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Episodio 6: Re Artù

Questa volta Antonino Cannavacciuolo è diretto in provincia di Milano, per salvare un altro ristorante sull’orlo del fallimento

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La settimana scorsa il nostro superchef Antonino Cannavacciuolo aveva aiutato due fratelli in grande difficoltà. Questa volta i fratelli erano addirittura tre: a Gaggiano, cittadina satellite di Milano, Stefano, Davide e Marco hanno lavorato per diversi anni insieme, nel ristorante rilevato. Poi le cose sono precipitate. Le difficoltà economiche li costringono a tagliare i costi, così al lavoro ci sono solo persone di famiglia: mogli, figli, persone che ce la mettono tutta ma non sono del mestiere. Inutile dirlo: i rapporti fra i fratelli sono complicati, soprattutto fra Stefano (il cuoco) e Davide (in sala). Il fratello maggiore, Marco, cerca di mediare, ma non è facile.


Come se non bastasse, il ristorante va avanti solo grazie all’aiuto economico del padre, cosa che ovviamente mette in difficoltà i tre fratelli, che vorrebbero poter evitare di chiedere aiuto al padre visto che sono tutti uomini adulti. Al suo arrivo al Re Artù, Cannavacciuolo inizia subito con il pranzo di prova. Filetto di canguro e stracotto di asino inclusi (personalmente sono un po’ turbata, ma del resto sono vegetariana e ammetto che qualsiasi tipo di carne mi turba un po’). Supero lo shock mentre per la prima volta mi sembra che i piatti che arrivano in tavola siano ben presentati... Ma non basta. L’antipasto viene bocciato per il sapore e per lo stile troppo retrò. Nemmeno il primo riscuote un grande successo. 


E in cucina Stefano non la prende bene; il rientro dello stracotto con la polenta (istantanea!) non fa che esacerbare la situazione. In effetti fra tutte le puntate viste finora, Stefano sembra il cuoco che se la cava meglio (anche prima dell’intervento di Cannavacciuolo, intendo). Il canguro infatti è stata una sorpresa positiva per lo chef, anche se è arrivato in tavola freddo. Il confronto finale fra Stefano e Cannavacciuolo non è facile. Stefano non vuole cedere su alcuni punti, ma Cannavacciulo fa un discorso irreprensibile. Tanto che anche lo chef del Re Artù, emotivamente coinvolto, lo capisce. Si prende le sue responsabilità ed è pronto a rimettersi in gioco. Il servizio serale di prova, che serve a Cannavacciuolo per assistere al ristorante al lavoro, parte subito in difficoltà. La sala è piena e lo staff non è in grado di gestirla.


Stefano in cucina è solo, quindi non riesce a star dietro alle richieste della sala. Quando Davide, per dare una mano al fratello, entra in cucina, il potenziale aiuto si trasforma in scontro aperto. Il fallimento è totale. Serve una magia di quelle belle grandi, qui. Una di quelle magie che solo Antonino Cannavacciuolo sa fare. Con calma riunisce tutto lo staff ed evidenzia i problemi principali, che sono tanti ma fanno capo quasi interamente alla mancanza di comunicazione e di organizzazione. Per la prima volta nella storia del programma, la visita alla cucina non evidenzia gravi carenze igieniche, ma un pessimo stato di manutenzione. Attrezzature e locali vecchi, che necessitano di un pronto intervento.


Ed ecco la soluzione: mettere al lavoro i tre fratelli per sistemare la lavanderia e far sparire i frigoriferi rotti. Dopodiché, farli cooperare per ridipingere la cucina. Tutti insieme, per migliorare l’affinità nel gruppo e l’aspetto del locale. L’epserimento riesce perfettamente: l’armonia regna sovrana e si può passare alla cucina. Cannavacciuolo lavora insieme a Stefano per realizzare dei piatti pensati per il locale, semplici ma d’effetto. La trasformazione è solo all’inizio. Cannavacciuolo ha avuto un’idea strepitosa: girare in paese con un’apecar e far assaggiare il nuovo piatto del Re Artù a più persone possibile. L’iniziativa è un successo, e le sorprese non sono finite: un nuovo menu, un locale completamente rimesso a nuovo. Tutto è pronto per il servizio di prova. Tutto, tranne uno dei tre fratelli...


Davide si fa prendere dall’agitazione ed entra in cucina, pronto a dare una mano. Cannavacciuolo gli dice di rispettare i ruoli, ma io ho il sospetto che voglia stare in cucina, che gli piaccia. Del resto è la seconda volta che cerca di prendere in mano la situaizione. Ma comunque sia, non importa: il problema viene rapidamente risolto e la serata è un successo. Missione: compiuta. E addìos!

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