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Grey’s Anatomy – Episodio 8.12: Speranza per chi non ha speranza

Non esistono cause perse. Esistono solo situazioni che richiedono maggiore impegno…

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Non esistono cause perse. Esistono solo situazioni che richiedono maggiore impegno… Otto chirurghi – otto – hanno detto che Wes, un undicenne a cui resta poco da vivere, non è operabile. Ma il nono chirurgo è Derek Shepherd, che finisce per giocarsi la decisione di intervenire… a testa o croce. 50 e 50 di possibilità: che sia il fato a decidere. Perché non esistono cause perse, solo cause per le quali devi impegnarti molto, molto di più. Indipendentemente dalla “serietà” della questione. Lexie, ad esempio, si trova a perorare la causa di Wes e al tempo stesso a cercare di contenere la gelosia nei confronti di Mark, la cui nuova fidanzata è così apprezzata da Callie e Arizona da convincerle a fare pressioni a Mark per una relazione seria e stabile. C’è sempre da sperare ed impegnarsi, insomma, se si vuole ottenere un obiettivo. Certo: non tutto dipende da noi e dal nostro impegno. La vita spesso ci sorprende. John Lennon diceva che la vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri progetti.



Grey’s Anatomy – Anteprima del prossimo episodio, “E Se“, in onda il 2 aprile:


Un concetto che si adatta perfettamente alla puntata di Grey’s Anatomy di ieri sera, che dimostra come non ci siano cause perse – se si decide di tentare e quindi di dire a se stessi “almeno c’ho provato” – ma anche come la capacità d’improvvisazione e la rapidità nelle decisioni sia ingrediente fondamentale del successo. Inteso come chance di una vita il più serena possibile. Il dottor Webber, ad esempio, non vede l’ora di portare a termine la sua decimillesima operazione, per festeggiare il ragguardevole traguardo. Ma l’arrivo in ospedale di sua moglie Adele, malata di Alzheimer e convinta che in sala operatoria con suo marito ci sia Ellis Grey, anziché sua figlia Meredith (le colpe dei padri ricadranno sui figli…), cambia i suoi progetti.


La capacità di Richard Webber di improvvisare, riuscendo a calmare Adele con una canzone mentre porta a termine l’intervento, sottolinea come l’esperienza faciliti il sangue freddo. Ma si può lavorare su se stessi anche prima di aver eseguito 10.000 interventi chirurgici: basta impegnarsi per trovare la strategia più adatta al momento. Lo sa bene Cristina, tutta pappa e ciccia con Teddy, che scherza sul “cibo da vedove” ricevuto dopo la morte di Henry. Morte che, ricordo, fino alla puntata scorsa (e quindi, presumibilmente, fino a poche settimane prima) rischiava di distruggere entrambe. E a proposito di distruzione, Teddy e Cristina ci mettono del loro “soffiando” un intervento al Dottor McQueen, new entry della puntata in competizione con lo staff della dottoressa Altman. Contravvenendo al volere di Owen (suo capo nonché marito), Cristina si mette nei guai.


E dimostra di sentirsi in debito con Teddy al punto di non poterle rifiutare niente. Beh: non esisteranno cause perse, ma la strategia da “amicona” applicata da Cristina evidentemente non funziona, se si basa sul senso di colpa. Così come non funziona certamente l’odioso atteggiamento – non inconsueto, fra l’altro – di Marcy (la guest star Peri Gilpin, Frasier) che dona un pezzo di fegato alla sorella Karen (Nia Vardalos, Il mio grosso grasso matrimonio greco) rinfacciandole continuamente di salvarle la vita. Tanto da spingere Karen a tentare di rinunciare all’intervento e ad agitarsi troppo. Altro che causa persa. Cercare di far tacere Marcy è un’impresa impossibile. Ma ciò non toglie che Meredith ci debba provare…


La morale è: anche se hai il 5% di possibilità di riuscita, se credi in qualcosa, provaci. Alla peggio, avrà vinto il 95% che già ti aspettavi di veder trionfare. Soprattutto avrai seguito la tua volontà ignorando, magari, ciò che gli altri vogliono per te (altro tema della puntata). Perché amici, parenti, colleghi e chi più ne ha più ne metta ti spingono a fare determinate scelte, in buona fede (ma sempre?), convinti che sia la cosa migliore per te. O per loro? La questione rimane aperta. Come la decisione di Meredith sulla specializzazione da prendere: chiamarsi Grey ed essere chirurgo, per tutto il mondo vuol dire fare chirurgia generale. Vuol dire “averlo nei geni”. Per tutto il mondo… Ma non per Meredith. E solo lei può decidere quale sia la cosa migliore per sé, non trovate? Perché se provarci è doveroso, riuscirci non è automatico. A un certo punto bisogna cedere, arrendersi. Talvolta si è semplicemente… troppo stanchi per continuare a combattere, sapendo di non poter vincere. Come Owen e Cristina, magari…

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