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Chrysta Bell: ‘Non chiamatemi femme fatale’

La 'musa aliena' di David Lynch, Chrysta Bell, si è raccontata a noi di FoxLife parlandoci dei suoi esordi e della sua ‘trascendentale’ amicizia con il Maestro.

Chrysta Bell, la musa aliena di David Lynch

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“Chrysta Bell sembra un sogno, Chrysta Bell canta come un sogno e il sogno sta diventando realtà”: con queste parole David Lynch ha descritto una delle sue muse, l’attrice e cantante in questi giorni in Italia dove è in tour per darci l’opportunità di ascoltare dal vivo anche le canzoni contenute nella sua ultima fatica discografica.

Chrysta Bell la cantanteHDDailybest

Secondo album della splendida texana con la voce da angelo, We Dissolve, mescola al pop puro alcune influenze pop rock e jazz e ospita creazioni musicali di artisti del calibro di Adrian Utley (Portishead), il tastierista Geoff Downes e il chitarrista drone Stephen O’Malley dei Sunn O))).

Cantante, modella, attrice e ispiratrice “aliena” di uno dei più grandi registi de mondo, abbiamo chiacchierato con Chrysta Bell poco prima del suo concerto al Biografilm Park dello scorso 10 giugno per farci raccontare della sua arte, del suo rapporto con Lynch che l’ha voluta, dopo anni di proficua collaborazione musicale e “trascendentale”, come volto dell'agente Tammy Preston nel nuovo Twin Peaks.

Dagli esordi al ruolo di musa lynchiana

Chrysta Bell e David Lynch sul set dello show This Train – David Lynch Presents Chrysta BellHDDutch Rall

Chrysta, tu hai esordito sul palco da giovanissima negli 8½ Souvenirs: che ricordi hai di quel periodo?

Gli 8½ Souvenirs sono stati per me una sorta di università della musica: io avevo 18 anni e loro erano un gruppo già rodato, nato molto prima che io arrivassi come loro cantante. Mi sono divertita soprattutto perché la loro peculiarità era quella di mescolare tantissimi generi e influenze per la maggior parte europee: ho cantato in francese, italiano, portoghese… in quel periodo ero leggera, libera. Ricordo con nostalgia che allora non mi domandavo quali limiti avessi, e per questo avevo la capacità di non pormene.

David Lynch e la sua musa ChrystaHDRolling Stones

In molti, a ragione, ti hanno definita una delle muse ispiratrici di David Lynch, e lui stesso in più occasioni ha detto che quando ti ha sentita cantare è stato come “ascoltare un’aliena bellissima”. Raccontaci del vostro incontro.

L’idea di farmi conoscere David è stata di Brian Loucks [un agente dello spettacolo n.d.r.], secondo lui avevamo molte affinità ed effettivamente la sua intuizione era giusta. La prima volta che ho visto Lynch è stata nel suo studio di registrazione, lui mi ha aperto la porta a piedi nudi, con una sigaretta in bocca e una camicia bianca. Appena mi ha guardata ha spalancato le braccia e mi ha stretta a sé. Per me è stata una sensazione extra corporea: ero incredula ed eccitata. Queste sono cose che solo ad Hollywood e a pochi fortunati accadono. David ha creduto in me fin da subito, sono diventata una sorta di allieva e al contempo di protetta per lui. Abbiamo incominciato a scrivere musica immediatamente e per noi stessi, senza presunzione: ci abbiamo messo anni prima di far conoscere al pubblico il frutto del nostro lavoro.

Chrysta Bell e David Lynch a Los AngelesHD

Dalla sua amicizia e collaborazione con il Maestro Lynch sono nati diversi brani, tra cui Polish Poem colonna sonora di Inland Empire, un album e un EP. Ma di tutto il tempo trascorso con il Maestro qual è l’insegnamento più importante che ha ricevuto?

David mi ha insegnato tantissimo in questi quasi 20 anni di amicizia, e sono convinta che anche io sia stata in grado di lasciare qualcosa a lui. Credo però che la cosa più importante che mi abbia fatto capire è che è sempre fondamentale seguire l’istinto: la prima risposta che credi di avere è quella giusta. Mi rendo conto che questo può sembrare banale, ma ho capito negli anni e sulla mia pelle che aveva ragione.

La meditazione trascendentale

La cantante Chrysta BellHDRolling Stones

Oltre che l’amore per la musica e per il cinema, con David Lynch hai in comune anche la meditazione trascendentale. Come ti sei avvicinata a questa tecnica?

È stato proprio David ad iniziarmi a questo tipo di meditazione in realtà: lui ha questa connessione enorme con il trascendentale che lo aiuta ad avere sempre una congiunzione molto potente con la sua fantasia. È attraverso questa tecnica che Lynch riesce a non essere toccato dai piccoli problemi della quotidianità, mantenendo così un grande senso di calma e un continuo flusso di creatività. Quando ho visto con i miei occhi, osservando David, i benefici del praticare meditazione trascendentale due volte al giorno ho pensato che fosse qualcosa che dovevo fare anche io.

Non chiamatela femme fatale

Un'immagine di Christa BellVogue

Nel 2014 The Red Bulletin ti ha dedicato una lunga intervista, corredata da splendide immagini, dal titolo Una Vera Femme Fatale: che ne pensi di questa definizione?

Sono stata chiamata femme fatale in più occasioni [ride, n.d.r.], ma non sento di incarnare questa tipologia di donna in quanto penso che sia sinonimo di qualcosa di oscuro ed enigmatico. Qualcosa di effettivamente molto lontano dal mio modo di essere. Credo che il motivo per il quale in molti mi vedano come una femme fatale sia riconducibile al fatto che ho un’esistenza e uno stile molto particolare che mi incornicia erroneamente in un alone di mistero, dote che fa parte dell’essere una “donna fatale” ma che comunque non mi caratterizza come tale.

Chrysta Bell in Twin PeaksHDShowtime

Ora che hai avuto l’onere e l’onore di essere diretta come attrice da David Lynch nel nuovo Twin Peaks, se qualcuno te lo chiedesse, rinunceresti alla musica per la recitazione?

Il dubbio non si pone neanche: io nell’anima mi sento una musicista, questo è quello che voglio fare. Recitare è stato meraviglioso, una sfida molto bella in grado di farmi sentire a mio agio e allo stesso tempo di mettermi in discussione. All’inizio non avevo idea di cosa volesse dire essere alla mercé di un regista, nonostante avessi avuto già qualche piccola esperienza come attrice, ma David mi voleva: a quanto pare questa esperienza era scritta nel mio destino. Ho seguito i suoi dettami col cuore, ho cercato di dare all’Agente Tammy Preston tutte le qualità richieste, dal fascino all’intelligenza. È stato davvero un momento speciale per me essere sul set di Twin Peaks, ma la musica resta a un livello differente. Se avessi fatto più esperienze come attrice adesso avrei potuto pensare anche di fare una scelta ma per come ho vissuto la mia vita, per il mio percorso, sono certa che sia la musica il mio mondo.

Cosa ne pensate della musa aliena di Lynch? Anche voi siete stati cullati dalla sua voce onirica? Fatecelo sapere nei commenti!

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