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Episodio 9.18: Mani in mano

Adattarsi, mantenere la calma, unire pazienza e passione. Difficile, ma non impossibile. Almeno per i medici di Grey’s Anatomy

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Il lavoro ci tiene la mente occupata, e ci tiene fuori dai guai. Una piccola, grande verità. L’attaccamento al lavoro è dato da un insieme di fattori: passione, realizzazione, convinzione di fare qualcosa di utile, e molto altro. Nel caso di un chirurgo, il fine ultimo è salvare vite, aiutare le persone, migliorare le loro vite. Cambiare il mondo, in un certo senso. Così, quando non hanno le mani impegnate a brandire un bisturi, i chirurghi si ritrovano con delle mani oziose. E a volte anche la mente le segue: si diventa un po’ pigri. Ci si prende tempo per... non fare niente. Ma in qualche occasione non fare niente può portare a cattive decisioni, o brutti pensieri.


Come le paure di Meredith per il suo bambino. Ma poi si torna al lavoro e i brutti pensieri non passano. Così, ecco la risposta: era tutto un inganno. Il segreto per stare bene, per realizzarsi e per ottenere dei risultati, è quello di essere sempre noi stessi. Quando lavoriamo o quando... oziamo. Il nuovo inizio al Grey Sloan Memorial Hospital coincide con un nuovo inizio per tutti, e naturalmetne con l’attesa riapertura del Pronto Sccorso. Con attrezzature nuove e una riorganizzazione che portano prontamente nuove sfide per tutti. Accettare di andare avanti, adeguandosi ai cambiamenti e dando il meglio in ogni circostanza. Perché alla fine, uno dei “tormentoni” nascosti dagli sceneggiatori più frequentemente in questi anni, in moltissimi episodi, è quello più utile per un nuovo inizio: adattati o muori.


Stai al passo, adeguati, aggiornati, mettici sempre nuovo entusiasmo. Mettiti alla prova e concentrati sull’unica cosa che ti serve davvero: la passione. Il vero motore del mondo. La passione e... la pazienza. Come quella esibita da Meredith (e anche da me, a dirla tutta) durante il ritrovato delirio amoroso di April. Cara, vecchia April. È tornata sentimentalmente isterica, confusa e monotematica. È tornata la vecchia se stessa, insomma. Ha di nuovo un ragazzo e boom: tutti i progressi e il processo di maturazione che l’avevamo vista compiere vengono cancellati in un baleno. That’s life...


La pazienza è anche quella mostrata da tutti nei confronti della Bailey, spinta dalla passione (ma guarda: sempre la stessa accoppiata... Pazienza e passione) per la mappatura del genoma umano, per la quale vuole l’attenzione del consiglio. Pazienza e passione. La loro perfetta combinazione porta a prendere la decisione giusta. Come quella di Meredith che, trovatasi di fronte a un cancro molto diffuso nella sua paziente che si pensava avesse solo dei calcoli, decide di richiudere perché non può fare altro. Accanirsi contro ciò che non si può cambiare è inutile, ed è l’esatto opposto dell’adattarsi. Anche se ci sono cose alle quale è difficile, se non impossibile, adattarsi.


Scoprire di punto in bianco che si sta per morire e non sapere perché, non trovare risposte, come la paziente di Meredith. In fondo, è sempre difficile. Tutto. Per tutti, anche se in maniera diversa. E allora c’è una cosa sola da fare: mantenere la calma. Ce lo spiega alla perfezione Derek mentre opera una ragazzina che rischia di non parlare più, o di restare paralizzata, o peggio. Mantenere la calma. Priprio quello che Cristina non riesce a fare quanco capisce che la sua posizione nel consiglio potrebbe ostacolare la sua carriera. Ed è esattamente quello che fa la Bailey quando si approfitta del pancione di Meredith per parlare della sua proposta di ricerca. 


Passione, pazienza, voglia di andare avanti, calma e capacità di adeguarsi. E capacità di valutare quando e cosa è il caso di fare. Perché certe volte non funziona tutto. e poi sembrano tutte cose in contrasto, o comuque cose che non possiamo fare allo stesso tempo. Ma non è così: proprio perché sono difficili e in contrasto, e faticose, e perché vanno scelte e valutate di volta in volta, sono “magiche”. Difficili da raggiungere, ma ne vale la pena. Come perdere del tempo oziando, anche quando dobbiamo affrontare qualcosa di spaventoso. Serve a trovare la giusta prospettiva. La morale? La solita: equilibrio. Di tutto un po’. Vivere al meglio, impegnarsi sempre, arrendersi mai. 

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