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Perché preferiamo (sempre più) le serie TV al cinema?

La rivoluzione delle serie TV contro la lenta debacle del cinema: come stanno realmente le cose? Ecco cosa ne pensano i Millennial.

Pop corn e caramelle al cinema

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C'era una volta il cinema. Quello fatto bene. Quello appassionante, travolgente, unico. La settima arte in mano a registi/artisti che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore e nella mente di tutti noi. Non esiste Generazione Y che tenga! Il cinema ha segnato un'era, o forse più di una. Ha plasmato talenti "variopinti" dalla regia alla fotografia, passando per i costumi e l'arte drammatica in sè. E poi c'erano le serie TV, destinate più che altro ad un pubblico di nicchia. Quello giovane, quello che amava i formati rapidi e d'impatto. E poi? Come è cambiata realmente questa fetta di pubblico? La domanda è: perché ci piacciono sempre più le serie TV a discapito del cinema?

Let's do it! #Scandal is on!

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La lenta deblace del cinema VS l'ascesa delle serie TV

È un dato di fatto: sempre più persone preferiscono fruire dei contenuti media comodamente seduti in poltrona rispetto a quelli che pagano un biglietto per un posto al cinema. Il nostro amato cinema, soprattutto quello italiano, ha perso appeal. Contenuti vuoti, melensi e ripetitivi. Prezzi, spesso, davvero alti. Massificazione esagerarata e poca "competitività". Il cinema di oggi è più spento rispetto a quello di almeno 20-30 anni orsono.

In compenso le serie TV hanno dare un giro vorticoso su se stesse. Il concetto di telefilm è ormai del tutto scomparso dal nostro dizionario. La serialità ha finalmente conquistato uno scettro ambito da anni. Frammentare una storyline appassiona il pubblico, lo fidelizza, lo intriga. E lo spettatore si immedesima nelle microstorie dei vari personaggi. Una storia con la "s" minuscola che si fonde alla Storia con la "s" maiuscola, quel plot che ci porta dal primo all'ultimo episodio.

La rivincita della serialità

Possiamo parlare, insomma, di una rivincita della serialità. Se fino agli anni '80-'90 il concetto di "puntata" era solo legato alle telenovelas messicane ed argentine, negli anni questo si è totalmente svincolato dal suo originario significato. Oggi lo "spezzettare" una storia è sinonimo di arte e di voglia di arrivare alla fine on uno sviluppo dell'arco narrativo completo e stimolante. Tantissimi sono i casi concreti: chi di voi non ha voluto sapere dall'episodio pilota come sarebbe andata a finire tra Meredith e Derek di Grey's Anatomy? Ed ancora chi non ha sentito un po' sue le vicissitudini lavorative e private di Olivia Pope in Scandal?

Un nuovo flusso di idee nella serialità

Chissà che il fulcro della situazione non sia di riscontrare in una rinascita delle serie TV a livello di idee. Il cinema, che resterà sempre uno dei capisaldi del nostro mondo artistico, è rimasto ancorato. Fermo su se stesso, diremmo. Le serie TV, prime fra tutte quelle dell'universo FOX, hanno portato una ventata di novità nelle nostre vite. Riusciamo a districarci benissimo tra una storia d'amore, una favola moderna come in C'era una volta e ridiamo con la sottile ironia di The Big Bang Theory.

La nostra è la Generazione Y, quella dei Millennial, dello sharing e dei social, della velocità e delle mode estemporanee. E forse per questo che, chi ha tra i 35 e i 20 anni, non riesce a trovare una connessione con il linguaggio del cinema. Ci piace, lo apprezziamo ma non ci sentiamo in totale empatia. Concetto inverso, invece, con la serie TV che diventano il nostro pane quotidiano.

Chi di voi non ha esclamato almeno una volta "un ultimo episodio e poi a letto"?!

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