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Le donne al cinema: i film con protagoniste 5 vere cattive ragazze

I cinque film che rappresentano una vasta gamma di personalità femminili. Dalla manipolatrice alla gattamorta, le donne viste attraverso il grande schermo.

Meryl Streep in Il Diavolo Veste Prada

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L’arte cinematografica ha creato personaggi femminili straordinari, che difficilmente si dimenticano.

Basterebbe solo la visione del film La Mia Africa (Sydney Pollack,1985) con una Meryl Streep in tutto il suo splendore e intensità interpretativa o il talento comico di Shirley MacLaine nei panni della tenera prostituta francese di Irma La Dolce - diretto da Billy Wilder nel 1963 - per dimostrare quanto questa affermazione sia veritiera.

Queste splendide attrici hanno recitato in parti positive e forti ma non tutte le figure cinematografiche che coinvolgono l'altra metà del cielo devono per forza essere solo buone e solo belle. 

Noi vi presentiamo, tra il serio e il faceto,  cinque divertenti bad girls - gattamorta, incontentabile, forever young, la manipolatrice e la workaholic - perfetti e vivaci esempi del lato oscuro che si nasconde in ogni donna. 

1 -  La fidanzata incontentabile

Incontrare questa gentile e tanto onesta dama è un’arma a doppio taglio.

Inizialmente la fidanzata incontentabile appare affettuosa, empatica, pronta ad esaudire ogni desiderio del proprio compagno, marito o amante che sia.

Dopo un periodo congruo di felicità senza compromessi, ecco che si insinua in lei il tarlo dell'insoddisfazione.

Ogni cosa, da una pietanza non abbastanza calda al ritardo oltre i 30 secondi di orologio, diventa un pretesto per scandagliare le virtù del proprio partner alla ricerca della prova per eccellenza.

L’uomo accanto a lei, da sempre considerato ai limiti della perfezione, è in realtà una figura meschina e incapace di amarla come lei vorrebbe.

Il problema è che nemmeno lei ha idea di come dovrebbe essere amata ma ha comunque certezza matematica che, in un futuro non molto lontano, l’uomo perfetto arriverà a salvarla da questa valle di lacrime.

Fino al prossimo cavaliere.

La cura: la visione di Ciliegine (2012), il debutto alla regia dell’attrice italiana Laura Morante.

Il film racconta le nevrosi della parigina Amanda (la stessa Morante) una donna intelligente, acuta ma assai irrazionale in amore.

Vive una relazione complicata con un uomo mite che lascia per un motivo futile: l’aver mangiato l’unica ciliegina che decorava una torta.  

Durante i festeggiamenti di Capodanno, Amanda incontra Antoine (Pascal Elbé), un coetaneo da poco separato che lei crede omosessuale.

La certezza di non poter essere corrisposta le permette di abbassare le difese ed essere finalmente se stessa, senza sovrastrutture.

Antoine si innamora di lei ma, per paura di perderla la asseconda, fingendosi gay, in attesa di trovare il momento giusto per dichiararsi.

Lo psicodramma è, ovviamente, dietro l’angolo.

2 - La gattamorta

Per il vocabolario, la gattamorta è quella donna che, sotto un atteggiamento gentile, mansueto e remissivo, nasconde in realtà un’indole maligna e passivo aggressiva.

Il vocabolario dice il vero.

Chi non ha mai conosciuto una personalità di questo genere?

L’aspetto innocente e il carattere apparentemente innocuo, a tratti incolore, le permette di sfoderare al momento opportuno una perfidia inimmaginabile, tramortendo emotivamente e materialmente chiunque le si avvicini. 

L’attrice del cinema che più si avvicina al gattomortismo è Mia Farrow, giovanissima amante di Frank Sinatra e poi moglie e musa di Woody Allen.

La cura: Crimini e Misfatti del 1989, uno dei più amari e divertenti capolavori di Woody Allen.

Mia Farrow nel film interpreta Halley, una produttrice televisiva dall'aspetto dimesso e il comportamento schivo.

Halley lavora a un documentario che parla di Lester (Alan Alda) noto e vanesio autore comico di molto successo e scarso talento.

Il regista scelto per portare a termine il lavoro è Cliff (Woody Allen), cognato di Lester, cineasta velleitario e frustrato. 

I due uomini corteggiano la donna che, a parole, sembra preferire Cliff e disprezzare Lester per la sua scarsa cultura.

Le cose sembrano prendere per Cliff una piega molto romantica ma la gattamorta ci mette sempre lo zampino. 

3 - La donna forever young

Qualsiasi lavoro faccia la donna forever young,  ha sempre e solo paura di invecchiare ed è dipendente da ogni nuova cura, intervento estetico e prodotto di profumeria miracoloso.

Ha persino organizzato un viaggio in qualche località religiosa, in attesa di un vano miracolo.

Tutto, tutto pur di non dimostrare la sua età che, ben inteso, nessuno conosce con esattezza da almeno una ventina di anni.

Ha incubi notturni in cui gli uomini la chiamano "signora".

Si risveglia temendo per una nuova ruga e vorrebbe tanto dormire in una camera iperbarica come quella di Michael Jackson.

La cura: La Morte Ti Fa Bella, (Robert Zemeckis, 1992) commedia grottesca in cui Goldie Hawn e Meryl Streep gareggiano in crudeltà e bravura.

Helen (Goldie Hawn) è un' infelice, grassa, trascurata donna a cui la ex compagna di classe Madelaine (Meryl Streep) attrice vanitosa di scarso talento, ruba il marito Ernest (Bruce Willis).

Dopo qualche anno, Helen incontra la coppia, oramai in crisi, sorprendendo tutti per il suo fisico asciutto e un aspetto giovanile fuori dal comune.

Il terribile segreto dietro al suo magnifico aspetto e l’assenza di qualsiasi segno di vecchiaia, ben presto viene a galla.

Quando la bellezza è l’arma del diavolo.

4 – La spietata workaholic

La spietata workhaolic la trovi sempre in ufficio, incollata alla sua sedia anche a Natale, Capodanno e perfino il giorno del suo matrimonio.

La carriera, prima di tutto.

Se lavora lei, però, significa che i collaboratori devono essere a disposizione a tutte le ore, come schiavi, solo per esaudire sempre più audaci e impossibili pretese.

Riesce a svolgere le sue mansioni anche mentre dorme o è ricoverata in ospedale per un infarto.

Non c’è nulla che la fermi, perché il business è il business.

La cura: Il Diavolo Veste Prada (2006), diretto da David Frankel, dall’omonimo romanzo di Lauren Weisberger.

L'incubo di Andy (Anne Hathaway) giovane giornalista di New York, inizia quando accetta di lavorare a Runway, la più importante rivista di moda.

Il suo capo è la temibile, terribile, ingestibile Miranda Priestly (Meryl Streep) che le fa vivere mesi duri di lavoro con le sue assurde manie e richieste.

Da un aereo pronto a partire anche durante la tempesta del secolo al nuovo romanzo di Harry Potter, non ancora pubblicato, per Miranda tutto è possibile anche se la vita privata inevitabilmente può andare a rotoli.

5 – La donna manipolatrice

La manipolatrice ama controllare le persone che le stanno intorno fino a toccare vette di perversione e masochismo piuttosto accentuate.

 Come una tela di ragno, tesse intorno alla vittima predestinata un piano diabolico per limitare la sua libertà e riuscire a controllare l’esistenza altrui, piegandola ai propri egoici desideri.

La cura: potrebbe servire una visione continuativa e prolungata de Le Relazioni Pericolose, film del 1988 diretto da Stephen Frears dall'omonimo romanzo di Choderlos de Laclos.

La marchesa de Merteuil (Glenn Close), nobile e ricca vedova della Francia pre-rivoluzione, ama giocare per puro e arido divertimento, manipolando gli affetti e le debolezze dei suoi amanti e quelle delle persone che le capitano a tiro.

Con il suo antico innamorato, il nobile Valmont (John Malkovich), cinico e rapace come lei, mette in scena uno scherzo crudele ai danni di Madame de Tourvel (Michelle Pfeiffer).

Valmont deve sedurre la virtuosa dama ma i sentimenti non sempre possono essere controllati.

Un capolavoro di spietata disumanità con una incredibilmente Glenn Close, la donna più odiata da tutti gli innamorati del mondo.  

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