Stai leggendo: Grey’s Anatomy 13: la recensione all’episodio 4, “Caduta lenta”

Prossimo articolo: Grey’s Anatomy, stagione 13: in anteprima, l’inizio dell’episodio 4

Letto: {{progress}}

Grey’s Anatomy 13: la recensione all’episodio 4, “Caduta lenta”

La verità a volte è scomoda, a volte è l'unica cosa da dire, a volte è dolorosa. In Grey's Anatomy vediamo tante possibili verità che ci fanno a lungo riflettere.

354 condivisioni 0 commenti

Nell’episodio 4 della stagione 13 di Grey’s Anatomy è il momento di dire le cose come stanno. (O forse no!)

Tutto si apre e tutto si chiude con due importanti conversazioni tra Meredith Grey e Alex Karev

nella clinica creata in memoria di Denny Duquette. Il giorno comincia e il giorno finisce. Alex sta cercando di trovare lì una sua dimensione, non tanto perché si stia arrendendo, ma perché sta cercando di fare la cosa giusta e di pagare per i suoi errori. A volte bisogna accettare una situazione che non è ottimale, ma che forse è il male minore.

C’è una ragione per cui queste cure sono chiamate temporanee. Non sono fatte per durare per sempre. Ma che succede se ti capita una cura che continua a funzionare? Ti opponi? Cerchi di resistere? O fai un passo indietro e decidi che forse accettarla è la cura migliore di tutte?

Può valere per Alex, ma anche per Meredith che si sente costretta a dire a Riggs che devono solo essere colleghi. Un po’ per non ferire Maggie, un po’ per non trovarsi in bizzarre situazioni lavorative. E se fosse che in realtà ha “solo” paura di lasciarsi andare? Perché un conto è divertirsi (4 volte) in una macchina. Un conto invece è intuire che possa esserci di più di un po’ di sano sesso. E se ci fosse, forse sarebbe dura da accettare.

C’è un momento verità anche tra Owen e Amelia, la quale, per la prima volta, racconta un po’ di più della sua tragica storia con Ryan che è morto accanto a lei dopo una nottata a base di droghe. Owen, dal canto suo, si sfoga raccontando di quella volta che cercò di strangolare Cristina credendo di essere ancora in guerra. È la prima volta che i due si raccontano del loro passato così terribile. Peccato che Amelia non abbia raccontato davvero tutto della sua storia. E cioè che rimase incinta di Ryan, che il bambino era senza cervello, che rimase in vita pochissimo, giusto il tempo per donare tutti gli organi. Sarà la cosa giusta, quindi, cercare di fare un figlio insieme senza sapere davvero tutto l’uno dell’altra? Sarà una scelta felice?

Si dicono le cose così come stanno anche Jackson e April, stufi di sentirsi padrone di casa e ospite. Meritano un po’ di tranquilla serenità in cui si possa andare oltre il “ti preparo il caffè”, “mi sposto se vuoi stare qui”, “no, prego stai pure”. La situazione che stanno vivendo è inutilmente faticosa e non rende merito al meraviglioso rapporto che potrebbero avere.

Siamo in due.

Il modo in cui Jackson rassicura April è davvero qualcosa di raro e prezioso. Jackson è capace di farci credere ancora una volta nella lealtà, nel rispetto, nella bontà d’animo… in una parola sola, nell’amore?

Fai il quiz

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.