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Grey’s Anatomy – Episodio 8.4: Che c’è negli uomini…

Una puntata tutta al maschile ci guida attraverso le conseguenze dei recenti cambiamenti al Seattle Grace

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Una puntata tutta al maschile ci guida attraverso le conseguenze dei recenti cambiamenti al Seattle Grace Già il fatto che siano Derek, Webber e tutti gli altri uomini della serie a fare da narratori, anziché la solita Meredith (voce costante di queste prime 8 stagioni, salvo rarissime eccezioni), ci fa capire che ci troviamo di fronte ad un episodio speciale di Grey’s Anatomy. Un episodio che parla delle differenze fra uomini e donne. Differenze fisiologiche che si tramutano in diversi atteggiamenti verso la vita, diversi comportamenti ritualizzati, diverse scelte. Ed è bello che siano gli uomini a dirlo: ammettono di provare tante emozioni quanto l’altra metà del cielo e parlano dei loro sentimenti, anche se ammettono che nella maggior parte dei casi preferiscono semplicemente non farlo. Scelte, dicevo.



Grey’s Anatomy – Anteprima del prossimo episodio, il 5°:


Ma c’è molto di più, oltre alla “ammissione di sensibilità” che apre la puntata. Gli uomini del Seattle Grace diventano campione rappresentativo dell’universo maschile in tutto ciò che fanno. Si parlano in codice, ad esempio. Si guardano le spalle a vicenda (non esiste solo la solidarietà femminile!). Fanno fronte comune, come le donne. E come le donne spettegolano, chiacchierano. Nella puntata che abbiamo visto ieri sera sono stati protagonisti assoluti, con le donne relegate a ruoli secondari. Sullo sfondo di un ospedale in cui l’ex capo Webber elemosina un caso qualunque. Va bene anche una zombie da comic-con.


Ma con tutto questo testosterone in giro, le liti sono nell’aria. Come quella fra Eli e il dottor Warren, che guarda caso sono entrambi legati alla Bailey ed è evidente, come intuisce subito anche Derek, che in realtà litigano per quello. Ah, la vecchia rivalità maschile… Ad ogni modo, il dottor Warren non sapeva che ora Miranda frequenta Eli. Brutto colpo. Bisogna fare i conti con i cambiamenti. Come nel caso di Owen, che nel suo nuovo ruolo di capo si perde tutta l’azione mentre compila scartoffie seduto alla sua scrivania. O in quello di Derek, alle prese con l’ambizione di Karev, che gli fa perdere le staffe.


Ma anche qui c’è sotto qualcosa d’altro: non dimentichiamo che è stato Karev a far scoppiare il caso Meredith. Se lui non avesse parlato, la vita di Derek non sarebbe cambiata. Non sarebbe in crisi con sua moglie, non avrebbe dovuto rinunciare alla sperimentazione. E il dottor Webber sarebbe ancora il capo. Insomma: i nostri ometti del Seattle Grace Mercy West non se la cavano proprio alla grande. Mark vuole far visitare la sua bambina per un nonnulla e Owen pensa di non resistere nel suo nuovo ruolo (anche per la pressione derivante all’atteggiamento della Bailey). Ma stendere a cazzotti l’omone infuriato che stava pestando mezzo pronto soccorso gli restituisce una rinnovata autorità agli occhi dei suoi sottoposti. Dopodiché, da bravo uomo, Owen si sfoga col lavoro manuale insieme a Derek, Jackson, Ben Warren, Karev, Mark Sloan… Alla fine ci arrivano tutti, o quasi.


Non è ancora finita: c’è di più. Webber che istruisce gli specializzandi non solo nella medicina ma anche nella vita, dicendo loro di godersi la parte più bella e felice della loro vita, ad esempio. Perché il tempo passa e tu nemmeno te ne accorgi. E quando sono tutti riuniti sul portico di Derek, improvvisati falegnami, i confronti hanno luogo (a viso aperto), le battute divertono, l’amicizia ed il rispetto si consolidano. Alla fine tutti si chiedono cosa vuol davvero significare essere un uomo. Riguarda forse il sacrificio, o la vittoria? Macché. Si tratta solo di sapere quello che si deve fare. Come mettere da parte il proprio ego, accettare la sconfitta e ricominciare daccapo. Come un vero uomo

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