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Dal 2007 a oggi: i grandi libri che hanno vinto il Premio Strega

Aspettando di conoscere il vincitore 2017 dell’ambito premio letterario italiano, scopriamo gli ultimi 10 libri che hanno vinto il Premio Strega.

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Dal 1974 è il premio letterario italiano più prestigioso e, tra gli altri, vi hanno partecipato alcuni tra i più grandi nomi della letteratura, quale Eco, Morante, Gadda, Moravia: è il Premio Strega. In attesa di scoprire il vincitore dell’edizione 2017, ripercorriamo insieme i vincitori degli ultimi dieci anni.

2007 - Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda 

Come Dio comanda

Solo chi ha paura muore facendo stronzate come camminare su un ponte. Se a te di morire non te ne frega niente puoi stare tranquillo che non cadi. La morte se la piglia con i paurosi.

Rino ha 36 anni e un figlio di 13, Cristiano. Non potrebbero essere più diversi: ostinato, violento e xenofobo il primo, timido il secondo. Nonostante questa differenza di carattere, entrambi sanno che possono contare solo l’uno sull’altro in quella desolata provincia del nord-est in cui vivono, persa tra boschi, campi e capannoni industriali. Tutto cambia quando, una notte, Rino e i suoi compari Quattro Formaggi e Danilo stanno per compiere una rapina: in mezzo a un temporale, una ragazzina bionda emerge dalle tenebre e cambierà il destino di tutti.

2008 - Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari.

Storia di Alice e Mattia. La prima, in seguito a un’umiliante incidente su una pista da sci, resta offesa a una gamba. Il secondo vive il peso della vita di una sorella gemella, Michela, che ha gravi ritardi mentali, così quando un compagno di classe li invita a una festa, lui lascia la sorella nel parco giochi con la promessa di tornare a prenderla. Due momenti nella vita di due bambini che segneranno per sempre le loro vite, che si intrecceranno fittamente senza mai riuscire ad annodarsi. Soli come quei numeri indivisibili che, in matematica, sono chiamati “numeri primi”.

2009 - Tiziano Scarpa, Stabat Mater

Stabat mater

Signora Madre, è notte fonda, mi sono alzata e sono venuta qui a scrivervi. Tanto per cambiare, anche questa notte l'angoscia mi ha presa d'assalto. Ormai è una bestia che conosco bene, so come devo fare per non soccombere. Sono diventata un'esperta della mia disperazione.

Cecilia ha 16 anni e vive in un orfanotrofio. Di giorno suona il violino in chiesa, nascosta ai fedeli da una grata: la musica per lei è un fitto susseguirsi di note, un’attività come tante. Ciò che invece coltiva con passione è l’attività segreta che svolge ogni notte, quando l’orfanotrofio dorme e lei non riesce a dormire: Cecilia si alza e scrive alla madre che l’ha abbandonata. Questa rigida divisione nella sua vita si interrompe quando all’orfanotrofio arriva un nuovo insegnante di violino, il suo nome è Antonio Vivaldi e, grazie al conflitto con la sua musica, Cecilia troverà la forza di compiere un gesto inaspettato.

2010 - Antonio Pennacchi, Canale Mussolini

Canale Mussolini

Il dramma della condizione umana è proprio questo: sei quasi perennemente condannato a vivere nel torto, pensando peraltro d'avere pure ragione.

Insieme a tanti altri, anche i Peruzzi si trasferiscono nella zona bonificata della Paludi Pontine. Una terra nuova, bonificata dai progetti del Duce e piena di piccoli, nuovi centri abitativi. I Peruzzi scendono dal Nord seguendo il carisma di zio Pericle, che si porta dietro una carovana di parenti vari. C’è la nonna, a cui tutti, nipoti compresi, obbediscono senza proferir parola. C’è Adelchi, il cocco di mamma che ha più l’indole del comando che del lavoro, ci sono una schiera di fratelli e sorelle divisi tra affetto, promesse, lavoro e cattiverie. E poi c’è Paride, il nipote che porta nel nome la stessa sorte dell’eroe: sarà causa di una sfortuna che segnerà la vita dei Peruzzi.

2011 - Edoardo Nesi, Storia della mia gente

Storia della mia gente

Mai mi era stato detto chiaramente – tant’è che non riesco a immaginare una cosa più lontana da mio padre -, ma la realtà dei fatti lo diceva. Lo urlava. Il mondo era a mia disposizione.

Non un romanzo, non un saggio, né un’autobiografia, ma una fotografia della condizione economica dell’industria italiana. Dalla sua Prato ora centro nevralgico dell’avanzata cinese nel Bel Paese, Nesi racconta l’illusione perduta del benessere diffuso: la morte della piccola industria italiana di provincia in favore dell’attuale condizione di crisi e decadenza. Oggi, che ai posti di comando si agitano mezze figure di economisti mossi solo dall’arroganza o politici smarriti di fronte all’imperversare della globalizzazione, ci prepariamo a diventare la prima generazione più povera rispetto ai propri genitori.

2012 - Alessandro Piperno, Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi

Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi

Malgrado, secondo gli antiquati canoni della madre, non avesse combinato quasi niente nella vita, Filippo non si sentiva scontento di sé. Anzi, gli piaceva pensare di aver saputo imprimere una certa classe a tutta quell'inerzia.

Esistono dei pappagallini che possono vivere solo in coppia. Si chiamano inseparabili. Rappresentano a pieno il rapporto che lega i fratelli Pontecorvo, Filippo e Samuel. I due non potrebbero essere più diversi, eppure sono indissolubilmente legati. Filippo concentrato solo sulla triade donne, cibo e fumetti si contrappone a Samuel, impacciato con le donne, ma destinato a una grande carriera nel mondo della finanza. La vita, però, mescola le carte e presto i ruoli si invertono: Filippo conosce il successo grazie a un cartoon di denuncia sull’infanzia violata, mentre Samuel si perde tra un investimento a rischio e la sbandata per una rampolla della Milano bene. Per la prima volta, il loro rapporto sembra incrinarsi e nulla varranno gli sforzi di “mame” Rachel, impegnata anche a custodire un inconfessabile segreto sui suoi ragazzi.

2013 - Walter Siti, Resistere non serve a niente

Resistere non serve a niente

Molti imprenditori, lo sappiamo, pagano i politici direttamente in russe, o lituane; più che una merce, il corpo diventa moneta.

Tommaso, ex obeso, matematico mancato, uomo della finanza è il centro intorno a cui ruota il mondo malato che Siti ci racconta. Una “zona grigia” dove criminalità e finanza si mescolano, in cui si muovono personaggi senza scrupoli, malavitosi inseriti negli ambienti altolocati e corruzione. In questo mondo solo il denaro comanda e compra corpi come fossero merci, mescolando le carte e il bene e il male a suo piacimento.

2014 - Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti

Un'epoca quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla.

Un romanzo di formazione individuale e della sinistra italiana, un intreccio di fatti pubblici e privati: i funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere. Un guardarsi indietro in cui Piccolo rivede i suoi passi sullo sfondo della storia del Paese e ci ricorda che tutto ciò che succede ci riguarda, in maniera diretta o indiretta.

2015 - Nicola Lagioia, La ferocia

La ferocia

Bisogna ricevere del bene per separarlo da ciò che non lo è. Se nessuno te ne vuole, non saprai mai da dove cominciare. Da lì parte ogni cosa, persino l’odio.

È Clara Salvemini la ragazza che, in una notte di primavera, cammina al centro della strada, nuda e coperta di sangue e che verrà poi trovata, senza vita, ai piedi di un autosilo. È la figlia di una famiglia influente. Si tratta davvero di suicidio, come tutti pensano? Che rapporto aveva con il fratello Michele, il ribelle di famiglia? Nella ricca periferia barese, tra ville e industrie, si raccontano l’ascesa sociale e i suoi risvolti, le tensioni familiari e il dramma degli anni che stiamo vivendo, il tutto attraverso una scrittura intensa, diretta e potente.

2016 - Edoardo Albinati, La scuola cattolica

La scuola cattolica

Può esservi una rigenerazione che non passi attraverso la violenza? Come può rinascere qualcosa che non sia prima disgregato? Si può passare da un ordine a un altro senza che vi sia un intervallo di caos? Chi indica la salvezza la intravede oltre una barriera di fiamme.

Sullo sfondo della Roma anni Settanta, si mescolano in un mix caleidoscopico religione, violenza, adolescenza, preti, insegnati, teppisti, piccoli geni, fanciulle enigmatiche e terroristi. Edoardo Albinati ha custodito per quarant’anni un segreto che riguarda il delitto del Circeo e ora racconta la storia di quel gruppo di ex-alunni autore di uno dei più clamorosi delitti dell’epoca. Ma questo romanzo amplia presto i suoi orizzonti, raccontando avventure piccole e grandi, ricostruendo sullo sfondo della grande storia italiana alle più intime confessioni del protagonista.

Adesso non vi resta che correre in libreria, in attesa di scoprire il vincitore del 2017!

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