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Libri: Recensione di Fai uno squillo quando arrivi

La recensione di Fai uno squillo quando arrivi, il primo romanzo di Stella Pulpo, autrice del celebre blog Memorie di una vagina.

Recensione di Fai uno squillo quando arrivi

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Inizio con una confessione: non conoscevo il (famosissimo) blog dell’autrice. Perciò quello con la sua penna, per me, è stato un primo incontro... sfociato in un colpo di fulmine.
Fai uno squillo quando arrivi, il primo romanzo di Stella Pulpo, a una come me - cresciuta a pane e Sex and the City e attentissima a evitare scrupolosamente i romanzi rosa - può sembrare la fiera dei cliché.
Ma bastano pochissime pagine per capire due cose: che questo in realtà è un romanzo di formazione, e che la ricerca dei cliché funziona. Perché i cliché sono veri. Perché la vita è così.
Il nuovo romanzo di Memorie di una Vagina
Il nuovo romanzo di Stella Pulpo, fai uno squillo quando arrivi
Nina Dell’Oglio, la protagonista trentenne che ci narra la sua storia in prima persona, si barcamena fra vita da single e amiche sposate, fra social network - l’amore 2.0 - e ricerca di autoaffermazione, fra relazioni finite da cui credi non ti riprenderai mai più e ricerche del principe azzurro, che non si presenta a cavallo e non ha tatuato “Sono quello giusto” sulla fronte.
Nella vita, e tantomeno in amore, non ci sono certezze. Di solito incontri qualcuno quando non lo stai cercando. E qualcuno ti cerca quando tu hai smesso di farlo.
Per conoscere la persona giusta bisogna frequentare i locali giusti. Lo sapeva bene Carrie Bradshaw (a cui Nina è evidentemente ispirata, come dichiara apertamente anche Nina nella parte finale, pur dicendo di non amare il personaggio), che su questo teneva addirittura dei corsi.
Non ci sono lezioni, invece, per imparare a vivere. Non si può andare a scuola. Si può solo accettare di mettersi in gioco, come fa Nina.
Leggendo Fai uno squillo quando arriviHD
Leggendo Fai uno squillo quando arrivi
A volte capita che un romanzo ti trasporti nel suo mondo facendoti al tempo stesso pensare al tuo. Con Fai uno squillo quando arrivi, a me è successo.
Io ho dieci anni (e più…) di Nina, e ho già vissuto le emozioni che lei racconta. Il principe azzurro che lei sogna, io l’ho sposato tanti anni fa. Il PDM che pensa di non riuscire a dimenticare, io l’ho dimenticato moltissimo tempo fa.
Nina è profondamente diversa da me, come da gran parte dei suoi lettori. Ciononostante, io l’ho sentita vicina. Ho ricordato la mia gioventù milanese, quegli amori che ti spezzano il cuore e sembra non debbano finire mai. Quelli che, quando ti rendi conto che li hai finalmente superati, sono già finiti da un pezzo.
Ho rivissuto le chiacchierate con le amiche, i soliti consigli, la solita inevitabile verità: per crescere davvero, devi sbatterci il naso. Contro l’uomo sbagliato, contro la decisione errata, contro l’errore di calcolo. Devi sbatterci il naso. E se te lo rompi è anche meglio: impari di più.
Stella Pulpo con il suo romanzo
Stella Pulpo con il suo romanzo Fai uno squillo quando arrivi
Per liberarti dai cliché, devi scrollarteli di dosso con la consapevolezza di indossarne altri.
E con la voce narrante di Nina è facile. Lo stile è scorrevole, leggero e divertente - certo - ma soprattutto preciso nella descrizione di cosa si prova quando finisce un amore. Quando pensi sempre a lui. Quando ti richiama, cercandoti proprio nel momento in cui la tua vita aveva finalmente preso una nuova direzione.
Il tempismo, si sa, non è il forte degli amori sbagliati. E nemmeno l’amicizia. Le prime duecento volte che ti lasci e ti riprendi col tuo “amore tira e molla”, i tuoi amici ti consolano e ti ascoltano. Alla volta numero duecentouno, giustamente, ne hanno le scatole piene di dirti sempre la stessa cosa. Eppure, tu non hai ancora capito.
Stella Pulpo
Stella Pulpo
Ci sono tantissima verità, tanta vita vissuta, tanta umanità in questo romanzo.
Credo che affascini principalmente per due ragioni: per come è scritto - difficile, se non impossibile, confezionare delle frasi così lunghe senza spezzare il ritmo: chapeau - e per l’universalità delle esperienze in cui tutti ci possiamo ritrovare. 
Ma c’è anche qualcos’altro. Fai uno squillo quando arrivi è diviso in tre parti. E se prima e seconda parte mi sono piaciuta, la terza l’ho proprio amata.
Copertina Fai uno squillo quando arriviHD
La copertina di Fai uno squillo quando arrivi
Nina scava nel profondo, ci regala delle splendide definizioni (che non riporto qui per non rovinare la lettura a nessuno), restituisce alla perfezione quel “né con te, né senza di te” su cui Truffaut aveva costruito uno dei suoi tanti capolavori: La signora della porta accanto.
La terza parte della storia di Nina è ricca di considerazioni mature, perché il personaggio cresce insieme alla sua storia, alla vita che sceglie per sé, a ciò che la vita sceglie per lei.
E noi capiamo, condividiamo e siamo un po' tristi. Sappiamo che il nostro viaggio insieme sta per finire e non vorremmo, ma allo stesso tempo capiamo che è giusto così. Proprio come quando finisce un grande amore.

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