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La disgrafia: cause, sintomi e diagnosi del disturbo della scrittura

Si chiama disgrafia il disturbo legato alla scrittura, che porta il bambino a sovrapporre le lettere, assumere una postura errata e non riuscire a mettere per iscritto i propri pensieri.

Bambino che fa i compiti in difficoltà

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La disgrafia è un disturbo che riguarda l’approccio del bambino alla scrittura. A esserne colpiti sono principalmente la dimensione delle lettere, la spaziatura tra le stesse e, in generale, l’ortografia. Trattandosi di un problema legato anche alla motricità, altri aspetti della vita quotidiana possono esserne colpiti: i movimenti che richiedono l’uso della motricità fine, come l’abbottonarsi i vestiti da soli, possono risultare difficili al bambino.

Tra i disturbi dell’apprendimento, il più noto è sicuramente la dislessia – ovvero la difficoltà ad approcciare correttamente la lettura -, ma anche il processo della scrittura può risultare un ostacolo difficile da superare senza l’intervento di uno specialista.

Chi soffre di disgrafia sa scrivere, ma con delle anomalie rispetto ai propri coetanei, che invece svolgono correttamente questa attività. Per esempio, non riesce a scrivere rimanendo nello spazio delle righe oppure varia, nel corso della scrittura, la dimensione delle lettere.

Se da un lato è importante prendere atto di questo disturbo e non bollare un bambino che ha difficoltà a scrivere come pigro o svogliato, è bene anche ricordare che non è detto che, se vostro figlio ha difficoltà a scrivere, sia affetto da disgrafia. La prima cosa da fare è quindi dare al bambino spazio e tempo perché possa imparare senza sentirsi sotto esame anche a casa e, in secondo luogo, qualora non ci siano miglioramenti, un controllo da uno specialista potrà confermare o escludere una patologia.

Le cause

Un bambino scrive su un quadernoHD

Tutti i processi cognitivi hanno origine nel cervello, quindi è qui che dobbiamo ricercare anche la causa della disgrafia.

Normalmente il cervello funziona come un magazzino: le esperienze e le informazioni vengono ordinate nella memoria, per essere poi tirate fuori ed espresse all’occorrenza, anche tramite la scrittura. Nelle persone affette da disgrafia questo passaggio non avviene in maniera fluida, infatti si riscontrano problemi sia a immagazzinare informazioni sia a tradurle in un testo scritto ordinato e coerente. Non è quindi solo la forma a essere colpita, ma anche il contenuto che, sebbene sia corretto, non è lineare e formato.

I sintomi

Bambine che scrivonoHD

Ci sono 6 aree colpite dalla disgrafia in cui si possono ricercare i primi campanelli d’allarme che possono farvi decidere di approfondire la cosa con un incontro con uno specialista!

  1. L’uso dello spazio: lettere prima schiacciate poi molto distanziate, difficoltà a rispettare i margini e a seguire le linee o gli spazi tra le righe dentro cui scrivere
  2. La motricità fine: difficoltà nel tenere una penna o una matita in modo corretto, difficoltà a colorare rispettando i margini o un’errata posizione del braccio e della mano durante la scrittura
  3. Narrazione: produzione di testi confusi, narrazioni in cui mancano passaggi fondamentali per la comprensione dei fatti, ripetizione degli stessi concetti
  4. L’espressione: il processo della traduzione in un testo scritto di un’idea è difficoltosa, mai lineare e spesso i contenuti prodotti non sono ciò che il bambino voleva esprimere
  5. Grammatica: difficoltà nello strutturare frasi complete e complesse, uso errato della punteggiatura, tempi verbali non coerenti fra loro.
  6. L’ortografia: difficoltà nell’apprendimento delle regole ortografica e nel riconoscimento degli errori, nella scrittura stampatello e corsivo o maiuscolo e minuscolo sono mischiati indistintamente

Tipologie

Esistono diverse tipologie di disgrafia, vediamo insieme quali sono e che segnali dovete ricercare.

Una distinzione, usata in passato è:

  • Disgrafia rigida: le lettere sono tendenzialmente strette e alte, inclinate a destra.
  • Disgrafia rilassata: le lettere sono piccole, arrotondate e irregolari.
  • Disgrafia impulsiva: le lettere non hanno dimensioni omogenee, è come se il testo fosse stato scritto di fretta.
  • Disgrafia lenta: nonostante la scrittura risulti curata, il bambino impiega molto tempo a scrivere

Oggi, invece si distinguono i vari tipi di disgrafia secondo questi parametri:

  • Problema di gestione dello spazio (lettere vicine o lontane, non rispetto dei margini ecc…)
  • Errori nella postura (il che porta a una manualità rigida e a un tratto calcato)
  • Non controllo della motricità (scrittura disordinata, spesso illeggibile)

Combinazione di più disturbi

Un bambino fa i compitiHD

Non sempre la disgrafia si presenta da sola, ma può essere associata anche ad altri disturbi dell’apprendimento, come la dislessia - che dicevamo prima riguarda la lettura -, problemi del linguaggio, come la memorizzazione di nuove parole, o iperattività e problemi nel mantenere l’attenzione.

Proprio perché vengono colpite altre aree dell’apprendimento o del corretto sviluppo sociale del bambino, è importante giungere quanto prima a una corretta diagnosi.

Diagnosi e cura

È importante rivolgersi a specialisti dei disturbi dell’apprendimento: se un primo segnale può arrivare dalle maestre o dallo psicologo della scuola, è bene poi affidarsi a figure specializzate.

Per ottenere una diagnosi, il bambino sarà sottoposto a dei test specifici per valutarne la motricità durante la scrittura, la postura e il testo prodotto.

Una volta che sarà diagnosticata la disgrafia, vi confronterete con il terapeuta per iniziare insieme un percorso di cura. Spesso si comincia con esercizi di motricità e coordinamento oculo-manuale, ma anche mnemonici. Non verranno somministrati farmici al bambino, ma saranno raccomandate attività manuali, come il gioco con la plastilina che aiuta a rafforzare i muscoli e ad affinare i movimenti.

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