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Sofia Coppola: 10 scene iconiche dai suoi film, musica compresa

Ci sono scene e frammenti di colonne sonore di film di Sofia Coppola che sono grandi momenti di estasi. Ecco i 10 momenti che ricordiamo con il cuore in fiamme.

Una scena di Lost in Translation

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Incorporata nel testo in maniera dissonante, sorprendente, iconica, folgorante e spiazzante, la musica nei film di Sofia Coppola diventa cartina tornasole di sottotesti imprevisti e stati d’animo inaspettati. 

L’associazione del jazz alla violenza psicologica, del rock allo sgargiante barocco settecentesco e del pop alla solitudine impregnata nei grattacieli di Tokyo fa della figlia d’arte Sofia Coppola un genere a sé stante, un’impronta stilistica che ha segnato le nuove forme di cinema dai primi anni 2000 in poi.

Sofia ha scioccato con Il giardino delle vergini suicide, ha commosso con Lost in Translation e ha assordato con Marie Antoinette.

Una scena di Marie AntoinetteHDColumbia Pictures
La regina pop di Sofia Coppola

Con lei il cinema si è evoluto, aprendosi alla commistione di linguaggi e (ri)scoprendosi poroso, morbido come una noce di burro di fronte alle mille possibilità di una traccia – una in particolare, non una qualunque - musicale.
Ogni cinefilo, o quasi, ha un momento "sofiacoppoliano" nel cuore.

Ecco le 10 scene dei suoi film più indimenticabili, tra immagini, sguardi e soprattutto colonne sonore.

10 - Bling Ring: il party liquido (Avicii feat. DK Ko, Levels Wake Me Up)

Accecato dalle luci degli smartphone e scandito dagli scatti dei selfie, il party di Bling Ring sembra liquido, fluidificato dai movimenti degli smartphone e la costruzione mobile e armoniosa delle inquadrature.

Gioielli scintillanti, banconote fruscianti, lunghi capelli di seta e qualche drink colorato compongono il mosaico del party non-sense della crew delle ragazze di Bling Ring, troppo annoiate per non mettersi a rubare nelle ville di Los Angeles solo per il gusto di farlo.

Alla festa, a un certo punto, appare Emma Watson che si tuffa nel vortice dei movimenti, lasciandosi cullare da Levels Wake Me Up.

Dilatandosi e rallentando, la musica dissona con i momenti di festa sfrenata, determinando l’ennesimo tocco di stile di Sofia Coppola.

9 - Marie Antoinette: shopping e caramelle (Bow Wow Wow - I Want Candy)

La profonda solitudine della vita opulenta di Marie Antoinette può essere temporaneamente accantonata con le forme e i colori di una sessione di shopping a Versailles.

Dolci, succhi di frutta, scarpe, pantofole, lustrini, cappellini, volant e soprattutto tante caramelle riescono a risollevare l'umore della giovane regina.

La scena, un capolavoro pop, accosta gli oggetti splendidi e scintillanti come tanti quadri di Andy Warhol mentre la musica dà un tocco rock e psichedelico a tutta la scena.

8 – Somewhere: Gwen Stefani scorre sul ghiaccio (Gwen Stefani – Cool)

In un film contrassegnato da una soundtrack composta quasi unicamente dai Phoenix, una Gwen Stefani che accompagna il momento del pattinaggio sul ghiaccio di Elle Fanning segna una sorta di svolta simbolica del film.

E la maggior parte dei simboli (e delle svolte) nella filmografia coppoliana è affidata alle tracce musicali.

La scena, silenziosa come le lame che danzano sul ghiaccio, mostra Elle Fanning – figlia 11enne del protagonista – impegnata in un allenamento solitario mentre il padre la guarda dagli spalti.

Capelli biondi, abitino azzurro e brillante e pattini bianchi, Elle Fanning sembra una sorta di Elsa di Frozen ante-litteram, mentre Stephen Dorff (che interpreta Johnny Marco) alza ogni tanto gli occhi dallo smartphone per guardarla fluttuare sulla pista rotonda.

Qualcosa sta cambiando in lui?

7 – Lost in Translation: solitudine con vista (Squarepusher – Tommyb)

Una delle scene più indimenticabili di Lost in Translation è solo musicale.

Charlotte, confinata nella noia e nel groviglio di pensieri di una lussuosa camera d’albergo, è seduta a ridosso della vetrata e guarda la città immensa e ingarbugliata davanti a sé.

La distesa di grattacieli, di strade, di macchine, di palazzi, di vetri, di luci si confonde sotto lo sguardo vuoto della ragazza, tuffata in un momento di solitudine profonda.

Capelli sciolti e camicia da uomo, appoggiata a quel vetro gigantesco Scarlett Johansson ha regalato una delle sue interpretazioni più sensuali e malinconiche.

Il momento, intensissimo e delicato, è accompagnato dalla lievità delle note di Tommyb.

6 – Lost in Translation: giappokaraoke (Bill Murray – More than This)

Se concepiamo Lost in Translation come uno scrigno pieno di momenti-gioielli, non possiamo prescindere dal momento-karaoke, quando Bill Murray (l’attore Bob) canta More Than This.

Da solo con Charlotte (che indossa una parrucca rosa) in mezzo a un gruppo di giapponesi, Bob beve uno shot e canta More Than This, il successo dei Roxy Music.

La voce bassa e leggermente roca, gli sguardi accennati tra Bob e Charlotte, il leggero sense of humor che pervade il momento e la colorata indifferenza dei compagni di karaoke hanno consegnato questa scena tra le più intense e indimenticabili di Lost in Translation.

5 – Somewhere: la strada che scorre (Phoenix - Love Like a Sunset)

Il finale di questa storia tenera e struggente di infelicità è affidato ai Phoenix, a Love Like A Sunset.

Il percorso di Johnny Marco è compiuto: ora deve tornare nel suo Chateau Marmont e occuparsi delle sue anatre, come delle auto sportive. È la strada a sfrecciare, lucida e deserta, accanto alla sua Lamborghini, mentre Los Angeles è sempre più lontana, il deserto avanza e la solitudine lo avvolge progressiva… perché adesso Cleo non c’è più.

Johnny si ferma su una collina ed è la musica a svelare, forte e rumorosa, la trasformazione avvenuta.

I Phoenix, che hanno curato la colonna sonora di Somewhere, si adagiano con maestria sulle sequenze non diegetiche del film, sottolineando con delicatezza lo spettro degli stati d’animo del controverso padre.

4 – Lost in Translation: la giornata a Kyoto (Alone in Kyoto – Air)

Sono tre minuti scivolosi.

Scivoliamo da Tokyo a Kyoto, dalla metropoli al giardino, dalla cultura alla natura, attraverso il fluttuare della testa di Charlotte, seduta sul treno proiettile e avvolta nell’isolamento delle cuffie.

La sequenza accompagna un giro in solitaria della ragazza, che va a visitare la città. 

Poche ore a Kyoto e la solitudine di Charlotte s’immerge nello splendore della natura: prima è il Giappone a scorrere veloce attraverso il finestrino dello Shinkansen.

Poi, con l’ombrello spalancato per ripararsi da qualche goccia di pioggia, Charlotte assorbe la pace della Kyoto speculare al tentacolarismo di Tokyo.

Al tempio Nanzen-ji, la ragazza spia distrattamente una cerimonia di nozze e cerca un momento di pace privata all’ombra di un grande albero.

Sofia Coppola sceglie gli Air e la loro malinconia per accompagnare una gita nella mente assorta di Charlotte, mentre Kyoto placa progressivamente il chiasso e le luci della metropoli.

3 -  Il giardino delle vergini suicide: amore da parco giochi (Air – Playground Love)

Mentre allestiva la storia 70's delle sorelle del giardino delle vergini suicide, Sofia Coppola non si è mai avvicinata ai coevi Bee Gees o a Carole King, ma si era fissata sul sound elettronico del duo di Versailles: gli Air.

Come la panna e il cioccolato su un cono gelato, gli Air e Sofia Coppola hanno collaborato a diversi film: Lost in Translation, Marie Antoinette ma soprattutto Il giardino delle vergini suicide, per cui gli Air hanno creato una colonna sonora originale impregnata di “momenti oscuri” di sonorità anni ’70.

L’universo suburbano de Il giardino delle vergini suicide esplode nella scena con la musica degli Air, che mostra Lux dopo il ballo, quando si sveglia da sola nel campo da football.

Trip, il ragazzo con cui usciva, l’ha lasciata da sola e addormentata. Il soft jazz che accarezza la scena, dove intravediamo gli steli d’erba e l’espressione smarrita di Lux, preparano ai momenti più drammatici che colpiscono le ragazze segregate da una famiglia autoritaria e bigotta.

I'm a high school lover,
And you're my favorite flavor
Love is all, all my soul
You're my playground love

2 – Marie Antoinette: 18 da regina (New Order – Ceremony)

La regina-bambina di “Se non hanno più pane, dategli le brioche” è stata (ri)scritta da Sofia Coppola con un mood post-punk assimilabile a quello di Vivienne Westwood e dei Joey Division.

La regista aveva spiegato a EW che, mentre studiava quest’epoca storica a scuola, era accompagnata da questa colonna sonora che era l’unica che avrebbe potuto concepire per la propria Marie Antoinette. 

Il parossismo delle forme e dei colori accompagnato da un rock spietato e quasi ironico ha consegnato al pubblico un manifesto, un capolavoro pop fatto di idee e di rielaborazioni

L’opulenza esagerata, bulimica, parossistica di Marie Antoinette è affidata a un fiume di fiori, piume, perle, frutti, macaron, tanti da riempire ossessivo-compulsivamente l’inquadratura.

La scena del 18esimo compleanno della regina è affidata a Ceremony, brano dei New Order del 1981 e cover di un brano scritto da Ian Curtis per i Joy Division.

Kirsten Dunst, nel ruolo della contestatissima regina francese, è immersa in un calderone di lampadari, champagne, calici, cristalli, gioielli, rossetti, trottole, posate d’argento, pailettes, brillanti e chiacchiere che scorrono fluide sullo sfondo incantato di Versailles.

Sono i New Order a riscrivere Marie Antoinette, l’età dei lumi e il pre-Rivoluzione Francese, con la sua forza ribelle e la sua carica rock, quasi a sottolineare (con un “eccesso musicale”) il fiume di stimoli visivi e l’esagerazione del lusso che avrebbe determinato la caduta della monarchia.

1 – Lost in Translation: l’addio al miele (The Jesus and Mary Chain – Just Like Honey)

L'ultima sequenza di Lost in Translation è passata alla storia per il finale splendido e chiaroscurale della non-storia d’amore che lega Charlotte e Bob. Tra i grattacieli e le insegne luminose di una Tokyo che non riesce a essere tradotta ma – allo stesso tempo – li fa incontrare, Charlotte e Bob fluttuano tra le possibilità.

È Shinjuku il quartiere che ospita il lussuoso hotel dei protagonisti e che li vede salutarsi in una scena folgorante. Accompagnati da Just Like Honey di The Jesus and Mary Chain, Charlotte e Bob si abbracciano e si dicono qualcosa, qualcosa che non sapremo mai.

Listen to the girl
As she takes on half the world
Moving up and so alive
In her honey dripping beehive
Beehive
It's good, so good, it's so good
So good

Quale di queste scene è la vostra preferita?

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