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Lucy Lawless: in visita a Lucca, Xena difende un ragazzo da epiteti razzisti

In visita a Lucca, Lucy Lawless ha difeso un ragazzo da epiteti razzisti. L'interprete di Xena ha deciso di non fare passare l'accaduto sotto silenzio e ne ha scritto su Facebook.

Lucy Lawless all'evento Go Red dell'American Heart Association

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Nei panni di Xena, Lucy Lawless ha affrontanto senza battere ciglio (o quasi) pericoli e nemici di ogni sorta. Ma mentre si trovava in visita a Lucca, ha assistito a un episodio che l'ha turbata profondamente.

L'interprete di Xena - Principessa guerriera e Spartacus stava camminando per le strade della cittadina toscana, quando ha visto un gruppo di ragazzi rivolgere epiteti razzisti a un giovane di colore. Non conoscendo bene l'italiano (ma lo sta studiando), l'attrice non è riuscita a intervenire come avrebbe voluto, ma ha comunque "ringhiato" parole di disapprovazione al gruppetto.

Più tardi, ha preso virtualmente carta e penna e ha denunciato il fatto su Facebook.

Lucy Lawless a Lucca: l'attrice denuncia un episodio di razzismo

Lucy Lawless è una donna con un forte senso della giustizia non solo nella finzione, ma anche nella realtà.

L'attrice sostiene la causa ambientalista di Greenpeace (impegno che nel 2012 le è costato un arresto) e in occasione della sua recente vacanza in Italia ha dimostrato una volta di più che girare la testa dell'altra parte non fa parte del suo carattere.

Mentre si trovava a Lucca, l'attrice ha assistito per caso a un episodio di razzismo e ha deciso di non farlo passare sotto silenzio, raccontando l'accaduto su Facebook:

Stasera stavo passeggiando per Lucca e davanti a me c'erano sei ragazzi ben vestiti, che avranno avuto 18 o 19 anni. Passa un giovane di colore in bicicletta. Uno di loro si mette a fare il verso dello scimpanzé e batte forte le mani sopra la testa. Poi grida: 'Gabon!'. A lui si unisce un secondo e poi un terzo e gridano e battono le mani al rallentatore in modo minaccioso. Un altro ragazzo sorride (mestamente) ma non li segue. Probabilmente, non sanno affrontare la cosa in modo migliore.

Lucy Lawless in Xena - Principessa GuerrieraHDNBC
Lucy Lawless nella celebre serie TV Xena - Principessa Guerriera

In difficoltà con la lingua, ma intenzionata a non lasciare correre senza reagire, Lucy è intervenuta:

'Orribile', ho ringhiato. 'Davvero orribile'. I ragazzi sono rimasti di sasso per il fatto che qualcuno avesse assistito alla scena e li stesse richiamando. Se fossi stata più preparata o se il mio italiano fosse stato migliore, avrei spiegato con calma che in passato anche gli italiani sono stati emigranti in altri paesi e che il loro comportamento era una forma di terrorismo.

L'attrice ha concluso il post con un'amara considerazione:

Tutti insieme, sono riusciti a terrorizzare quel povero ragazzo di colore, che non indossava polo leziose con il colletto tirato su da c***** ** e bermuda tinta pastello come loro. Probabilmente l'idea li eccita. O magari no. Forse volevano solo sfogare stupidamente il loro testosterone su qualcuno che percepivano come più debole. Proprio come fanno gli scimpanzé in branco con le prede. E non ci sono dubbi su chi fossero gli scimpanzé in quella situazione.

Il post di Lucy ha raccolto migliaia di like e generato una vivace discussione, alla quale hanno preso parte anche molti fan italiani, che si sono scusati con l'attrice per quello cui ha assistito.

E proprio in risposta al commento di uno di loro, la star di Xena ha replicato con un'acuta (e triste) riflessione sulla società di oggi:

Il problema più grande è che le politiche che riguardano l'immigrazione sono terribili, il sistema assistenziale è al collasso, le leggi non sono eque, da anni trovare lavoro è molto difficile e la povertà è in crescita. E questo vale per le popolazioni locali come per le persone che arrivano da altri paesi. Il razzismo c'è sempre stato, ma ora c'è qualcosa di diverso. C'è un senso di frustrazione che rende la gente intollerante. È evidente ovunque...

Le parole di Lucy fotografano con grande lucidità la situazione attuale e se da un lato generano un senso di impotenza e scoramento, dall'altro dimostrano che nessuno si può chiamare fuori, perché la responsabilità del cambiamento è di tutti e inizia dalle piccole cose. Come non voltare la testa di fronte a certi fatti e denunciarli.

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