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Episodio 9.20: Lei mi uccide

Geni portatori di malattie, chirurgia preventiva e guerre: una puntata drammaticamente attuale

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Il tema è attuale più che mai: la mappatura del genoma per scoprire se si è portatori dei geni di determinate malattie. Dopo la discussa doppia mastectomia a scopo preventivo di Angelina Jolie, che ha dominato la cronaca in questo periodo, la scoperta di Meredith Grey di avere più di un marker genetico dell’Alzheimer ci lascia interdetti: il cervello non si può rimuovere, sostituire, eliminare. In un caso come questo, sapere di essere predisposti alla malattia non lascia scampo, anzi: alimenta l’angoscia. Ce lo dice la stessa Meredith: quando chiediamo ai medici di dirci la verità, di rispondere alle nostre domande... Non abbiamo del tutto idea di cosa stiamo facendo. 


E non è finita qui: non fosse bastata l’attualità di questo tema, ecco che arriva anche la guerra in Siria a far parte della narrazione. Con l’arrivo di due medici siriani al Grey Sloan Memorial, che torneranno in patria con tanto di gadget... Come se i gadget fossero sufficienti a fare la nostra parte per aiutare un popolo devastato dalla guerra, insieme a un breve corso sugli ospedali da campo per addestrare i medici siriani... Che non hanno praticamente strumenti a disposizione. E ci mostrano in quali condizioni sono costretti ad operare, intervendendo in extremis per cercare di salvare le vite dei feriti dal conflitto. Niente strumenti, niente luci, niente assistenti, niente di niente... Almeno finché i loro colleghi di Seattle non decidono di dar loro tutta l’attrezzatura che possono (e anche quella che non possono).


Nel frattempo, mentre gli autori ci spingono a riflettere su queste due scottanti e difficili tematiche, la mamma di Ethan si risveglia dopo l’intervento e finalmente riconosce il suo bambino... E la dottoressa Murphy, che è andata a lavorare con l’influenza, ha causato infezioni post-operatorie a diversi pazienti... Ma per quanto drammatica sia la situazione, gli sguardi dei medici siriani alle attrezzature e alla calma dell’ospedale vincono su tutto. Perché certe volte la verità è orribile, spaventosa. La verità è più di quanto non si possa sopportare. In guerra... E in tempi di pace. Come a Seattel, dove l’unico medico che ha toccato tutti e tre i pazienti infetti, uno dei quali è morto, è stata la dottoressa Bailey. Murphy non c’entra...

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