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Episodio 9.5: Fuori controllo

Cristina e Meredith ci raccontano due momenti importanti delle loro vite, che rappresentano molte delle difficoltà che tutti dobbiamo affrontare

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Pensieri. I pensieri di Meredith e Cristina, alle prese con situazioni quotidiane che le infastidiscono e impediscono loro di esprimere ad alta voce la loro frustrazione. Quante volte, per una sciocchezza o per questioni più importanti, ci è capitata la stessa cosa? Non significa crogiolarsi nell’autocommiserazione, come ci tiene a precisare Cristina: fa parte della vita di tutti i giorni. Crescere vuol dire imparare a conviverci, ma soprattutto imparare a riconoscere le sciocchezze dalle questioni più serie. Ad esempio: una bambina che vuole continuare a far pipì nel vasino piuttosto che una coppia di pazienti pronti per l’imminente apocalisse. O un grosso incidente stradale piuttosto che un gruppo di passanti che si rifiutano di aiutarti a spostare l’auto sotto la quale è intrappolata una donna. 



La vita quotidiana ci propone di tutto: dobbiamo imparare a reagire in modo adeguato per ogni evenienza. Il che è una delle cose più difficili da fare. Come, probabilmente, la cosa più difficile da fare per un chirurgo è capire quando è il momento di arrendersi (o tenere duro) in sala operatoria. Meredith a Seattle e Cristina (con il dottor Thomas) in Minnesota si trovano proprio di fronte a quella difficoltà. Sommata, nel caso di Meredith, a quella che ci costringe a rivivere i nostri drammi personali ogni giorno: nel lavoro, nel caos della quotidianità, negli eventi più casuali che in qualche modo ci fanno tornare con la mente là, al nostro dolore.  


Ecco perché nella puntata di Grey’s Anatomy di ieri sera i destini di Meredith e Cristina si sono incrociati: perché dimostrano - nonostante la distanza - che le difficoltà e le decisioni da prendere sono ovunque, per tutti, e richiedono sempre tanta fatica e tanto impegno. Così, in Minnesota il dottor Thomas muore mentre sta operando con Cristina. E a Seattle la ragazza investita viene salvata da Meredith.


Questa è la principale ragione del successo della serie: l’universalità delle esperienze. Se non siamo medici, o infermieri, siamo pazienti o parenti di pazienti. Se non siamo genitori, siamo figli. Se non siamo single, siamo sposati. Se non siamo studenti, siamo insegnanti. E tutto ciò che accade ai personaggi della serie in qualche modo ci riguarda, o ci ha riguardati in passato, o ci riguarderà in futuro. L’universalità dei sentimenti, delle esperienze, della condizione umana: ecco cosa celebrano in ogni nuovo episodio, da ben nove anni, gli autori di Grey’s Anatomy. Ed ecco cosa attrae noi telespettatori, da bene nove anni, verso ogni nuovo episodio di Grey’s Anatomy

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