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Ecco come funziona il nuovo programma di FoxLife

Dal 30 novembre FoxLife trasmette Cambio cane, il programma ideato da Angelo Vaira. Ecco di cosa si tratta, in dettaglio

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Angelo Vaira, fondatore della scuola ThinkDog, da quindici anni lavora con i cani e le loro famiglie, affrontando e risolvendo centinaia di problemi comportamentali che rendono difficili la comunicazione uomo-cane. Studioso di scienze cognitive animali, zooantropologia e psicologia umana, sta per arrivare su FoxLife con il suo nuovo programma, Cambio cane.
Dal 30 novembre lo vedremo affrontare i problemi più disparati e
proporre una soluzione che scardina le convenzioni mostrando due famiglie che per qualche giorno mandano in vacanza il proprio cane, l’una a casa dell’altra.

Vaira spiega che il programma ha lo scopo di far vivere al cane esperienze che soddisfino maggiormente i suoi bisogni, come nel classico caso del cane chiuso in appartamento tutto il giorno non perché i proprietari non abbiano il tempo di portarlo a spasso, ma “perché tanto è piccolo e può fare cacca e pipì sulla traversina”. Ecco che nell’altra famiglia comincia invece a uscire e fare esperienza del mondo, esattamente come chiedeva da tanto tempo. E si trasforma. Da pestifero e diffidente, diventa immediatamente socievole e sereno. Nonostante non sia nel suo nucleo familiare di origine.

Quando torna a casa trova la sua famiglia cambiata, più capace e con una maggiore consapevolezza dei suoi bisogni. E così il cane non muta solo il suo comportamento, ma cambia definitivamente stile di vita, coinvolgendo la sua famiglia umana. L’obiettivo è dar vita a un’esperienza che arricchisca la vita dei cani e delle famiglie coinvolte, gestendo con la massima attenzione una situazione che spezza gli schemi perché porti solo benefici ai suoi protagonisti. Per chi vuole comprendere a pieno il funzionamento del programma e le basi del lavoro di Angelo, ecco tutte le domande e risposte su Cambio cane con le spiegazioni di Angelo Vaira

Perché funziona?
Quando un cane cambia ambiente sociale la sua mente si pone in uno stato di scoperta, maggiore flessibilità e predisposizione all’apprendimento. È una situazione paragonabile a quella che viviamo quando siamo ospiti in casa di chi non conosciamo o quando cambiamo posto di lavoro: ci muoviamo con cautela, cerchiamo di capire regole e costumi del gruppo che ci ospita e di adeguarci all’ambiente. Questa maggiore disponibilità ad apprendere del cane può essere utilizzata per insegnargli cose nuove o rimuovere schemi maladattivi. Al contempo anche le famiglie devono necessariamente rinunciare ai loro soliti e abituali schemi di pensiero sul cane che vive sotto lo stesso loro tetto. Basta etichette come “è stupido”, “è capriccioso”, “è un testone”, “è prepotente”, ecc. Adesso dovranno andare oltre le abitudini mentali e osservare il cane per davvero, da cima a fondo per comprederne attitudini e bisogni. E col mio aiuto il nuovo cane diventerà davvero il loro maestro.

E quando torna casa? Tutto come prima?
Certo che no! Non voglio mica sia solo una vacanza! Come abbiamo appena detto non è solo il cane che impara, ma anche – e soprattutto – la famiglia. Quando il cane torna a casa trova i propri familiari più preparati, più bravi a comunicare e più competenti.

Ma davvero ogni cane può trarre beneficio da una situazione simile?
Assolutamente no! Al programma possono partecipare solo cani che abbiano una buona base psicologia. C’è una selezione molto rigida per i nostri amici pelosi. Dalle prime fasi di contatto della redazione si passa poi, alla mappatura delle famiglie e della distanza fra loro, raccolte dati, profilo di ogni familiare, anamnestica del cane, prove video, simulazioni con videocamere e infine il mio parere, dopo aver studiato tutto il materiale e valutato i possibili “appaiamenti” (quale cane va in casa di chi e perché). Non vogliatemene, ma questa trafila è per me una condizione imprescindibile, un punto assolutamente necessario se vogliamo che i cani stiano bene.

Non è che poi il cane soffre di “ansia da abbandono”?
La risposta è ovvia, ma è perfettamente lecito che se la ponga chi non conosce la psicologia del cane. Certo che no! Da sempre difendo il benessere dei cani, nei metodi, nella forma, nella cultura e non ho certo intenzione di cambiare idea proprio adesso! Stiamo parlando di cani che vanno in famiglie sensibili e attente, monitorate da video camere, con la mia supervisione e intere sessioni di coaching riprese dal vivo. Tutt’altra storia è un cane lasciato per strada in un luogo a lui sconosciuto, col proprietario che fugge in auto. Se poi bastasse la permanenza lontano da casa a creare cani ansiosi, dovremmo far chiudere immediatamente le pensioni per cani e far cambiare lavoro ai dog sitter. E invece, per fortuna, non è così.

Ma i cani non si stressano cambiando ambiente sociale?
Certo che sì!  Esattamente come quando fanno agility, obedience, trekking, training, nuove esperienze, ecc. Non tutto lo stress è cattivo. Ci sono due tipi di stress: eustress e dis-stress (per approfondire puoi leggere questo articolo, scritto dalla neuropsicologa Cecilia Rassiga). Il primo fa bene, il secondo fa male. Il primo è il sale della vita. Il secondo è l’amaro riscontro che abbiamo superato il limite e dobbiamo riposarci. Anni fa scrissi un articolo sullo stress nel cane. Mi accorsi che molti dei problemi di comportamento che mi riportavano erano dovuti a stress eccessivo (dis-stress). Conoscere lo stress e le sue cause ci permette di operare scelte consapevoli per il benessere, la crescita e lo sviluppo dei nostri cani. Siamo noi che decidiamo, sempre e su qualsiasi cosa: la casa in cui si vive, l’alimentazione, durata-luoghi-tempi di ogni passeggiata, chi bisogna incontrare e chi no, quali giochi fare o non fare ecc. Meglio quindi ponderare bene le nostre scelte così da fare un attento bilancio di costi (stress) e benefici (sviluppo cognitivo) per ogni attività che vogliamo far svolgere al nostro cane.

Ci sono delle basi scientifiche?
Una delle cose che un comportamentalista può fare per spezzare gli schemi di un cane aggressivo nei confronti dei suoi proprietari è allontanarlo mettendolo in pensione per una settimana. Al suo rientro tenderà ad accettare le norme sociali per qualche giorno ed è lì che il professionista si inserisce modificando drasticamente il modus operandi dei proprietari, così da rendere i cambiamenti duraturi. Ma non mi sono basato solo su questo per capire che la cosa poteva funzionare. Negli ultimi anni si va delineando sempre più marcatamente un approccio relazionale nel modo di intervenire sul comportamento e la cognizione del cane. In altre parole stiamo integrando sempre più profondamente i risultati ottenuti nel campo delle neuroscienze affettive e neuroscienze sociali, delle motivazioni interpersonali e dell’etologia cognitiva, con particolare riferimento a Panksepp, Topàl, Liotti, Prato Previde, e Bekoff.
Su questi principi baso il mio lavoro oggi. Su questi principi baso i miei interventi in “Cambio Cane”.

Quali correlazioni col concetto di base sicura?
Spesso crediamo che per essere una base sicura bisogna impedire ai cani di fare esperienza. Ma la funzione di base sicura è proprio quella di fornire le competenze per poter fare esperienza con ciò che base sicura non è. E questo attraverso esperienze di:
- interazione diretta: sono la tua base sicura, interagisci con me
- agevolazione: sono presente come base sicura, ma intervengo nella misura in cui ce n’è bisogno mentre interagisci con altro e/o con gli altri
- autonomia: non sono presente fisicamente, ma ciò che ha imparato attraverso il nostro legame ti permette di cavartela da solo
I cani, nel nostro programma televisivo, vivranno una esperienza di autonomia rispetto alla loro famiglia, di interazione diretta con l’altra e di agevolazione con me. Quanto ci metteranno ad instaurare un legame con le nuove persone? Lo scoprirete guardando la trasmissione. E ne sarete sorpresi!

Per maggiori informazioni o per contattare direttamente Angelo Vaira, ecco il suo sito ufficiale

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