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Scandal: Il dramma della realtà

Le violenze di Ferguson hanno ispirato la penna di Shonda Rhimes per scrivere un episodio che raggiunge livelli di intensità mai visti

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Auto date alle fiamme. Una folla inferocita. Un video. Un coltello. Un fucile. Un processo. Un padre che vuole giustizia, seduto davanti al corpo esangue del figlio.

Ma andiamo con ordine. L’episodio intitolato La sedia, andato in onda venerdì scorso in prima assoluta su FoxLife, è stato il più poderoso – e riuscito - tentativo da parte di Shonda Rhimes e degli autori di Scandal di inserire una tematica di attualità all’interno della serie. È difficile sapere quale fatto di violenza abbia ispirato la penna di Shonda. È difficile perché ce ne sono stati tanti, troppi

Un polizotto bianco che spara ad un ragazzo nero disarmato potrebbe essere benissimo il titolo di una breaking news della CNN. Invece è il casus belli di questo straordinario episodio. Sono stati 40 minuti davvero intensi, forse i più drammatici e carichi di tensione finora andati in onda in tutto lo show. Sono stati 40 minuti in cui la fantasia ha lasciato spazio alla cronaca, la fiction alla realtà, la giustizia alla vendetta.

A meno di due miglia dalla Casa Bianca viene ucciso Brandon Parker, un giovane adolescente nero, da un agente di polizia, naturalmente bianco. Olivia è incaricata di andare sul posto e gestire la situazione, evitando così che si scateni una sommossa. Ma il padre del ragazzo non ha alcuna intenzione di lasciare la scena del crimine e decide di presidiarla seduto su una sdraio in compagnia del suo fucile da caccia perché non crede alle parole dell’agente. Il poliziotto afferma di essersi solo difeso dal ragazzo che lo minacciava con un coltello. C’è voluta tutta l’abilità di Olivia per convincere il Procuratore Generale ad usare il video della colluttazione come prova nel processo che vede imputato l’agente di polizia. Ma nel filmato si vede chiaramente il ragazzo frugare nelle sue tasche cercando qualcosa. Aggiungeteci il ritrovamento di un coltello nella scena del crimine e il più classico dei casi di legittima difesa è servito. Ma Liv intuisce che il coltello è la prova di un arresto precedente, riuscendo a dimostrare che il ragazzo stava solo cercando uno scontrino. Così l’ennesima mela marcia dal grilletto facile finisce dietro le sbarre, cosa che non gli impedisce di pronunciare un’invettiva dichiaratamente razzista guardando negli occhi i suoi colleghi di colore.

Qui l’intensità dell’episodio diventa fortissima, quanto un padre che si rifiuta di accettare la morte di un figlio solo perché aveva la pelle del colore sbagliato. Non possiamo che apprezzare la decisione di usare una canzone di Nina Simone come leggero sottofondo della scena finale. Una scelta in pieno stile Shonda Rhimes, che corona un episodio che avrà sicuramente conseguenze, sia in Scandal che nel mondo reale.

 

Scandal è tutti i venerdì alle 21 in prima assoluta solo su FoxLife.

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