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SAG Awards 2017: il red carpet tra fashion e proteste contro Trump

In occasione dei SAG Awards 2017, i divi di Hollywood hanno preso posizione contro Trump e le sue restrizioni all'immigrazione con diverse forma di protesta.

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Domenica 29 gennaio è andata in scena la cerimonia di premiazione dei SAG Awards 2017 e, come da tradizione, la serata non ha celebrato solo il meglio del cinema e della TV, ma è stata anche un momento di grande moda.

Tuttavia, la 23esima edizione del premio si è distinta dalle precedenti per una forte connotazione politica, con la maggior parte degli attori e delle attrici che ha preso posizione contro il bando dei musulmani deciso da Donald Trump.

Ad aprire la protesta nei confronti del neo presidente USA sono stati la star di The Big Bang Theory Simon Helberg e la moglie Jocelyn Towne, che si sono presentati sul red carpet lui con un cartello che recitava "Benvenuti rifugiati" e lei con la scritta a pennarello sul décolleté "Lasciateli entrare".

Simon Helberg e la moglie Jocelyn TowneHDGetty Images
Simon Helberg e la moglie Jocelyn Towne protestano contro Trump sul red carpet dei SAG Awards 2017

L'esempio della coppia è stato seguito in vario modo da numerose altre celebrità, tra cui l'interprete di Olivia Pope in Scandal, Kerry Washington.

Fasciata in un abito in pizzo bianco di Cavalli Couture, l'attrice si è schierata contro le misure restrittive sull'immigrazione volute da Trump indossando una spilla da balia, simbolo di solidarietà alle minoranze mutuato dai cittadini inglesi contrari alla Brexit. 

Kerry ha anticipato il gesto su Instagram, pubblicando una foto e un post per spiegarne il motivo: 

Stasera indosserò una di queste. Sul mio braccio. Per mostrare solidarietà. Non smetteremo di combattere per la nostra sicurezza e per la sicurezza dei nostri concittadini e degli esseri umani.

Lo stile della "protesta visiva" è stato adottato anche dalla protagonista di Le Regole del Delitto Perfetto Viola Davis, premiata per il ruolo di Rose Maxson in Barriere (Fences), e da Gwendoline Christie, che l'hanno messo in atto scegliendo due creazioni di Vivienne Westwood.

L'interprete della statuaria Brienne di Tarth in Game of Thrones ha motivato la sua decisione a E! Online dicendo:

Vivienne è un'attivista sociale e politica, cosa che in questo momento apprezzo molto.

Viola Davis con il riconoscimento ottenuto per Barriere ai SAG AwardsHDGetty Images
Viola Davis ha partecipato ai SAG Award con un abito di Vivienne Westwood

Come riporta Deadline, Mahershala Ali, premiato come migliore attore non protagonista per Moonlight e come miglior cast per Il Diritto di Contare (Hidden Figures), si è unito alla condanna della politica di Trump fatta dai suoi colleghi con parole forti e sentite:

È doloroso vedere che cosa sta accadendo agli immigrati e via dicendo. È un duro momento. Come artisti, come attori, abbiamo l'opportunità di puntare i riflettori su determinate situazioni sulle quali è necessario accendere la luce. È di aiuto nel confronto e serve ad accrescere la consapevolezza, perché è con la consapevolezza che si può portare avanti il cambiamento. [...] Vi ricordo che io sono afroamericano, quindi questo non è nuovo per me. Mio nonno ha marciato [per i diritti del suo popolo, n.d.r.], faceva parte della NACCP [Associazione Nazionale per la Promozione delle Persone di Colore, n.d.r]. Lui e mia nonna erano degli attivisti e quando lei è morta, hanno detto che era comunista, anche se non era vero. Mio nonno ha perso il lavoro e aveva 5 figli di cui prendersi cura. Quello che sta accadendo non è nuovo. Queste cose sono già capitate prima. Per me è doloroso e io mi ci identifico, in particolare con quello che stanno vivendo i musulmani.

La protesta ha coinvolto anche Taraji P. Henson, Emma Stone (premiata come migliore attrice per La La Land), Denzel Washington e Sarah Paulson, che ha ricevuto il riconoscimento per la sua interpretazione in American Crime Story - Il caso O.J. Simpson.

La star di Empire, vestita con un abito effetto nudo di Reem Acra, si è collegata alla storia raccontata da Il Diritto di Contare (Hidden Figures) per ribadire i diritti dei più deboli - le donne del film, come i rifugiati oggi - e invitare le persone a non avere paura del diverso, mentre il protagonista di Barriere (Fences) ha rivolto una domanda a tutti gli americani:

In realtà, io credo che questa sia un'occasione per guardare a noi stessi e chiederci: 'Siamo davvero uniti? Facciamo in modo che i nostri rappresentanti si sentano tenuti a darci delle risposte per essere sicuri che lavorino insieme?'. Questo è ciò che sta accadendo e Dio solo sa come andrà a finire.

Denzel Washington ai SAG Awards 2017HDGetty Images
Denezel Washington durante il discorso per la premiazione ai SAG Awards 2017

Le varie manifestazioni di dissenso e protesta delle star presenti ai SAG Awards marcano in modo netto la posizione di Hollywood e del mondo dello spettacolo nei confronti di Donald Trump (anche se non sono mancate voci a favore, come quella di Nicole Kidman e Zoe Saldana, che un paio di settimane fa hanno preso le sue parti) e un'ulteriore conferma è arrivata dalla decisione di Asghar Farhadi di non partecipare alla cerimonia degli Oscar.

Benché a quanto pare per il regista iraniano sarebbe stata fatta un'eccezione alle restrizioni sull'immigrazione decise dal presidente USA, il vincitore della statuetta dell'Academy nel 2012 per Una Separazione e in lizza per l'anno in corso con Il Cliente ha annunciato che non sarà presente, perché ritiene inaccettabile che "la possibilità di questa presenza sia accompagnata da se e da ma".

Il dado è tratto: le star si sono schierate. Come reagirà Trump?  

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