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Nella Napoli di Elena Ferrante: recensione della serie L’Amica Geniale

La storia di Lila e Lenù e del loro rapporto intenso e contraddittorio diventerà presto una mini-serie TV, ispirata alla serie di romanzi L’Amica Geniale di Elena Ferrante.

I quattro romanzi di Elena Ferrante

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Tanto si è parlato della vera identità della scrittrice conosciuta come Elena Ferrante. C’è chi sostiene che dietro allo pseudonimo si nasconda Anita Raja, traduttrice e saggista, chi Marcella Marmo, docente presso l’università di Napoli. C’è chi ci vede un uomo, chi addirittura due persone, ossia Sandro Ferri e Sandra Ozzola delle Edizioni E/O.

Qualunque sia la verità, la Ferrante si è guadagnata un posto di spicco tra i grandi autori italiani: il suo primo libro intitolato L’Amore Molesto ha vinto diversi riconoscimenti ed è stato trasformato in pellicola da Mario Martone. La stessa sorte è toccata anche al suo secondo libro I giorni dell’abbandono, divenuto un film diretto da Roberto Faenza.

Le parole della Ferrante si sono sempre prestate a essere trasformate in immagini, e pare che questa stessa sorte toccherà ai quattro romanzi de L’Amica Geniale (L’Amica Geniale, Storia Del Nuovo Cognome, Storia Di Chi Fugge E Di Chi Resta, Storia Della Bambina Perduta): la storia di Lila e Lenù diventerà una mini-serie TV a cui l’autrice non sta effettivamente collaborando, ma segue gli sviluppi dando suggerimenti e consigli.

La scelta di rimanere avvolta nel mistero non ha rallentato la sua fama di scrittrice, tanto che nel 2016 compare – per la sezione Artists – nella classifica indetta annualmente dal TIME che cita le personalità più influenti. Come lei stessa ha detto, infatti, non è la sua fotografia in quarta di copertina a sancire il successo dei suoi libri.

La serie l’Amica Geniale

Divisa in quattro volumi, la storia di Lila e Lenù scorre veloce dagli anni '50 ad oggi, con sullo sfondo Napoli e un rione dove povertà, malaffare e degrado si mischiano andando a creare il contesto contro cui si stagliano le vite di queste due bambine, adolescenti e donne che crescono mano a mano che la narrazione progredisce.

Raffaella, detta Lina da tutti, Lila da Elena soltanto, è una figura complessa, geniale come già il titolo della serie ci rivela, intelligente e dannata dalla propria testa che vola, si perde, si contorce senza mai darle tregua.

Elena, detta Lenù, è altrettanto intelligente, ma di un’intelligenza diligente e ammaestrata: la sua devozione agli studi le permetterà di staccarsi dal rione in cui è cresciuta, volando verso luoghi importanti e ambienti culturalmente rilevanti. Ma è nella contrapposizione con Lila, nello scontrarsi delle loro menti che Lenù sente crescere le idee: seppur presa da una vita lontano da Napoli, non taglierà mai i ponti con la sua città e la sua amica, entrambe indispensabili per sbrogliare matasse affettive e lavorative.

Nella narrazione entra anche la storia del nostro Paese: il terrorismo di matrice politica, l’insediarsi della camorra nella vita economica, la fine della Prima Repubblica, le condizione lavorative degli operai, la lotta di classe e il femminismo. Tutti avvenimenti che influenzano la vita di Lenù, anche per via dei personaggi del rione, amici e nemici, che la inseguiranno ovunque: c’è Pasquale, divenuto terrorista e latitante che un giorno le piomba in casa a Firenze, scalfendo la superficie borghese dietro cui vive, ci sono i terribili fratelli Solara, signori del malaffare del rione, di cui la sua penna spesso si occuperà, e poi c’è lei. Sempre lei. Lila.

Telefonate, lettere, e-mail: parole che corrono e riacciuffano Lenù riportandola al rione anche quando la sua carriera è giunta all’apice del successo e la inchiodano a quella relazione così contraddittoria, fatta di grande affetto e grandi cattiverie, la prima delle quali la si incontra quasi in apertura del primo capitolo. Lila getta deliberatamente la tanto amata bambola di Lenù nello scantinato di Don Achille, il temuto orco del rione. Lenù, per ripicca e per dar sfogo al dolore della perdita, getta allora la bambola di Lila laggiù ed entrambe andranno perse per sempre.

Questo piccolo, crudele gesto infantile sembra però sancire l’inizio del loro legame e sembra influenzare ogni scelta futura, soprattutto agli occhi della narratrice Lenù, che scrive la storia di questa grande e complessa amicizia in seguito a una telefonata: Rino, il figlio di Lila, la avvisa che sua madre è scomparsa. Tutto di lei, oggetti, fotografie, ricordi non c’è più. Lila sembra essersi cancellata per sempre. E così Lenù prova a ritrovarla con le parole, ripercorrendo come la vita le ha insegnato a fare, cioè scrivendo, le tracce della sua amica.

Solo nei romanzi brutti la gente pensa sempre la cosa giusta, dice sempre la cosa giusta, ogni effetto ha la sua causa, ci sono quelli simpatici e quelli antipatici, quelli buoni e quelli cattivi, tutto alla fine ti consola.

L’amica geniale

L'amica geniale

Come detto questo libro comincia ai giorni nostri, con la telefonata del figlio di Lila a Lenù: sua madre è scomparsa, cancellando ogni traccia della propria esistenza. Questa notizia porta Lenù a pensare all’amica e decide di provare a stanarla scrivendo la loro storia, nella speranza che Lila metta in atto una promessa fatti tanti anni prima: inserirsi nel computer dell’amica e cancellare o riscrivere qualsiasi testo tratti di lei.

Elena comincia così a seguire il filo dei ricordi, tornando con la mente nel rione napoletano dove è nata e cresciuta: appaiono personaggi che seguiremo fedelmente lungo tutta la narrazione, per i quattro volumi che la compongono. L’amicizia con Lila nasce in contrapposizione alle dure regole del rione: entrambe le bambine sono dotate di grande intelligenza e, da subito, il loro frequentarsi è segnato di picchi in cui le loro menti danno vita a ragionamenti intensi e appassionati, ma anche da momenti bui, fatti di cattiveria e parole crudeli, soprattutto da parte di Lila, da sempre l’anima buia della coppia. Con la fine della scuola elementare, le loro vite si separano: Lenù, con grandi sforzi, convince la madre a farle fare l’esame per accedere alle scuole medie, mente Lila viene obbligata a lavorare con il padre calzolaio.

I loro destini, però, continuano a intrecciarsi: cominciano i primi amori, arriva la presa di coscienza che al benessere del dopoguerra non sono estranei personaggio di dubbia moralità, si impongono scelte che determineranno le vite futuri degli abitanti del rione.

Il libro si chiude con il matrimonio di Lila: giovanissima, si accasa con un giovane benestante che sembra prometterle agi e libertà, ma nella cui ombra agiscono i due fratelli Solara, che Lila ha sempre odiato e combattuto.

Storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome

In men che non si dica, la scrittura della Ferrante vi riacciufferà e vi catapulterà nel rione che ormai conoscete tanto bene. È come tornare a casa dopo un lungo viaggio. I personaggi e i luoghi che avete imparato a conoscere sono ancora tutti lì, come li ricordavate, ma subito pronti a cambiare di nuovo, evento dopo evento.

Le due protagoniste, ragazzine che già si sentono donne, avvertono il peso delle loro scelte: avevamo lasciato Lila nel giorno del suo matrimonio, che lungi dall’essere la favola che ogni ragazzina immagina, si rivela presto una prigione che lei stessa, con il suo carattere spigoloso, contribuisce a rendere ogni giorno più buia. Elena, invece, è quanto mai combattuta nella ricerca della sua strada: lontana dal rione, sembra non riuscire a staccarsene e viverci le fa paura quanto l’idea di perdere per sempre il luogo in cui è nata.

La contrapposizione nella vita delle due ragazze si fa sempre più forte: Lila vive da gran signora, conosce il sesso e la violenza, mentre Elena dà tutta se stessa allo studio, perdendosi in qualche esperienza amorosa sul cui sfondo, però, si muove sempre il suo grande amore mai vissuto, quello per Nino Sarratore.

Il loro rapporto diventa quindi sempre più complesso e articolato, fatto di grande complicità intellettuale e desiderio di ribellione e indipendenza l’una dall’altra.

Storia di chi fugge e di chi resta

Storia di chi fugge e di chi resta

Ritroviamo in questo capitolo due donne, non più due ragazzine, i cui destini sembrano essersi invertiti: Lila, da gran signora è passata a fronteggiare quotidianamente i dolori e le difficoltà della vita, svolgendo un lavoro massacrante, in condizioni pessime, ma necessario per dar da mangiare al figlio, mentre Elena conosce il successo grazie alla pubblicazione del suo primo libro, è prossima al matrimonio con il rampollo di un’agiata famiglia ben inserita negli ambienti culturali del tempo e il rione le sembra sempre più lontano.

Ma le spire della sua città e dell’amicizia con Lila sapranno raggiungerla anche nella splendida Firenze in cui si è trasferita: un amore travolgente, la maternità, il lavoro, ma anche la violenza e l’instabilità dell’Italia degli anni Settanta contribuiranno a riavvicinare Lenù alle sue origini e riporteranno a galla, più forte che mai, il suo rapporto con Lila. Torneranno i grandi incontri delle loro menti, le frasi dette a denti stretti, crudeltà e insinuazioni, mentre conosceremo una nuova Lila, forgiata dalla durezza del lavoro in fabbrica, malata nel cuore e nella mente.

 

Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta

Comincia con il ritorno di Lenù a Napoli questo ultimo, intenso capitolo. Il cerchio si chiude e i due opposti si fanno più vicini che mai: Lila e Lenù sembrano conoscere un momento di pace ed equilibrio, legate dall’esperienza della maternità. Tanti sono i momenti di autocritica e analisi, in cui ci si rende conto che le strade che ci si era immaginati per le due bambine conosciute quattro libri fa hanno preso in realtà direzioni diverse: sia Lila che Lenù hanno conosciuto gli agi e il benessere, entrambe hanno dato il via a qualcosa di più o meno grande grazie alla propria intelligenza e si sono rovinate con le loro stesse mani, compiendo scelte rovinose, ma la vita non le ha risparmiate mai, mettendole spesso faccia a faccia con il dolore e la perdita.

Già nel titolo di questo libro si capisce che le prove per loro non sono finite, e una delle due si dovrà confrontare con un evento indicibilmente doloroso, che scandirà gli avvenimenti successivi nella vita di entrambe. Intanto, Napoli e il mondo intero si fingono diversi da come li abbiamo conosciuti negli anni '70, violenti e sanguinosi, ma la realtà è che nulla è cambiato: i malavitosi continuano a minacciare e uccidere, l’ipocrisia è sempre radicata nella mentalità dei più e i tentativi di Lila, convinta di poter rifondare il rione insieme all’amica scrittrice, si riveleranno presto utopici. La vita, insomma, presenta il conto alle due amiche, sconvolgendo di nuovo i fragili equilibri del loro rapporto, fino a tornare ai giorni nostri, con l’ormai sessantenne Elena che termina la scrittura del suo libro su lei e Lila, sperando di aver così destato l’amica dal buio che sembra averla inghiottita.

In attesa che la mini-serie TV ispirata a questa straordinaria e complessa amicizia arrivi sugli schermi, perché non leggere questi splendidi libri?

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