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Episodio 4: Vitanova

Padova, un ristorante sull’orlo del fallimento e Antonino Cannavacciuolo: la ricetta per un nuovo “miracolo” di Cucine da incubo

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Gigi, titolare e cuoco di Vitanova, aveva aperto un locale di successo nel centro di Padova. Visto l’incremento degli affari, decide di trasferirsi in un ristorante più grande, alle porte della città... E iniziano i problemi. Così un gruppo di amici storici arriva in soccorso di Gigi, ma sono gli amici stessi ad ammettere che il cuoco non sa gestire il locale, non sa trattare con i clienti, mantiene uno stato igienico a dir poco insufficiente in cucina e nel locale in generale. Nonostante l’aiuto gratuito, insomma, Vitanova non ha un futuro. A meno che Antonino Cannavacciuolo non faccia un altro dei suoi miracoli...


Ma l’approccio è uno dei peggiori visti finora a Cucine da incubo. La pulizia è un problema serio. Il menu non c’è, i prezzi non ci sono e vengono improvvisati. I clienti sono tre o quattro al giorno. Le materie prime sono di pessima qualità, si va al risparmio ma soprattutto si improvvisa tutto. E se devo essere sincera, in cucina a me sembrano tutti un po’ troppo allegrotti: più che prenderla con spirito, tenendo alto il morale, a me sembra semplicemente che sghignazzino perché ci danno un po’ troppo sotto col vino... Fin dalle nove di mattina, orario del primo brindisi. Fatto sta che il risultato è il peggiore visto finora a Cucine da incubo.


Tanto che sono preoccupata quando vedo entrare tutti quei clienti la sera dopo l’arrivo di Cannavacciuolo. In sala non ci sono nemmeno i blocchi per segnare le ordinazioni. E il caos, di conseguenza, regna sovrano. I tempi sono lunghissimi, la qualità è pessima, la confusione è ovunque. E la gente, giustamente, si arrabbia. Ciononostante, Gigi continua a ridacchiare e a non prendere niente sul serio. “Improvvisazione” è la parola d’ordine. E lo chef, in risposta alle lamentele dei clienti, non fa che spostare le pietanze da un piatto all’altro. Ostinandosi a dire che è andato tutto bene... E spingendo Cannavacciuolo quasi ad andarsene, con il suo atteggiamento.


Ma il nostro chef è uno che non molla. Siamo a metà puntata e già sappiamo che sarà la sfida più dura per Antonino Cannavacciuolo. Così, dopo una bella pulizia della cucina, il superchef sfrutta la passione di Gigi e dei suoi amici per il rugby e li mette alla prova con la macchina per la mischia. L’esperimento riesce, ma ora bisogna lavorare in cucina. Vittorio viene spostato in cucina dalla sala, sotto la supervisione di Cannavacciuolo, che insegna sia a Vittorio che a Gigi a organizzarsi e tenere la cucina in ordine e pronta per il servizio. E dopo aver visto Cannavacciuolo all’opera nella sua cucina, Gigi sembra diventare un’altra persona: umile, ricettiva, volenterosa, appassionata. La magia di Cannavaccioulo è iniziata...


E prosegue con il restyling completo del Vitanova, che si trasforma nella “Osteria del Terzo Tempo”. La squadra viene riorganizzata, la dispensa è piena di prodotti “a chilometro zero” di prima qualità, e il nuovo menu ideato da Cannavacciuolo è ultimato. Gigi si commuove ed è pronto a ricominciare daccapo. Alla riapertura, il terzo giorno, la sala è piena. Tutto funziona a meraviglia, i piatti rientrano vuoti. Ma c’è qualcosa che non va: Gigi. La sala piena e la cucina a pieno ritmo finiscono per far sì che Gigi venga sopraffatto dall’ansia. Ancora una volta, lo chef Canavvacciuolo risolve brillantemente la situazione. E ancora una volta ha salvato un gruppo di persone dal fallimento, e si è dimostrato una persona straordinaria.

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