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Grey’s Anatomy 12: il commento all’episodio 7, "Qualcosa contro di te"

Tra una profonda riflessione sul razzismo e vari rapporti ai ferri corti, il settimo episodio di Grey's Anatomy 12 ci tiene sulle spine riguardo il Dr. Riggs.

Owen e Nathan ai ferri corti in una scena del settimo episodio di Grey's Anatomy 12

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Il sole splendeva sulla dodicesima stagione di Grey's Anatomy, l'atmosfera era spensierata, frizzantina e sexy... poi "la perfetta Penny ha ucciso mio marito", e da lì in poi solo tuoni e fulmini.

In questa 12x07 viene palesato come le due new entry nel cast (Penny Blake e Nathan Riggs) stiano mettendo in discussione l'equilibrio venutosi a creare tra i vari personaggi, ma ammettiamolo: non vedevamo l'ora che il drama rientrasse così prepotentemente nelle nostre vite. Non sappiamo ancora se dobbiamo o meno fare il tifo per Penny, di sicuro ci risulta molto difficile, ma se addirittura Meredith si sente di darle una chance chi siamo noi per dire un categorico "No vai via tu, hai ucciso Derek!"?

Anche in questo episodio come già in quello prima, l'unica che sembra non saper gestire la situazione venutasi a creare è Callie, che continuando a prendere le parti della sua nuova fidanzata non fa altro che rendersi inappropriata, rendendo a Penny ancora più difficile l'inserimento al Grey Sloan Memorial Hospital. Questa volta però la Blake è riuscita a tirare fuori le unghie senza subire passivamente il corso degli eventi, e per un attimo abbiamo davvero fatto il tifo per lei. 

Un altro strano triangolo venutosi a creare è tutto casalingo, e riguarda la Bailey, Ben e il terzo incomodo a casa loro: Jackson. È stato divertente vedere come Miranda decide senza se e senza ma di mettere sessualmente in stallo in marito, un po' meno buffo è stato invece il modo in cui Avery e la Kepner hanno concluso la loro serata. Siamo sicuri che pagheranno caro lo scotto di questo momento di fuoco passato insieme, specialmente visto che (per l'ennesima volta) il dialogo tra i due sembra lungi dall'essere ripristinato.

Chi invece non ha sicuramente problemi di dialogo è Maggie, personaggio che diventa sempre più buffo e sfaccettato al passare di ogni puntata: il suo discorso riguardante il razzismo ad Amelia è stato un momento sagace e maturo, che anche se può suonare un po' sopra le righe fatto da una ragazza prodigio a capo di un reparto ospedaliero, ci fa riflettere su come certi temi rimangano purtroppo attuali anche ai giorni nostri.  

Due domande ci poniamo guardando questo episodio di Grey's Anatomy: la prima riguarda la Wilson. Come mai nessuno riesce a dar credito a questa giovane specializzanda, se non il suo ragazzo? Avrà ragione a credere di essere vista solo come la fidanzata di Alex? Il dubbio un po' viene anche a noi. Dopo aver avuto un'intuizione geniale (la prima da moltissimo tempo) nessuno si complimenta con lei, o la ripaga della cura che ci ha messo nel seguire per così tanto tempo il paziente della Grey. Un vero peccato, specialmente per una volta in cui Jo non è andata nel panico o non è messa in relazione ad Alex. 

La seconda domanda che ci facciamo è quella che ci tormenta dallo scorso episodio: chi è Nathan Riggs? Dobbiamo odiarlo? In sua presenza Owen tira fuori nuovamente quel lato oscuro e rabbioso che non mostrava da molto tempo. Cosa gli avrà mai fatto il nuovo cardiochirurgo? Tutti se lo chiedono, ma nessuno ha ancora una risposta. Noi intanto lo ringraziamo per averci donato un bellissimo momento tra Owen e Meredith in chiusura di puntata

Ho promesso a Cristina che non ti avrei mai lasciato diventare cupo e triste. Che sarei stata la tua persona se ne avessi avuto bisogno. Dimmi solo una cosa: lo odiamo? Allora lo odiamo."

Ora però Shonda di' anche a noi se dobbiamo o meno odiare Riggs, perché con quella faccia potrebbe risultarci difficile.

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