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Grey’s Anatomy – Episodio 8.8: Un cuore in scatola

Protagonista assoluto della puntata: un cuore in scatola. E no, non è una metafora, né la frase di una celebre canzone…

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Protagonista assoluto della puntata: un cuore in scatola. E no, non è una metafora, né la frase di una celebre canzone… Okay, è ufficiale: fra Meredith e Derek va decisamente meglio. Manca poco all’udienza per l’affidamento di Zola (che, immagino, avrà luogo nel prossimo episodio) e Derek pare molto più sereno. Non è dello stesso umore Jackson, che invece ha problemi nel suo rapporto con Lexie. Lui sa che Mark è il terzo incomodo nella loro relazione e sa anche che è arrivato il momento di scegliere. Apparentemente, la scelta di Jackson è la classica scelta fra amore e carriera. In realtà, noi sappiamo che c’è molto di più. L’idilliaco rapporto che si è creato fra Jackson e Mark, entusiasta – per la prima volta – nel suo ruolo di insegnante e mentore, deve vedersela con i sentimenti di Jackson per Lexie. Ma si tratta di sentimenti che Jackson sa non potranno mai essere ricambiati. Lexie gli vuole bene, certo, ma non lo amerà mai come ha amato (pardon: dovrei dire ama?) il dottor Bollore.


Quindi la scelta di rinunciare a Lexie, proprio nella puntata in cui grazie al “pretesto” della saga letteraria firmata dalla paziente interpretata da Alfre Woodard (Desperate Housewives), la ragazza mostra i suoi sentimenti per Mark… appare come una decisione molto matura. Fra accontentarsi di un rapporto in cui non saremo mai amati come amiamo e rinunciare del tutto a quel rapporto, scegliere la seconda ipotesi è segno di saggezza e maturità. I nostri dottori, poco alla volta, maturano tutti. Uno dopo l’altro. Tranne Karev, forse, che continua a divertirsi interpretando la parte dello scontroso superficiale e competitivo… Quando noi sappiamo, perché lo abbiamo visto, che in realtà nasconde sentimenti molto profondi. Solo, non gli piace parlarne. E ancor meno gli piace ammettere con (soprattutto con se stesso) di averli…



Grey’s Anatomy – L’anteprima video del prossimo episodio, in onda il 5 marzo:


Ai fini del processo di maturazione, comunque, tutto fa brodo. Come la decisione di Callie di confessare alla sua ex suocera un felice matrimonio con una donna. O come la pazienza con la quale Meredith lascia che la signora O’Malley si goda il suo “transfert” materno su di lei (è evidente che la povera Louise le è tanto affezionata perché al suo posto potrebbe – e dovrebbe – esserci il suo amato George). E ancora: la scelta della Bailey di deporre finalmente le armi contro Meredith, ammettendo di averla “odiata”, e lo metto fra virgolette, solo perché è rimasta delusa dalle sue azioni e perché ha paura di “scottarsi”, soffrendo di nuovo come era successo per George, è un altro segno importante. Che ci ricorda come non ci sia età per maturare e crescere. Anche quando si è un chirurgo “tosto” come Miranda Bailey.


E poi… C’è Cristina. Il cuore che batte nella scatola, in attesa di essere trapiantato nel cuore di un fortunato, diventa metafora del bisogno di risposte. Come per quei dadi “magici” che ti danno una risposta (generica, ovviamente) dopo che hai posto loro una domanda e agitato un po’ le mani prima di lanciarli. Cristina pone delle domande al suo cuore in scatola. Dice ai suoi colleghi che saranno aiutati dal cuore, se lo ascoltano bene. In realtà, è chiaro, Cristina sta dando delle risposte a se stessa. Sta ascoltando se stessa, attribuendone il merito a quel miracolo della medicina rappresentato da un cuore che batte… senza un corpo.


L’intervento di Webber e la presenza del cuore aiutano la dottoressa Yang a capire che bisogna sempre aspirare al massimo, desiderare il meglio. Per sé e per le persone care. E, in caso questo non arrivi… bisogna essere pronti a metterci una pezza per “tamponare” la situazione. Ce lo spiega Meredith, che ci ricorda come stabilire delle priorità – indipendentemente da quali siano – sia indispensabile per perseguire (e raggiungere) i nostri obiettivi. Perché, come dice Derek, il bello è poter scegliere di cosa occuparsi. Non possiamo sempre farlo. Quindi, quando ci è consentito… dobbiamo cogliere l’attimo e godercelo. Perché un giorno potremmo arrivare a casa e trovare nostro marito, malato di cuore, che tossisce sangue e si accascia sul pavimento della cucina…

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