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Il nostro tributo a Derek Shepherd

Il commento alla puntata 21 di Grey’s Anatomy e un emozionante video tributo dedicato al Dottor Stranamore

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Questo è il commento più triste che il Team di FoxLife abbia mai dovuto scrivere. Mentre digitiamo queste parole sulla tastiera, dobbiamo fermarci di tanto in tanto, per asciugarci le lacrime e chiederci se sia vero quello che è successo.

Ci viene naturale pensare che la puntata 21 della stagione 11 di Grey’s Anatomy sarà un vero e proprio spartiacque. Da qui in poi, le vicende che riguardano Meredith&Co. avranno un unico punto di riferimento: prima e dopo la morte di Derek Shepherd.

La morte di Derek Shepherd… è strano vederlo scritto nero su bianco.

“How to save a life”: è questo il titolo originale della puntata, tradotto in “Come salvare una vita”. E noi #MalateDiGreys sappiamo bene cosa ci sia dietro quel titolo: una delle canzoni più simboliche della storia d’amore tra Meredith e Derek. Una storia che è giunta al termine non per una scelta sbagliata, un comportamento eccessivo, un diverbio, ma perché così ha voluto il destino. Il destino che – diciamolo – di cognome fa Rhimes, ha deciso che una delle più belle coppie delle serie tv di tutti i tempi dovesse superare l’arrivo di una moglie inaspettata, un’esplosione, un annegamento, una sparatoria, un aborto, un incidente aereo, una proposta di lavoro del Presidente degli Stati Uniti, ma non dovesse superare un banale incidente automobilistico.

Ma forse è giusto che sia andata così. Prima abbiamo visto un Derek eroe, un “cavaliere dalla scintillante non mi ricordo cosa” che, con calma e saggezza, salva la vita di 4 persone. E poi abbiamo visto un Derek normale che muore in un incidente normale, come tante persone normali. Come se Shonda Rhimes avesse deciso di avvicinarlo un po’ di più a noi, quasi a dirci: “Guardatelo. È un uomo normale”. Certo, come no?

In questa storica puntata, che ci porteremo nel cuore per sempre, c’è un concentrato di tutto il dolore e le emozioni che abbiamo vissuto nel corso degli anni in Grey’s Anatomy.

- C’è il primo incontro tra Meredith e Derek nel racconto del bacio dato a quella che era “solo una ragazza in un bar” e che poi è diventata sua moglie.

- C’è la difficile infanzia di Derek nella bambina che dice di aver visto morire il padre davanti ai suoi occhi. 

- C’è la sintesi della grandezza del dottor Shepherd in quella frase leggendaria, questa volta detta non in una sala operatoria, ma in mezzo ad una strada: “È un bel giorno per salvare vite”.

- C’è l’incidente in cui sono rimaste ferite Callie e Arizona in quel camion che travolge Derek.

- C’è George O’Malley nel momento in cui Derek arriva in ospedale come John Doe.

- C’è il momento in cui in qualche modo Meredith deve entrare in campo. Era su quella canzone “Into the fire” che nella puntata 1 Richard Webber disse a Meredith: “Ti avrei riconosciuta ovunque. Sei tale e quale a tua madre. Benvenuta nel gioco”. Ed è su questa canzone che Meredith deve ributtarsi nel gioco quando i poliziotti suonano alla sua porta. Solo che questo è il “gioco” più difficile della sua vita.

- C’è quell’ascensore in cui, per la prima volta, Meredith è davvero sola.

- E c’è l’addio a Denny Duquette in quella straziante canzone (“Chasing Cars”) su cui Meredith stacca la spina.

È una puntata di un’intensità unica perché nell’ordine: ci angoscia, ci fa tirare un sospiro di sollievo, ci travolge, ci fa arrabbiare e poi ci fa disperare.

Ci angoscia perché sappiamo che sta per succedere qualcosa di brutto, non capiamo cosa, e per questo guardiamo con sospetto ogni scena in cui Derek si muove agilmente tra i rottami delle auto.

Poi ci fa tirare un sospiro di sollievo perché per un attimo sembra che forse non debba davvero succedere il peggio. Quando si chiudono le portiere dell’ambulanza con i feriti salvati da Derek, il nostro cuore dice: “Allora non è vero. A Derek non succederà nulla di brutto: Shonda ce l’ha fatta di nuovo!”.

Ma improvvisamente ecco che la puntata ci travolge alla velocità di quel maledetto camion, arrivato in un momento di maledetta disattenzione.

E poi l’episodio prosegue e ci fa arrabbiare, indignare quasi, perché non è giusto che il miglior neurochirurgo del mondo finisca in un ospedale in cui i dottori non sono abbastanza preparati per salvarlo. È il senso di impotenza a toglierci il respiro: l’impotenza di Derek sotto i ferri, che cerca invano di manovrare i dottori con il pensiero, è proprio la stessa impotenza di noi che vorremmo solo gridare: FATEGLI UNA TAC!

Bastava solo una TAC e Derek sarebbe ancora vivo. E invece… Il miglior neurochirurgo del mondo non ha bisogno che qualcuno dichiari il suo decesso. Lui sa quando “è troppo tardi”.

E dopo l’angoscia, il breve sollievo, il travolgimento e la rabbia, ecco che arriva inesorabile la disperazione. Per qualcuno sarà stata composta come quella di Meredith. Per qualcuno sarà stata straziante. Per qualcuno sarà stata un lento fiume di calde lacrime. Non importa.

Con Derek muore un po’ di Meredith. Muore un po’ di Grey’s Anatomy. E muore un po’ del cuore delle #MalateDiGreys.

Addio, Derek Shepherd.

Questo è il video tributo che FoxLife ti dedica per ricordare i momenti più belli, emozionanti, commoventi che ci hai fatto vivere nel corso di 11 stagioni di Grey’s Anatomy.

Ci mancherai.

#RIPDerek

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