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Episodio 1: Borgo Antico

Inizia alle porte di Roma, con il ristorante il Borgo Antico, l'avventura italiana di Cucine da incubo. 

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Roberto e Paola, marito e moglie, si trovano in difficoltà dopo aver rilevato il locale che inaugura l’avventura di Cucine da incubo: l\'attività non decolla, il Borgo Antico rischia di chiudere i battenti.


Ristorante-pizzeria con ben duecento coperti, il Borgo Antico ha bisogno dell\'intervento di Antonino Cannavacciuolo per salvarsi. Roberto vuole fare tutto (non si fida nel delegare), c\'è grande confusione fra i ruoli e regna il caos ovunque: non solo in cucina, anche in sala. Di conseguenza, i pochi clienti spesso non tornano. 


Roberto e Paola si sono dati tre mesi di tempo per fare un ultimo tentativo, prima di abbassare definitivamente la saracinesca... Quella che fra l\'altro Antonino trova chiusa appena arrivato. E non va bene: anche se il locale è chiuso a pranzo, le serrande devono rimanere alzate. Altrimenti, ci spiega lo chef, è cattiva pubblicità. Come dargli torto?


L\'attesa per il pasto di prova è lunghissima (anche solo per l\'ordinazione).


L\'igiene delle stoviglie non soddisfa l\'ospite. 


Come se non bastasse, il fornitissimo menu non corrisponde alla reale disponibilità della dispensa: non è aggiornato e contiene molti piatti che non possono essere serviti.


Il cibo non è fresco. Il pane è congelato e vecchio. Cannavacciuolo si rifiuta di mangiare l\'antipasto. Il primo non migliora la situazione: il risotto è pessimo. La spigola in crosta di patate unisce una patata cruda e un pesce troppo cotto.


Insomma: un disastro


Il giovanissimo chef, Mirko, che ha solo 19 anni, fatica a gestire tutta la pressione della \"prova\" e le critiche di Cannavacciuolo. Il filetto, cucinato per provare a rimediare, non risolleva le sorti della cucina. L\'unica cosa che Cannavacciuolo ha apprezzato è il caffè... Così, dopo aver conosciuto lo staff Cannavacciuolo si rende subito conto che la responsabilità dei pasti disastrosi è divisa fra le sue (scarse) capacità ed esperienza e dalla (scarsa) qualità delle materie prime.


La situazione economica, va da sé, è difficile.


Non so quale sia stata la vostra impressione, ma a me Roberto e Paola, Mirko, Adina e tutto il resto dello staff sono piaciuti subito: brave persone, si capisce subito. Brave persone che si sono trovate a gestire una situazione più grande di loro. La cucina non riesce a smaltire le richieste della sala, le comande sono fuori controllo, il caos regna sovrano. Mancano l\'organizzazione e gli approvvigionamenti, ma soprattutto il ristorante vorrebbe funzionare \"al contrario\": Roberto vorrebbe che i clienti ordinassero ciò che lui vuole servire, in base alla disponibilità del momento (sempre per un menu non aggiornato).


Dopo una serata disastrosa, con una ventina di clienti insoddisfatti, si passa all\'ispezione della cucina, nella quale l\'igiene lascia molto a desiderare. Così come l\'igiene del frigorifero, nel quale ci sono anche alimenti scaduti. È a questo punto che inizia la magia. Cannavacciuolo annuncia che il ristorante aprirà anche a pranzo. Poi va in cucina e dice a Mirko di cucinare un piatto “suo”, aiutandolo a sostituire alcuni ingredienti. Lo chef del Borgo Antico è molto giovane e volenteroso. Con l’aiuto di Cannavacciuolo dimostra di essere appassionato e capace.



Cannavacciuolo affianca Mirko nella preparazione di un menu nuovo di zecca. Il primo pranzo è un successo per la qualità del cibo, ma l’organizzazione continua a mancare. Mirko deve prendere il controllo della situazione e Cannavacciuolo cerca di insegnargli a farlo. E, soprattutto, cerca di fargli capire che in cucina comanda lui. Non possono 


Cannavacciuolo non molla: in tre giorni rivoluziona l’immagine del ristorante e gli regala un nuovo nome: Pane e olio. “Serviva un miracolo, lui l’ha fatto” dice Roberto. La sera del terzo giorno si inaugura “Pane e olio” e tutto sembra filare liscio... Finché Roberto abbandona la sua postazione e si infila in cucina a controllare il lavoro di Mirko e a far tornare il caos, facendo aspettare chi ha ordinato le pizze e finendo addirittura per sparecchiare i tavoli. Ancora una volta l’intervento di Cannavacciuolo è provvidenziale e fa capire a Roberto che deve fidarsi del suo staff.


Alla fine di questo primo, appassionante episodio non c’è stata solo la trasformazione del Borgo Antico in Pane e olio. Antonino Cannavacciuolo ha trasformato la mentalità dello staff del ristorante, restituendo fiducia e cambiando in meglio la vita di un grppo di persone. Se non è un miracolo questo...


 

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