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Episodio 9.17: Il nuovo nome

Seattle Grace Mercy West versione 2.0: un nuovo capo, un nuovo inizio, un nuovo nome...

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Paragonare il cambiamento al Seattle Grace Mercy West a un trapianto: azzeccatissima, come sempre, l’idea di Meredith. O meglio degli sceneggiatori che le danno voce. Fatto sta che Jackson come nuovo capo dell’ospedale, copo l’acquisizione da parte della fondazione della sua famiglia, in un certo senso viene visto da tutti gli altri come un corpo estraneo. Come qualcosa di diverso, che va integrato con le opportune cautele. Lo dimostra la primissima riunione: nonostante le ciambelle e l’evidente buona volontà, gli altri sono mal disposti nei confronti di Jackson. 


In fondo non possiamo dar loro torto: tocca proprio a Jackson informare gli altri che la fondazione (ovvero la madre di Jackson) non vuole riaprire subito il Pronto Soccorso, e soprattutto vuole sostituire Owen. Con grande disappunto di tutti. Bisogna anche mettersi nei suioi panni, però. Non è facile nemmeno per lui, Jackson Avery, trovarsi catapultato in un ruolo che non gli appartiene e per il quale, certamente, gli avrebbe fatto comodo un altro po’ di esperienza. Ma non è solo questa la questione centrale della puntata di ieri sera. C’è molto, molto di più. 


Come la decisione del ragazzo (medico, oltretutto) in cura in ospedale, che ha deciso di donare i propri organi dopo l’arresto del proprio cuore (cioè la morte cardiaca, e non quella cerebrale, come accade normalmente). Così sono due i fronti sui quali si combatte: quello di Owen contro la decisione di sostituirlo e quello dei medici che cercano di dissuadere il paziente dalla sua decisione. Ancora una volta, Grey’s Anatomy porta all’attenzione il delicato problema delle decisioni dei pazienti sulle proprie vite.


Perché una cosa è certa: possono scegliere, in base alla legge che consente loro di decidere se farsi curare oppure no. E un’altra cosa è certa: Derek (e non solo lui) continua a ritenere Owen responsabile per l’incidente aereo. Owen arriva a dare le dimissioni e andarsene, e io non posso che chiedermi: siamo davvero di fronte a un cambiamento tanto inatteso e tanto radicale? Owen Hunt uscirà di scena così? Ma no, certo. E infatti, dopo discussioni fra pazienti in attesa di trapianto e geniali (ma difficili) proposte di intervento da parte di Cristina su due pazienti che si odiano, arriviamo al punto. Senza Owen nessuno sa che pesci pigliare


Alla fine, tutto si riversa su Jackson... Che al momento opportuno, quello più difficile, prende le decisioni che vanno prese. Incluse quella di reintegrare immediatamente Owen come Capo di Chirurgia e quella di riaprire il Pronto Soccorso. E quella, non meno importante, di trovare un nuovo nome all’ospedale. Un nome che onori le scelte e i sacrifici che gli hanno permesso di ricostruirsi: benvenuti, dopo 9 anni, al Grey Sloan Memorial Hospital...

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