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Il “mammismo”

I motivi del “mammismo”

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In occasione della nuova serie in onda su FoxLife, “Man Up - Uomini alla riscossa”, torniamo a parlare di un argomento caro a tutti gli italiani e non solo: il “mammismo”.

In un’intervista allo psicoanalista Roberto Vincenzi emerge che nonostante oggi, in Italia, sia un fenomeno ancora presente, sta pian piano diminuendo.

Il mammismo, sostanzialmente, deriva dalla tradizione culturale del passato, in cui gli uomini lavoravano fuori casa e le donne facevano le casalinghe. In questa condizione i figli avevano poche occasioni di vedere il padre, mentre si trovavano sempre a contatto con la madre. E questo favoriva l'attaccamento alla madre piuttosto che al padre. Oggi, a causa dei cambiamenti nella vita portati dal progresso (donne che lavorano come gli uomini, maggiore cultura e benessere, globalizzazione) questo stereotipo sociale è sempre meno frequente.

Ma prendersela sempre con i figli “bamboccioni” o con le mamme troppo presenti è troppo comoda. Spesso ad influire su questo fenomeno ci sono anche difficoltà economiche: i ragazzi non trovano lavoro, oppure sono pagati troppo poco per poter andare ad abitare per conto proprio.

Quindi i giovani adulti che ritardano l’uscita da casa sono sia “quelli che hanno difficoltà economiche e quelli che hanno problemi psicologici causati da un complesso di Edipo non risolto” sostiene Vincenzi.

Tuttavia a volte in nome dell’amore si fanno degli errori.

Se l’affetto del genitore è troppo forte, si impedisce al figlio di maturare, di imparare dai propri sbagli, di fare esperienze, di contare sulle proprie forze.

La sindrome di Peter Pan esiste laddove i genitori non aiutano il figlio a crescere e non incoraggiano la sua indipendenza.

 

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