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Il commento all’episodio 9 di Grey’s Anatomy 12: The sound of silence

Un silenzio assordante e opprimente ha pervaso l'episodio 9 di Grey's Anatomy 12. Il 2 volte premio Oscar Denzel Washington ha diretto il brutale attacco a Meredith.

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È scientificamente provato che percepire la voce femminile è più difficile per un cervello maschile. Che significa? Che a questo mondo in cui gli uomini sono più grossi, più forti, più veloci, se non sei pronta a lottare, il silenzio ti ucciderà.

Si apre così una delle puntate di Grey’s Anatomy più dolorose e soffocanti di sempre. Non un dolore di quelli laceranti che abbiamo provato quando sono morti Derek, George o Lexie. Ma uno di quei dolori costanti, opprimenti… quasi silenziosi.

Dal nulla, un signore che scopriremo poi essere un buon uomo, amorevole marito e padre di famiglia, si ritrova a non essere più padrone di se stesso e picchia Meredith con una violenza davvero impressionante. A prestare i primi soccorsi a Meredith è, guarda caso, Penny: coincidenza? Con Shonda le coincidenze non esistono: tutto è scritto con un fine, per dare un preciso significato alle cose.

Le scene che tolgono il fiato sono numerose.

Karev sottolinea che tutti, lì in quella maledetta stanza, sono parte della famiglia di Meredith: questa è un’affermazione così potente da farci riflettere. Sorelle, figure paterne, amici così amici da essere quasi fratelli, cognate: ognuno ha un legame così stretto con Meredith che non c’è davvero altro modo di definirlo se non “parte della famiglia”. Ed è terribile come quelle stesse persone che cercando di salvare Meredith la debbano prima in qualche modo “torturare”. Il suo urlo quando Jackson forza l’apertura della mandibola per evitarle una tracheotomia è così straziante che ci sembra di sentire quel dolore sulla nostra pelle.

Ci sono poi lunghissimi minuti di un silenzio assordante. Il mondo intorno a Meredith, intorno a noi, continua a muoversi, ma noi ci troviamo in un’oppressiva bolla di silenzio ovattato. Non è certamente un escamotage cinematografico innovativo (ci era già passato un certo Spielberg nel lontano 1998 con “Salvate il soldato Ryan”) eppure fa ancora effetto vederlo/sentirlo.

E sempre a proposito di NON coincidenze, è molto significativo che le prime parole che riesca a sentire Meredith quando esce dalla sua temporanea sordità sia una battuta di un dolcissimo Karev che l’aveva coccolata teneramente fino a qualche secondo prima.

Alex Karev consola Meredith GreyHD
Alex Karev, la nuova persona di Meredith Grey

Da circa metà puntata, quindi, Meredith passa da una forzata sordità a un forzato mutismo e comincia ad ascoltare e osservare, a volte impotente. La scena con i figli che hanno quasi paura di quella mamma che non riesce a comunicare come prima ci travolge. Il panico nei suoi occhi lo sentiamo dentro anche noi e per la prima volta, dopo tante puntate, troviamo il modo di amare Penny che con decisione si batte per dare il meglio alla sua paziente. Non era riuscita a tirare fuori quella forza ai tempi di Derek, ma ora è cresciuta e le cose sono cambiate.

Meredith Grey non riesce a respirareHD
Penny Blake libera la mandibola a Meredith per farla respirare durante un attacco di panico

Meredith finalmente vede cose su cui non aveva avuto modo, tempo (e voglia?) di soffermarsi: il grande amore della Wilson per Karev, l’allontanamento tra Owen e Amelia, la distruzione della coppia Jackson&April. E ascolta cose che non avrebbe mai voluto sentire, come il discorso di Richard. Un discorso molto toccante sull’importanza del perdono.

Il perdono è una cosa potentissima. Non solo fa stare meglio l’altra persona. Ma guarisce anche te.

Il discorso di Richard Webber a Meredith GreyHD
Richard Webber fa un toccante discorso sul perdono a Meredith Grey

E questa è la prima volta in cui qualcuno (e figurati se non doveva essere il saggio Richard) affronta l’argomento “Derek” con una profondità e una lucidità tali da scuoterci. Perdonare Amelia, perdonare Penny, perdonare Derek, perdonare se stessa: Richard ha toccato precisamente il nervo scoperto di Meredith e ha aperto gli occhi a tutti noi.

E per Meredith il cammino del perdono comincia dall’uomo che l’ha costretta in quel letto di ospedale per settimane. Un incontro che, visto l’alto impatto emotivo dell’intero episodio, ci aspettavamo fosse più scioccante, ma evidentemente serviva solo per proseguire con l’incontro con Amelia. Le prime parole di Meredith dopo lo sblocco della mandibola sono per lei:

Non sono ancora pronta a perdonarti.

E tutto è concentrato in quel fondamentale “ancora”. Da qui capiamo che il rapporto tra Meredith e Amelia subirà ancora molte evoluzioni. Amelia in fondo deve lavorare ancora così tanto su se stessa... con lei ogni passo in avanti è seguito da due indietro. E di nuovo siamo alle prese con le prime settimane senza alcool.

Continuiamo con le zero coincidenze nel fatto che sia Karev a portare Meredith a casa, e lì lei si accorge di quanto Alex le sia stata vicino, anche a scapito della sua stessa vita.

Andrà tutto bene. Sto bene.

È così che Meredith libera Alex dalle preoccupazioni e lo spinge ad andare a farsi la sua vita con Jo. Il senso di responsabilità di Karev è davvero impressionante. Ci viene quasi da pensare che Karev stia battendo Cristina in quanto “persona di Meredith”.

Alla fine è un “tutto è bene quel che finisce bene”. Meredith a casa felice con i suoi adorabili bambini e via, verso le nuove tragiche avventure che il destino ci riserverà.

Meredith Grey e i suoi 3 figli: Zola, Bailey e EllisHD
Meredith torna a casa dopo il brutale attacco e si diverte con i suoi 3 figli

Bella puntata, davvero. Ma una domanda ci attanaglia le budella: “PERCHÉ?”. Perché c’era bisogno di ammazzare di botte Meredith per poi concludere tutto nel migliore dei modi, nel corso di un unico episodio? Solo perché ci voleva qualcosa di forte da far dirigere a Denzel Washington? Che non puoi mica chiamare un due-volte-premio-Oscar per dirigere una puntata e poi farlo trovare in mezzo a una colecistectomia d’urgenza e a qualche banale lite da corridoio, no? Ma noi Shonda la conosciamo come le nostre tasche e sappiamo che in questa puntata in cui Meredith ha ascoltato e osservato gli altri, in realtà ha osservato e ascoltato se stessa. E quando Meredith si guarda dentro, scopre cose che lei e noi non immaginavamo nemmeno.

Hai una voce. Quindi usala. Parla. Alza la mano. Grida le tue risposte. Fatti sentire dagli altri. Fai ciò che serve… ma trova la tua voce. E quando l’avrai trovata, riempi quel dannato silenzio.

 

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