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Come puoi evitare di crescere figli insicuri?

Ecco 5 fattori che inibiscono l'autostima: se li eviti tuo figlio non si sentirà mai insicuro e inferiore agli altri.

bambina spaventata nel suo letto

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Stai per scoprire come tutelare l'autostima di tuo figlio e coltivare la sicurezza in se stesso e nelle sue capacità (risorsa oggi purtroppo rara, continuando a leggere comprenderai le cause e come puoi evitarlo anche tu con i tuoi bimbi).

Ognuno di noi arriva sulla terra per intraprendere un viaggio che lo porterà a realizzare i suoi sogni e le sue passioni.

Se non veniamo inibiti, ciascuno di noi porta con sé talenti particolari che sono:

1) Le caratteristiche che ci rendono unici e ci distinguono dagli altri

2) Gli strumenti che abbiamo in dotazione e che dobbiamo coltivare per realizzare il nostro progetto di vita

3) I nostri punti di forza, quelle cose che amiamo fare, quelle cose che facciamo senza sforzo come se le conoscessimo da sempre.

La vera autostima: talenti, fiducia, forze e debolezze

Per esempio, ci sono persone abilissime nella maratona e altre nei 400 metri, ci sono persone che appena mettono le mani sul motore di un'auto sanno risolvere il problema, ci sono ragazzi che dal nulla tirano fuori applicazioni sofisticate per i computer...

Ci sono persone che amano leggere e divorano libri in un batti baleno, ce ne sono altre che nel giro di qualche ora costruiscono un bellissimo mobiletto intagliato.

Questi sono tutti talenti.

Conoscere e accettare i nostri talenti, conoscere e accettare le nostre debolezze, mantenere viva la fiducia in noi stessi e nella vita, apprezzare la nostra unicità: tutto questo si chiama autostima.

Va da sé che quello che per noi è un talento, per un altro può essere una debolezza.

Per qualcuno diventa un dramma dover fare calcoli senza calcolatrice, dover cambiare la gomma dell'auto, per altri è una noia mortale ricamare e per altri ancora fare le parole crociate.

La natura questo lo sa molto bene (lo ha inventato lei!) e ci sono due cose che lei fa altrettanto bene e che noi non facciamo anche se dovremmo:

1) Non considera le debolezze come debolezze, limiti e difetti. Semplicemente le considera per quelle che sono: qualità che non sono nelle nostre corde. Del resto quando uno è biondo invece che castano, per caso ce la prendiamo? Tendenzialmente no. E allora perché prendersela se per un ragazzo i logaritmi sono una palla al piede o se per l’altro i temi sono un’ossessione?

2) Non distribuisce talenti a caso e non li spreca. Quindi ciascuno di noi può fare riferimento ai propri talenti e alle proprie passioni per individuare il proprio percorso, quello che davvero è venuto a fare. Quelli sono i punti di forza e i perni su cui puntare. Del resto perché darci talenti che non combaciano con il nostro progetto oppure darci solo debolezze di cui non ce ne facciamo nulla?

Bimbo con mantello da supereroeHD

Invece noi, oggi, come inibiamo i bambini?

Riteniamo troppo scontati i talenti del bambino e il suo temperamento individuale, puntiamo il dito sulle sue debolezze. Insistiamo nel farlo diventare “bravo” in tutto, indirizziamo le sue energie sul recupero anziché sul potenziamento.

Questo non vuol dire che non possiamo eccellere in tutto, anzi. Soltanto che questo desiderio deve poter nascere spontaneamente nell’animo del giovane.

Se il bambino non si è sentito represso, se ha potuto mantenere elevata fin dalla nascita la sua autostima, liberamente cerca di migliorarsi, di crescere, di maturare e di conoscere sempre di più e sempre meglio.

Soltanto che lo farà, come madre natura, ottimizzando le risorse e indirizzando le sue energie laddove sono realmente necessarie.

Cos'è davvero l'autostima?

Autostima può significare in generale apprezzamento di sé. Nello specifico vuol dire però apprezzare tutte le parti di sé (in quanti accettano questa sfida?). L'autostima infatti è la nostra naturale capacità di riconoscere il nostro vero valore e quindi:

1. conoscere, accettare, apprezzare tutti i nostri talenti (e soprattutto farne frutto)

2. conoscere, accettare, apprezzare tutte le nostre eventuali debolezze (o meglio, quelle che consideriamo tali). Per questo stiamo giocando a fare il Supereroe, perché tutti i supereroi che si rispettino e che siano degni del loro nome hanno delle debolezze. Altrimenti non sarebbero tali...

Achille aveva il tallone, Wonder Woman aveva i mitici bracciali che se venivano legati a un uomo le facevano perdere tutti i suoi poteri, Superman poteva essere "sconfitto" dalla kriptonite, Spiderman nella sua quotidianità era un po' timido e impacciato.

Wolverine era tormentato dal suo passato oscuro che riviveva durante i suoi incubi, la Signora Minù Pepperpot (una delle mie eroine) è una donna sicura di sé, amabile e perfetta, sa parlare con gli animali, è sensibile, ha sempre una soluzione per tutto ma ogni tanto si rimpicciolisce con tutte le complicazioni del caso...

3. saper guardare alle debolezze come a quelle caratteristiche, doti che non ci appartengono, come un bradipo che non fa le staffette, come un cane che non vola, come una leonessa che non fa le uova.

Loro non si giudicano, non si condannano, non si commentano, sono se stessi e sono sereni. Invece noi sappiamo molto bene che tra gli umani non è sempre così, basti pensare a quello che succede a volte a scuola, ma anche a casa durante un classico pomeriggio di compiti.

bimba che esultaHD

Quali fattori hanno abbassano l’autostima di tuo figlio? (Ecco i 5 inibitori)

Dato, dunque, che l'autostima non è un qualcosa che si costruisce da zero ma qualcosa che è già nostro a pieno diritto fin dall'inizio, quando i bambini la perdono?

In verità non c'è una data precisa, o un evento particolare.

Si tratta di tanti aspetti che riguardano la relazione tra i bambini e gli adulti che nel tempo, poco alla volta, giorno dopo giorno hanno generato il risultato, ovvero la disistima di noi stessi.

Vediamone alcuni:

1. Bravo VS cattivo

L'abitudine a segnalare al bambino che in alcuni momenti è "bravo" e in altri "cattivo". Gli adulti tendono a giudicare il bambino dandogli del “bravo” quando fa cose che piacciono a loro e dandogli del “cattivo” (o epiteti simili o occhiatacce, ecc.) quando fa cose che a loro non piacciono.

“Bravo” è un semplice aggettivo, una qualità che possiamo usare per definire quando siamo in sintonia con una determinata situazione, che diventa però “dannoso” se impregnato di giudizio e usato per distinguerlo da un giudizio negativo (come per esempio “cattivo”) verso i nostri figli o anche verso noi stessi. Se si tratta di quest’ultimo caso, devi sapere che sia noi adulti sia i bambini siamo SEMPRE “BRAVI”.

2. Paragoni

Lo paragoni con i suoi fratelli o sorelle o con i suoi compagni di scuola, cugini, vicini di casa, figli di amici: il risultato è che spesso i paragoni umiliano i bambini e li fanno sentire inadeguati.

3. Ricatti

Pur di ottenere quello che vogliamo, tendiamo senza rendercene conto a manipolarlo e utilizzare ricatti: se finisci tutto quello che hai nel piatto puoi mangiare il gelato, solo se fai il bravo e mi aiuti ti lascio andare a giocare in cortile, solo se finisci i compiti guardi i cartoni.

Se prometti un oggetto o una situazione in cambio significa che non credi nella capacità innata di tuo figlio di rispettare una regola o accettare una situazione. Inoltre imparerà a sua volta che può ricattare le persone per ottenere quello che vuole...

4. Senso di colpa

Lo facciamo sentire involontariamente in colpa quando lo accusiamo di aver fatto male a un amichetto o a suo fratello o a sua sorella (ci dimentichiamo di dover accogliere prima di tutto le sue emozioni e che se qualcosa è accaduto lui ha buoni motivi): tuo figlio vuole essere se stesso e quando ci prova accade che non sempre a mamma e papà piace e questo lo fa sentire a disagio, dispiaciuto, sbagliato.

5. Prese di posizione senza comprensione

Quando, assalita dalla rabbia o per presa di posizione ti imponi gli dici "no, non si può!" "lasciami stare un attimo", "smettila, adesso non ho tempo" senza metterti nei suoi panni e senza comprendere la sua motivazione. Per esempio si possono dare i limiti e le regole senza rabbia, mantenendo la neutralità ed evitando le sgridate.

Da oggi puoi iniziare a osservarti e valutare se anche a te capita, a volte, di avere involontariamente questi atteggiamenti: osservati e giorno per giorno inizia a mettere in atto un comportamento differente, più rispettoso della sua autostima… e ne beneficerà anche la tua!

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