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Episodio 9.19: Non posso combattere questo sentimento

Al Grey Sloan Memorial è il momento di confrontarsi con il proprio istinto. E di vedere chi se la cava meglio fra istinto e razionalità... 

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Il nuovo episodio di Grey’s Anatomy, quello che abbiamo visto ieri sera su FoxLife mentre il finale di stagione si avvicna, si apre con l’arrivo di una guest star d’eccezione. Sarah Chalke, la ex dottoressa Elliot Reid di Scrubs (una delle mie serie preferite, per la cronaca, nonché una delle migliori medical series mai prodotte, esilrante e profonda al tempo stesso). L’attrice veste i panni di Casey Hedges, cameriera, che porta il figlioletto Parker al Grey Sloan Memorial per la seconda volta in due giorni. Wilson aveva visitato il bambino e prescritto farmaci e molti liquidi. La madre, preoccupata, torna con il figlio dalla febbre alta, spaventata. 


Ha cercato i sintomi su internet, è convinta che il suo bambino abbia qualcosa di più serio. L’istinto materno è un argomento importante (come dimostra la sensazione di Meredith che Zola sia sveglia), ma ancor più attuale e importante è l’argomenteo dell’autodiagnosi su internet. Così, mentre tutti i medici aspettano l’arrivo di feriti a seguito di un maxi tamponamento causato da un’autobotte che si è ribaltata, noi veniamo indotti a riflettere su quanto sia pericoloso farsi autodiagnosi cercando sintomi sul web. Del resto, è anche una tentazione irresistibile. Chi non l’ha fatto almeno una volta? Quasi sempre, poi, pentendosene amaramente?


Perché se si trovano brutte notizie, ci si preoccupa e non si ha un medico a disposizione che possa spiegarci cosa succede. E se sono belle, possiamo trascurare dei sintomi importanti. Ma non sono quasi mai belle, le notizie trovate in rete vero? Perché quando si tratta della salute abbiamo la tendenza a pensare sempre al peggio. Anche i più ottimisti di noi. Come biasimare la madre di Parker, quindi? E come spiegare a un ragazzino spaventato coinvolto nellincidente che le condizoni dei suoi genitori sono preoccupanti? 


Come se non bastasse, quando tutto sembra andre bene, il pronto soccorso sembra funzionare al meglio e tutto sembra essere sotto controllo, uno dei pazienti ricoperti di benzina (rovesciata dall’autobotte) prende fuoco all’ingresso del pronto soccorso. 


Pronto soccorso che, naturalmente, è assediato da un grande numero di pazienti, con i medici costretti a passare da uno all’altro e a mantenere il sangue freddo. Cosa complicata da fare per Owen quando si tratta dei genitori del ragazzino, Ethan. O per April, quando Matthew arriva ustionato per essere corso sul luogo dell’incidente. O per Callie, che rischia di perdere il suo importantissimo convegno. 


Per non parlare di Wilson alle prese con Casey, che insiste per suo figlio e vuole un altro medico. Lei glielo trova, ma... è uno psichiatra e si interessa di Casey anzichè di Parker. Credono che abbia la tendenza ad esagerare, che abbia dei problemi che riversa sul figlio. Non vogliono ascoltarla, insomma. Nessuno vuole ascoltarla, tranne Meredith. Alla fine è l’istinto ad avere la meglio su molti dei problemi narrati dall’episodio, uno fra i più “movimentati” dal punto di vista medico di questa stagione. L’istinto che ha spinto Meredith a ricoverare Parker, per diagnosticargli proprio una delle terribili malattie di cui la madre sospettava. 


L’istinto che ha spinto Owen a parlare con Ethan per provare a spiegargli la situazione. L’istinto che ha spinto di nuovo April nelle braccia di Jackson, anche se si è fermata in tempo. O quello che spinge Callie a parlare con il cuore e non con gli appunti. Perché per quanto tu possa provarci, non puoi ignorare il tuo istinto, anzi: devi seguirlo. Sempre.

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