The Guardian, negli anni '10 la protagonista di Sex and the City sarebbe una blogger (e un'influencer).

[La rubrica di Carrie, n.d.r.] potrebbe essere un tipo di blog, a cui la gente risponderebbe con le proprie storie.

Carrie Bradshaw al telefono in Sex and the CityHDHBO
Carrie Bradshaw e i vecchi media

Sarebbe tutto più interattivo, più social(e), più digitale, e forse più prosaico.

Vi immaginate Carrie che posta foto su Instagram? Ve la immaginate ridotta a un'Olivia Palermo o una qualunque filosofa del web, con ondate di hater e di follower fedeli?

Il medium è il messaggio?

La tesi di Marshall McLuhan dà al mezzo di comunicazione, una responsabilità più strutturata che essere un semplice supporto o un canale di comunicazione, come lo aveva analizzato Jacobson.

Teoricamente, il contenuto dovrebbe rimanere lo stesso.

Praticamente, l'universo delle relazioni mappate, disegnate, analizzate da Sex and the City e dalle soggettive di Carrie si è trasformato in ondate di rabbia, desiderio, frustrazione, attrazione esternate in digitale, tra fiumi di chat, like su Facebook e notifiche di Tinder.

Le ragazze di Sex and the City a vedere una partitaHBO
Vecchi riti e nuovi mezzi di comunicazione

È un universo nuovo, in cui il messaggio non è più - inevitabilmente - lo stesso: si polverizza, si frantuma, si adegua ai nuovi linguaggi e riscrive il proprio stesso linguaggio.

Una conversazione su WhatsApp cambia i modi di interagire: è fatta di emoticon, abbreviazioni, slang, linguaggio colloquiale e frasi lapidarie e pragmatiche. Come sarebbe stata tra Carrie e Big su WhatsApp? Impossibile da immaginare.

Lo pensa anche Candace Bushnell. Ma c'è qualcosa che rimane impermeabile allo scorrere del digitale.

Cosa resta di Sex and the City?

Ora la gente si arrabbia in modo diverso, si arrabbia online. Ma il concetto di volere qualcuno, un'anima gemella - o non volere qualcuno - è una cosa che s'impara quando si entra in relazione. Fa tutto parte della natura umana. E questo non cambia.

Il nocciolo di Sex and the City partiva da una voglia di ribaltamento dei luoghi comuni. Candace Bushnell voleva proprio ri-pensare le figure in modo diverso.

Ci sono sempre state le donne single. E ci sono sempre state le donne single nelle grandi città.

L'essere umano rimane lo stesso, con o senza sovrastrutture (con o senza mezzi di comunicazione).

Che ne pensate? Come sarebbe stato Sex and the City all'epoca dei social e delle chat?

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