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Congedo mestruale: i pro e i contro della Proposta di Legge

Anche in Italia potrebbe arrivare una legge sul congedo mestruale. Scopriamo insieme di cosa di tratta e quali sono i lati positivi e negativi di questa proposta.

Orologio sveglia in mano di donna

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Ad aprile del 2016 la deputata del Partito Democratico Romina Mura ha presentato alla Camera – insieme alle colleghe Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato – il Disegno di Legge 3781: Istituzione del Congedo per le Donne che Soffrono di Dismenorrea.

Tale norma, qualora venisse approvata definitivamente, darebbe alle donne affette da un ciclo mestruale molto doloroso - e quindi dalla dismenorrea, patologia ben definita - la possibilità di non recarsi a lavoro per un massimo di tre giorni al mese, senza alcuna decurtazione dello stipendio o dei giorni di ferie maturati.

Ovviamente le lavoratrici che potranno avvalersi di questo nuovo diritto sono quelle regolarmente iscritte all’INPS e che hanno contratti di lavoro subordinato o parasubordinato, a tempo determinato, indeterminato e a progetto full o part time, sia nel settore privato che in quello pubblico.

Inoltre le lavoratrici dovranno munirsi del certificato di un medico specialista, da rinnovare il 30 dicembre di ogni anno e da presentare al datore di lavoro entro il 30 gennaio di quello successivo.

Congedo mestruale - Dove è già legge

Nel marzo del 2016, poco prima che la proposta di Legge della Deputata Mura venisse presentata alla camera, l’azienda di Bristol, Coexist, ha introdotto nel suo statuto il congedo mestruale.

La direttrice della CoexistAdam Gray

Il motivo di questa decisione - già presa nel 2007 da Nike - lo ha spiegato molto bene la direttrice Bex Baxter:

Vogliamo creare un ambiente lavorativo più felice e più sano, molte dipendenti si sentono in colpa e in imbarazzo a mettersi in malattia per qualcosa che le mette fuori uso una volta al mese e quindi piuttosto tendono a nasconderlo.

Nonostante Nike e Coexist siano due aziende all’avanguardia per quanto riguarda i diritti delle loro lavoratrici, i veri pionieri del congedo mestruale sono stati i giapponesi che già nel 1947 avevano previsto il “seirikyuuka”. A seguire il Sol Levante è stata l’Indonesia nel 1948, mentre ultimamente il riposo mensile delle donne è stato introdotto nel 2001 in Corea del Sud e nel 2013 a Taiwan e in Zambia.

Congedo mestruale - I pro e i contro

Se da una parte il congedo mestruale è visto come un nuovo passo avanti per i diritti delle donne, in quanto la dismenorrea è un problema importante che affligge il 60% dell’altra metà del cielo ed è invalidante nel 30% dei casi, dall’altra potrebbe creare ancora più problemi per quanto riguarda le pari opportunità in ambito del lavoro.

Secondo una recente stima, infatti, il salario delle donne è inferiore di 1,80 euro l’ora rispetto a quello degli uomini. Inoltre in molti casi il gentil sesso viene discriminato in fase di colloquio di lavoro o di assunzione durante la quale, spesso e volentieri, si chiede alle nuove arrivate di firmare le “dimissioni in bianco” nonostante il jobs act abbia reso più difficile - ma non impossibile - questa pratica illegale.

I modi in cui le donne vengono trattate diversamente rispetto agli uomini sul lavoro sono tantissimi, in virtù soprattutto della possibilità che restino incinte, e la paura comune è che il congedo mestruale possa diventare un nuovo nuovo movente di discriminazione, malgrado le esistenti e chiarissime norme sancite dallo Statuto dei Lavoratori e dal Codice delle Pari Opportunità.

Un fiocco giallo per l'endometriosiAnsa

D’altra parte, qualora dovesse passare ufficialmente la legge, questa sarebbe fondamentale per tutte le persone affette da serie alterazioni della funzione ovarica o dell’utero, come ad esempio l’endometriosi che affligge in media una donna su 10 e che ad oggi solo per i casi più gravi prevede una certificazione di invalidità del 35% (che non dà diritto ad alcun tipo di congedo lavorativo).

I pro del congedo mestruale, quindi, sulla carta sono davvero notevoli, ma di contro resta comunque il timore che accettare un nuovo diritto significhi avere in cambio solo di un inedito motivo di disparità.

Cosa ne pensate del congedo mestruale? Discutiamone insieme nei commenti.

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