Stai leggendo: Grey's Anatomy 13, recensione episodio 14: È come tornare a casa

Prossimo articolo: Grey's Anatomy ospita il professor Will Schuester di Glee

Letto: {{progress}}

Grey's Anatomy 13, recensione episodio 14: È come tornare a casa

L'episodio 14 di Grey's Anatomy 13 è un momento di grandi riflessioni per tutti i protagonisi che si trovano a fare i conti con il loro passato, spesso doloroso.

223 condivisioni 0 commenti

“È come tornare a casa” (l’episodio 14 di Grey's Anatomy 13) è davvero potente. È uno di quei bellissimi episodi, a cui spesso Shonda Rhimes ci ha abituati, in cui una serie di casi clinici obbliga i vari dottori che li seguono a fare delle riflessioni sulle loro vite e il loro passato. La malinconia, la tristezza, il dolore… tutto torna a galla in queste puntate in cui appare così chiaro che le vite restano sempre in qualche modo sospese.

In questa puntata di Grey’s Anatomy, ognuno è al posto gusto nel momento giusto. Nathan Riggs aiuta una famiglia a ritrovare la sua bambina, scomparsa ormai da anni. E il pensiero corre subito alla sua Megan e a come si sia volatilizzata nel nulla. Maggie lavora accanto a Riggs e per la prima volta sente in modo molto presente la tristezza in cui lui vive: una sensazione che forse, in parte, solo Meredith può capire. Com’è il non sapere dove sia finita la tua metà? A lei è successo per un giorno, per poi scoprire la tragedia. A proposito… ve lo ricordate il momento in cui abbiamo cominciato a chiederci dove fosse finito Derek Shepherd?

Jo Wilson ha a che fare con un pessimo padre e marito che cerca disperatamente di tornare nella vita della moglie e del figlio che fanno di tutto per tenerlo fuori. E non può che riaffiorare la grave situazione vissuta con l’ex marito da cui è scappata. E dato che in Grey’s Anatomy le coincidenze non esistono, sembra che tutto punti nella direzione di scoprire qualcosa di più del passato di Jo.

I momenti di riflessione in Grey's Anatomy

Questo è uno dei tanti momenti n cui si tirano un po’ le fila delle storie. Non è un caso che i monologhi iniziali e finali di Meredith parlino delle rimpatriate: le occasioni, per eccellezna, in cui si fa il punto della situazione.

Vedi come sono diventare le persone. Se hanno realizzato le proprie speranze e i sogni o se hanno perduto speranze e sogni. O forse vedi che hanno trovato quello che tutti noi dovremmo trovare: nuove speranze, nuovi sogni.

Ma è anche uno di quei momenti in cui si ha la sensazione che stia per cambiare qualcosa. Il fatto che Maggie intuisca ed espliciti quanto Meredith riesca a capire Nathan ci fa pensare che potrebbe farsi da parte e lasciare campo libero a Meredith. Tra Meredith e Nathan c'è un legame che è un peccato non provare a vivere in prima persona: non è chiaro se insieme potrebbero affrontare meglio il loro dolore o piuttosto acuirlo, ma tentare non nuoce, no?

Queste nuove speranze e questi nuovi sogni che Meredith dice che dovremmo trovare ci saranno davvero nel futuro di Grey’s Anatomy? O continueremo a vivere al grido di MAI-UNA-GIOIA? Appuntamento a lunedì prossimo, alle 21 su FoxLife per scoprirlo.

Fai il quiz

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.