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Dal diritto di voto alla legge contro il femminicidio: 10 tappe

Nonostante la strada sia ancora lunga, le lotte di genere hanno portato a tanti traguardi e, in attesa di raggiungerne ancora, ripercorriamo tutte le tappe che hanno migliorato la nostra vita in Italia.

Il manifesto di J. Howard Miller

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Nessuna lo ha spiegato meglio di Oriana Fallaci nella sua Lettera a Un Bambino Mai Nato:

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che urla d’essere ascoltata.

Non è facile essere donna, non lo è stato in nessun periodo storico, e non lo è ancora. Eppure di passi verso la parità di genere ne sono stati fatti tanti, anche in Italia.

Basti pensare che le nostre bisnonne non potevano essere libere di amministrare i propri soldi, non potevano diventare giudici, poliziotte o diplomatiche. Basti riflettere sul fatto che fino a poco più di 30 anni fa non era poi così grave uccidere una moglie considerata adultera.

Le manifestazione del 26 Novembre 2016 contro la violenza sulle donneDesign in Pixel

Ad oggi la caduta del regime patriarcale del fascismo, le lotte femministe - che in Italia si sono imposte soprattutto negli anni ’70 - e l'arrivo di molti dictat in materia di uguaglianza di diritti dall'Unione Europea, ci hanno reso possibile vivere in una società migliore, dove essere madre, rimanere moglie e diventare magistrato può essere una scelta.

I pregiudizi sono stati in larga parte abbattuti grazie a chi per decenni ha combattuto per le ragazze del futuro, grazie a leggi che lentamente sono state (ri)scritte.

Ora tocca a noi, tocca alle “nipoti delle streghe che non sono riusciti a bruciare”, come recitano - ora come allora - i cartelli delle donne che manifestano perché le nostre opportunità siano davvero pari a quelle degli uomini.

Mentre ci rimbocchiamo le maniche per quelle che saranno le ragazze del “nostro” futuro, ripercorriamo insieme le tappe che in questi decenni hanno migliorato la vita dell’altra metà del cielo in Italia.

  • 1919 - Abolizione dell’autorizzazione maritale
  • 1945 - Diritto al voto
  • 1963 - Divieto di licenziamento per matrimonio e maternità e accesso per le donne alle pubbliche professioni
  • 1970 - Divorzio
  • 1975 - Riforma Diritto di Famiglia
  • 1978 - Aborto
  • 1981 - Abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore
  • 2010 - Pari opportunità nel mondo del lavoro
  • 2011 - Quote Rosa nei Consigli di Amministrazione
  • 2013 - Legge contro la violenza sulle donne

1919 - Abolizione dell’autorizzazione maritale

Il Codice Civile italiano fino al 1919 prevedeva che la donna fosse in una condizione di inferiorità rispetto all’uomo ed è per questo che, una volta sposata, la moglie non poteva più gestire il proprio patrimonio, non poteva esercitare tutte le professioni o avere una qualsiasi carica nel pubblico impiego.

Nel 1919 però questa situazione è cambiata (quasi) del tutto e la donna è stata abilitata “a pari titolo degli uomini” a poter amministrare i propri beni personali ad esercitare la maggior parte delle professioni anche nel pubblico impiego. Tutto questo escludendo ruoli in organi giurisdizionali, l'esercizio di diritti e di potestà politiche o che attenessero alla difesa militare dello Stato.

Un piccolo barlume di luce in quello che ancora era il Regno d’Italia.

1945 - Diritto al voto

Un’altra tappa fondamentale nella storia delle donne in Italia è stata segnata dal decreto legge del 1945 in cui le donne, maggiori di 21 anni, finalmente hanno ottenuto il diritto al voto.

Un'immagine d'archivio del 1946HDCorriere della Sera

Il primo referendum italiano a suffragio universale è stato quello del 2 giugno del 1947, in cui il “popolo sovrano” è stato chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica.

All’epoca, inoltre, era già passato anche il decreto grazie al quale le donne maggiori di 25 anni hanno ottenuto il diritto di voto passivo. È per questo che anche 21 esponenti del gentil sesso, tra le quali spiccava Nilde Liotti, hanno fatto parte della Commissione dei 75 che fu chiamata, proprio nel ’46, ad elaborare la nostra carta costituzionale, la stessa che nel terzo articolo recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

1963: Divieto di licenziamento per matrimonio e maternità e accesso per le donne alle pubbliche professioni

Con la legge del gennaio 1963 è diventato illegale licenziare le donne conseguentemente a un matrimonio o a una gravidanza. Questa norma però tutt’oggi viene raggirata attraverso una pratica chiamata “dimissioni in bianco”, firmate dalle lavoratrici a inizio del contratto e poi “accettate” in caso di matrimonio o gravidanza.

Una delle prime 8 donne Magistrato in ItaliaGabriella e dintorni

Inoltre, esattamente un mese dopo la norma sul divieto di licenziamento per matrimonio o maternità, sono aperte alle donne le porte di tutti i pubblici uffici, mentre per quanto riguarda le Forze Armate di Stato l’altra metà del cielo ha avuto “il permesso” di arruolarsi solo dal 1999.

1970 - Divorzio

Le prime reazioni delle donne alla legge sul divorzioHDCorriere della Sera

Nel 1970 è stata introdotta in Italia a possibilità di divorziare, fondamentale soprattutto per quelle persone vittime di violenze domestiche.

Tale facoltà, però, non prevedeva ancora la possibilità per le donne di riconoscere i figli avuti fuori dal matrimonio, anche se dopo la separazione.

1975 - Riforma Diritto di Famiglia

Dopo il Diritto al Voto la Riforma del Diritto di Famiglia del 1975 è stata una delle tappe più importanti della storia della parità di diritti per le donne in Italia.

Un'immagine storica del giorno in cui è passata la Riforma del Diritto di FamigliaHDCorriere della Sera

Tra le altre cose, infatti, tale Riforma prevede finalmente la parità dei coniugi davanti alla legge, la possibilità che i figli nati fuori dal matrimonio possano essere legittimati e finalmente il tradimento da parte dell’uomo è visto come un valido motivo per porre fine a un’unione.

1978 - Aborto

Donne in piazza negli anni '70HDCorriere della Sera

Scegliere è forse, dopo respirare, l’azione più importante che un essere umano possa compiere. È per questo che la legge sull’aborto è stata fondamentale per le donne che, dal 1978, sono in grado di poter essere libere di diventare madri o meno, dopo aver subito per anni l’umiliazione e le gravi conseguenze del dover interrompere clandestinamente una gravidanza indesiderata.

1981 - Abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore

Sino a meno di 40 anni fa, secondo il Codice Rocco, un uomo che uccideva la propria moglie, sorella o figlia solo perché “colpevole” di essere stata scoperta in flagranza di una “illegittima relazione carnale” doveva scontare una pena che andava solamente dai 3 ai 7 anni di reclusione.

Una delle manifestazioni femministe degli anni '70HDCorriere della sera

Inoltre lo stesso Codice Rocco (in vigore dal fascismo), prevedeva anche l’istituto del "matrimonio riparatore”: uno stupratore poteva convolare a in giuste nozze con la sua vittima minorenne, qualora lei fosse rimasta incinta. In questo caso, ovviamente, il reato di violenza carnale risultava immediatamente estinto.

Fortunatamente, tali abominevoli norme sono state abolite 1981.

2010 - Pari opportunità nel mondo del lavoro

C’è voluta l’Unione Europea affinché l’Italia legiferasse sulle pari opportunità tra uomo e donna nel mondo del lavoro.

Meryl Streep è Miranda Priestly20th Century Fox

Solo dal 2010, infatti, le aziende cominciano ad avere degli incentivi per rendere più flessibile il lavoro alle donne, viene esteso il congedo parentale e arrivano degli sgravi fiscali per l’imprenditoria femminile e introdotte sanzioni gravi per abusi sessuali sul luogo di lavoro.

2011 - Quote Rosa nei Consigli di Amministrazione

Nel 2011 la poca presenza di donne nei consigli di amministrazione di aziende quotate in borsa ha portato a varare la legge Golfo-Mosca che obbliga (dal 2015) che almeno un terzo di questi siano composti da figure femminili, pena l’obbligo di ripartire le quote secondo legge.

2013 - Legge contro la violenza sulle donne

In tante vorremmo che la legge del 15 ottobre 2013, n. 119, ovvero quella atta a prevenire il femminicidio e proteggere le vittime, non fosse mai stata varata e il motivo è semplice: la vera ingiustizia è che ce ne sia bisogno.

Bologna contro la violenza sulle donneHDLa Repubblica

Con questa norma si prevede l’arresto immediato in caso di maltrattamento e stalking (che nel 2009 è diventato reato a tutti gli effetti), sono state inasprite le pene in caso di presenza di minori durante l’atto di violenza e sono stati stanziati alcuni fondi per aprire case-rifugio al fine di dare un sostegno psicologico e pratico alle vittime.

A coloro che hanno subito abusi adesso non resta che fare solo una cosa, per quanto difficile sia: denunciare.

Qual è secondo voi tra queste la tappa più importante del nostro lungo percorso verso la parità di diritti? Cosa ancora manca? Discutiamone nei commenti!

Una scena di Mary PoppinsReblogghy

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