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Noi siamo tutto, recensione del romanzo di Nicola Yoon

Madeleine vive in una bolla e crede di essere felice, ma poi scopre che non lo è. Perché la sua felicità si chiama Olly.

Il logo di Noi siamo tutto

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Il corpo umano è un’incognita. Talvolta funziona, altre no. A Madeleine è toccata una di quelle volte in cui è il corpo a prendere il sopravvento, così vive rinchiusa in una bolla bianca e ovattata, credendo di essere al sicuro. Ma, in fondo, dall’amore non lo si è mai.

Noi siamo tutto è il romanzo d’esordio della scrittrice americana Nicola Yoon. Si tratta di un romanzo Young Adult, pubblicato da Sperling & Kupfer, che affronta tematiche sottili in prosa sciolta e leggera, narrando la vita di Madeleine tra e-mail, progetti di cartapesta e desideri in punta di matita.

Ripercorrendo la strada del successo di Colpa delle stelle, scritto da John Green, Noi siamo tutto è un romanzo che racconta la malattia come una piccola resa: a Madeleine è stata diagnosticata sin da piccola la SCID, una patologia che intacca il sistema immunitario, e l’unico modo per sopravvivere è guardare il mondo da dietro una finestra.

La routine di Madeleine è fatta di studio, letture e recensioni su Tumblr. Ogni tanto si concede qualche serata film con la madre o una partita a Scarabeo ma, nonostante la monotonia, Madeleine è convinta che alla sua vita non manchi niente. Finché non arriva Olly.

Copertina del libro Noi siamo tutto, di Nicola Yoon
Noi siamo tutto, il romanzo d'esordio di Nicola Yoon

Da quando Olly è entrato nella mia esistenza ci sono due Maddy: quella che vive attraverso i libri e non vuole morire, e quella che vive e sospetta che la morte non sia un prezzo troppo alto da pagare pur di vivere.

Olly è un ragazzo che spruzza forza vitale da ogni poro, non riesce mai a star fermo e ha bisogno di saltellare a destra e a manca come se temesse che di punto in bianco gli cadessero le braccia. Madeleine è ammaliata dal modo in cui Olly onora la vita e quella felicità così naturale inizia a scalfire la barriera che si è costruita durante tutti quegli anni di reclusione, portandola ben presto dinanzi una nuova consapevolezza: quello che fa lei non è vivere, ma è sopravvivere.

‘Non sono una principessa e non ho bisogno di essere salvata’.
‘Fa niente. Tanto io non sono un principe’.

Sotto l’ala di una madre iperprotettiva, Madeleine avverte il mondo soffocarla per quanto sia vasto e inesplorato. Olly è la boccata d’aria fresca che non dovrebbe respirare, eppure lo fa. Lo fa perché sente che il cuore ne ha bisogno, lo fa perché non vuole più vivere intrappolata dal biancore della sua vita. Lo fa perché prima di Olly non c’era niente. Dopo di lui, c’è tutto.

Nicola Yoon ha corso un rischio affrontando una tematica alquanto gettonata al giorno d’oggi, ma ciò che l’ha contraddistinta è l’impostazione narrativa. Il suo è un romanzo prettamente visivo, costellato da tanti disegni, annotazioni, persino vecchie lettere di scuola elementare. Narrando in prima persona dal punto di vista di Madeleine, la scrittrice ha sfruttato il supporto grafico per trascinare il lettore in un mondo più concreto di quello che la protagonista è riuscita a narrare a parole.

Io sono tutto Vs il Piccolo Principe

In questo romanzo c’è un parallelismo ricorrente con Il piccolo principe che in altre circostante sarebbe apparso stucchevole e inopportuno; invece Nicola Yoon è riuscita a rendere omaggio a un classico della letteratura internazionale non soltanto in base alla scelta dei personaggi (Madeleine è molto simile al Piccolo Principe) ma anche grazie al supporto estetico. Qualunque disegno ci sia in Noi siamo tutto è un chiaro riferimento al Piccolo Principe: che sia uno smartphone o un macchinario per rappresentare l’universo, il Piccolo Principe è la guida di Madeleine perché le ricorda che per amore si dovrebbe essere disposti a tutto.

Ti ricordi quando abbiamo letto per la prima volta Il Piccolo Principe? Ci sono rimasta così male che alla fine morisse. Non capivo come potesse scegliere la morte solo per ricongiungersi alla sua rosa. Ma adesso credo di capirlo. Non stava scegliendo di morire. La sua rosa era tutta la sua vita. Senza di lei, non si sentiva realmente vivo.

Madeleine sceglie di vivere. Sceglie Olly. Per quanto la razionalità le suggerisca di restare aggrappata a quella bolla d’apatia e apparente salvezza, il cuore la spinge verso la libertà, la sprona a seguire i propri sentimenti, a smettere di vedere il mondo da lontano e iniziare a respirarlo da vicino.

Noi siamo tutto, la cui trasposizione cinematografica arriverà a settembre sul grande schermo, è un romanzo veloce da assaporare lentamente, parola per parola, disegno dopo disegno. L'autrice sfrutta il dono della sintesi per centrare tutto ciò che è essenziale alla narrazione. 

Noi siamo tutto racconta di come talvolta il dolore possa offuscarci la mente e il cuore, parla di come sia difficile talvolta arrendersi all’evidenza anziché combatterla.

Noi siamo tutto è un grido all’amore, quell’amore che forse "non ti ucciderà".

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