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Grey's Anatomy, la recensione dell'episodio 13: Va solo molto peggio

In Grey's Anatomy 13 si cominciano a vedere gli effetti del "programma Minnick": in bene, ma anche e soprattutto in male. La prima a farne le spese è la Edwards.

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L’episodio 13 di Grey’s Anatomy 13 (che si intitola Va solo molto peggio, in lingua originale It Only Gets Much Worse) è un grande monumento a chi avrebbe tutto il diritto di gridare “io-te-lo-avevo-detto”, ma ha la forza, la maturità e la saggezza per non farlo. Non possiamo che sottolineare, in questa recensione, quanto sembri palese che sia stato un errore dare in mano alla Minnick il programma di insegnamento degli specializzandi; non tanto perché sia sbagliato in sé dare più libertà a chi sta studiando per diventare chirurgo, ma piuttosto perché la Minnick è risultata incapace di essere un vero mentore.

È la morte di questo ragazzino che deve essere un campanello di allarme per Miranda Bailey e Catherine Avery? No, secondo noi no. In Grey’s Anatomy abbiamo visto succedere tante e troppe volte una disgrazia su cui non c’era nulla da fare. È capitato ai migliori chirurghi che sono passati dal Grey Sloan Memorial Hospital di ritrovarsi impotenti davanti alle coincidenze, il fato. Il destino, chiamiamolo come vogliamo.

Il punto è che agli specializzandi di Grey’s Anatomy è sempre stato insegnato, in prima battuta, come reagire alle peggiori disgrazie in modo che queste servissero loro per diventare dei chirurghi migliori, e non li abbattessero rischiando di rovinare per sempre la loro carriera.

Hai perso. Non è colpa tua, hai perso. Tutti i bravi chirurghi perdono. Potrà essere la tua peggior perdita, ma non sarà l'ultima.

La figura del mentore in Grey’s Anatomy

È qui che è sempre entrato in gioco il metodo di Richard Webber, un uomo che ha sempre saputo trovare il modo migliore di approcciarsi agli specializzandi, riconoscendone le differenze e le peculiarità. Webber è colui che ha preso per mano Meredith Grey e l’ha fatta avvicinare alla madre, ormai morta, attraverso i suoi diari. È colui che ha preso in giro Alex Karev soffiandogli ruoli importanti in operazioni mai viste prima per insegnargli come non perdere delle opportunità. È colui che ha spinto Cristina Yang ad operare al buio e a fidarsi del suo udito, del suo tocco, del suo istinto. È colui che ha aiutato la Bailey ad uscire dal loop di terrore e depressione che l’aveva attanagliata dopo la questione dei guanti in lattice.

Webber potrebbe essere, paradossalmente, un mentore incredibile anche per la Minnick che ha tutte le più buone intenzioni del mondo, ma è ancora giovane e inesperta. È possibile che la co-conduzione del programma possa essere una soluzione ottimale, ma è chiaro che questa direzione sia percorribile solo con una grande dose di umiltà e maturità, e soprattutto con la voglia di fare un passo indietro da parte di tante figure fondamentali. E si sa, i passi indietro nelle decisioni non sono mai facili in Grey’s Anatomy.

Arizona e la Minnick: la nuova coppia lesbo di Grey’s Anatomy?

In tutto questo, non possiamo fare a meno di vedere come Arizona Robbins si stia prendendo cura della Minnick. Non ci stupisce: Arizona è sempre stata molto capace di approcciarsi alle figure più difficili, vedi Alex Karev. Con lui è riuscita nell’intento di plasmare un talento naturale, ma focoso, impulsivo, arrogante, in un chirurgo appassionato e responsabile. Ci riuscirà anche con la Minnick o in questo caso stiamo “solo” vedendo l’inizio di un amore?

E se così fosse, come verrà gestita questa relazione con quello che è diventato per i senior di Grey’s Anatomy “il nemico numero 1”? Lo scopriremo, forse, lunedì prossimo, in prima assoluta alle 21 su FoxLife.

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