Stai leggendo: Paolo Villaggio: congiuntivi, Megaditte e nuvole del ragionier Fantozzi

Prossimo articolo: Morto Michael Bond, il papà dell'Orsetto Paddington

Letto: {{progress}}

Paolo Villaggio: congiuntivi, Megaditte e nuvole del ragionier Fantozzi

È morto Paolo Villaggio, grande icona della comicità italiana. Diede vita al celebre personaggio del ragionier Ugo Fantozzi.

Paolo Villaggio in una scena del primo Fantozzi

9 condivisioni 2 commenti

"Gatto Silvestro somiglia a Fantozzi. Io ne ho copiato l'idea e la meccanica, e intorno ho costruito tutto il resto". La creatura più celebre di Paolo Villaggio, se ci pensate bene, possiede le peculiarità di un personaggio da cartoon: il ragioniere più famoso d'Italia, quasi fosse di gomma, cade e si rialza dopo voli tremendi, controllando puntualmente che l'orologio da polso funzioni.

Ma quella dell'attore morto oggi 3 luglio 2017 all'età di 84 anni è una maschera tragicomica di gran lunga più strutturata e complessa rispetto ad un cartone animato: nel corso degli anni ha deformato vizi, debolezze e virtù degli italiani, fotografando in maniera lucida e spietata la società consumistica.

GIF di Fantozzi

La Megaditta come universo tragico

Mediocre e vigliacco, il ragionier Fantozzi ha trascorso una vita intera nel sottoscala della Megaditta, l'azienda gestita da loschi figuri quali il duca conte Semenzara o il megadirettore galattico, sempre riuniti nel Gran Consiglio dei 10 assenti. Attorno a Fantozzi, chiamato Fantocci dai colleghi o addirittura Bambocci dai superiori, un caleidoscopio di personaggi bizzarri e indimenticabili: dalla signorina Silvani al viscido geometra Calboni, senza dimenticare l'occhialuto ragioniere Filini, organizzatore di tragiche gite aziendali.

Paolo Villaggio - che ha esasperato nei libri e al cinema la propria avventura professionale all'Italsider - ha raccontato in maniera esilarante, surreale e stralunata le peripezie dell'italiano medio degli anni '70 e '80: l'orrenda settimana bianca, la nuvola da impiegato, le code infernali dei vacanzieri, la competizione snervante. Episodi e stratagemmi che l'attore genovese ha utilizzato per attaccare ferocemente la "cultura del sembiante" e i dettami della società americana, votata al consumismo più sfrenato. Conta l'apparire. Ecco spiegato il motivo della pianta di ficus, della poltrona in pelle umana, del naif jugoslavo alla parete: tutti simboli del potere da cui Fantozzi (e l'italiano borghese pure) è ossessionato, ne ha paura. 

Paolo Villaggio è stato il ragionier Ugo FantozziHD

A suo modo e al costo di un biglietto cinematografico (o nella gratuità di un passaggio televisivo), Fantozzi è stato un grande terapeuta. Come raccontato dallo stesso attore in un'intervista a Mario Sesti, "ha liberato gli italiani dal timore di essere isolati in un certo tipo di incapacità a vivere e ad essere felici". Il ragioniere ha vissuto tragicamente esperienze in teoria piacevoli quali gite o pratiche sportive. Il popolo del Bel Paese si è riconosciuto in queste disavventure e ne è nata una profonda gratitudine, la consapevolezza di non essere più soli a vivere un "dramma", arrivando addirittura a riderci su.

Sul piano sociologico Villaggio è stato formidabile nel manifestare attraverso personaggi e avventure grottesche alcune incongruenze tipiche della nostra penisola. Ha lasciato, poi, un segno indelebile nel linguaggio: dall'aggettivo "fantozziano", comunemente utilizzato nei dizionari, a tutta una serie di espressioni quali "mutande ascellari", "come è umano lei!", "ufficio sinistri", "organizzazione Filini" e "nuvola da impiegato". Per non parlare poi dello storpiamento dei congiuntivi, su cui Villaggio ha costruito gran parte della propria fortuna, criticando ferocemente un malcostume nostrano, quello di atteggiarsi a prof. pur barcollando nell'ignoranza: nascono da qui i vari "venghi ragioniere", "mi facci la cortesia", "se ne eschi", "vadi".

Fantozzi, belva umana in famiglia

La popolarità di Fantozzi si deve (anche) alla natura intima delle sventure narrate: servile e pecora con gli altri, la creatura di Villaggio si trasformava dentro casa, tiranneggiando sia con la moglie dai capelli color topo - la Pina - che con la figlia che somiglia a una scimmia, Mariangela.

Fantozzi tra le mura di casa ha fatto sempre il leone, dettando condizioni durante le partite di calcio in tv e monopolizzando l'uso del telecomando. A quanti italiani, guardandolo, non è sembrato di guardarsi allo specchio in questi anni?

Con Paolo Villaggio muore quindi una delle più grande maschere italiane della comicità (assieme a Totò e Alberto Sordi). Un attore poliedrico che ha dato vita al primo vero supereroe italiano: indistruttibile, immortale, mitico, con quel posto fisso in azienda che ieri era visto come noioso e che oggi appare quasi come una chimera. Villaggio non è stato solo Fantozzi, ma con esso ha conquistato l'immaginario collettivo come nessuno mai.

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.