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Grey’s Anatomy 11: il commento all’episodio 9

Meredith e Derek, guai a voi se non ci provate davvero!

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Qual è il limite di una promessa di matrimonio? Fino a quando è giusto lottare per essersi promessi, giurati, di non abbandonarsi a vicenda? E non ne stiamo facendo una questione legale, burocratica, nemmeno religiosa. La vicenda di Meredith e Derek, per quanto ci sia la poesia di un post-it, è qualcosa che, prima o poi, tocca da vicino ognuno di noi. Magari non sarà un vero e proprio matrimonio, forse si tratterà di un lungo fidanzamento o forse sarà una storia breve ma su cui si è investito molto, non importa. Quando è il momento di arrendersi, lasciare andare una persona e mettere il punto alla fine di una storia, seppur bellissima?

I primi minuti della puntata 9 di Grey’s Anatomy (in prima assoluta su FoxLife, ogni lunedì) ci hanno fatto pensare che fossimo proprio arrivati a quel punto. Vedere Meredith che butta via la cornice con quel post-it e Derek fare le valige in tutta fretta ci ha messo nell’ordine delle idee che quello era il capolinea. Dopo aver superato, anche se a fatica, l’arrivo inaspettato di una moglie che non sapevamo manco esistesse, una sparatoria, un mezzo annegamento, un incidente aereo, una frattura gravissima ad una mano, un’infinità di parenti e amici morti, qualche triangolo amoroso… si ritrovano a non uscire dal circolo vizioso del “io ho rinunciato a tutto per te”, “io non te l’avevo chiesto”, “tu sei un’egoista”, “sei più egoista tu”, “no più tu e poi sei come tua madre”.

Cioè, davvero? Non sono andati dallo psicoterapeuta per 11 stagioni dopo tutte queste cose e poi non riescono ad affrontare con serenità una relazione a distanza? Supponiamo che ci vogliano 6 ore di aereo per fare Seattle-Washington. Supponiamo un paio di orette di macchina per gli spostamenti per e dall’aeroporto. Supponiamo che sia Derek che Meredith possano permettersi un volo in prima classe e quindi non dover andare in aeroporto un paio di ore prima per il check-in. Certo, è impegnativo, soprattutto con la prole al seguito, ma siamo assolutamente certi che con un po’ di organizzazione e un sapiente uso delle ferie arretrate che hanno (suvvia, sono pieni di ferie arretrate visto che sono sempre dentro a quell’ospedale!) possano farcela! Ce la fanno in molti, no? Perché tutto questo drama? Perché oggi devono dare spazio al massimo dell’orgoglio, quando non lo hanno mai fatto?

April e Jackson hanno un problema. Loro sì che hanno un problema. Stanno aspettando un figlio che potrebbe essere gravemente disabile, sa va bene. Questo è qualcosa che potrebbe incrinare una coppia. Non chi deve avere la meglio per la propria carriera. Attenzione, non stiamo dicendo che questo non possa essere un problema in assoluto, sia ben chiaro. Stiamo dicendo che da quei due, dalla coppia che più di ogni altra ci ha fatto credere così intensamente nell’amore, ci aspettiamo di più. Ce lo devono, perché sono 11 stagioni che crediamo in loro. 11 stagioni che vorremmo provare a vivere quel loro amore così infinito, intrinseco, profondo. Quindi che sia ben chiaro: quella sbrigativa telefonata che si sono fatti alla fine della puntata, deve avere un valore. Devono crederci e metterci tutto l’impegno per continuare a funzionare. Arrancando, sbagliando, riprovando, come hanno sempre fatto. Ma noi da loro abbiamo bisogno di un “e vissero per sempre felici e contenti”. Capito, Shonda?

PS: Questi flashback che ci riportano alla memoria i momenti più salienti di Grey’s Anatomy ci piacciono molto! Grazie, Shonda :-)

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