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Grey’s Anatomy – Episodio 8.10: All’improvviso

La seconda parte della puntata speciale è arrivata. E al Seattle Grace Mercy West i personaggi hanno imparato che…

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La seconda parte della puntata speciale è arrivata. E al Seattle Grace Mercy West i personaggi hanno imparato che… L’inizio della seconda parte di questo doppio episodio di Grey’s Anatomy riparte dai concitati momenti che avevano chiuso la prima parte. E dalla voce di Meredith che ci racconta come non siano solo gli eventi improvvisi a sconvolgerti, ma soprattutto quello che succede dopo. Come affidare la bambina che tenti di salvare per occuparti della famiglia coinvolta nell’incidente con la tua ambulanza. Come convincere Lilly, che ha perso metà dei suoi cari nell’impatto, a superare lo shock quanto basta per tenere in vista la piccola mentre lei si occupa dei feriti. Mostrando un sangue freddo che ne fa un grande medico (che nel momento del bisogno agisce, senza farsi prendere dal panico) ma anche una grande donna. Una donna matura, umana, compassionevole.


Una donna che vive un dramma mentre fuori da una sala operatoria del suo ospedale si discute su cosa si debba fare con Teddy: informarla della morte del marito o continuare a mentirle per non farle interrompere l’operazione che salverebbe una vita? La questione è meno semplice di come sembra. Teddy merita di sapere, certo. Ma Laura merita di avere la sua migliore chance di sopravvivere all’intervento. Un intervento che solo Teddy può eseguire… Ed eccole lì, le conseguenze di un “impatto improvviso”. La crudeltà. Le menzogne, anche a fin di bene. Il compito ingrato che non sai gestire e che faresti qualsiasi cosa per “passare” a qualcun altro.


Grey’s Anatomy – Estratto dal prossimo episodio, in onda lunedì 19 marzo:


Siamo passati alla fase 2: la fase 1, la prima parte, è l’incidente, l’impatto improvviso, il problema, l’ostacolo. È quello che blocca tutto, che ferma il tempo per un istante e che ti sconvolge la vita, solo che ancora non lo sai. Non sai quanto. La fase 2 è quella in cui inizi a realizzare cosa ti è successo. Botta-risposta. La botta ti ricorda quanto sei piccolo e impotente (supplichi il tempo di tornare indietro, non puoi farne a meno). La risposta ti chiarisce ciò che dovrai fare: lottare. Per superare il momento più difficile della tua vita, o magari solo il primo di tanti altri. O l’ultimo di una lunga serie. Non importa. Devi lottare comunque e non puoi scappare dalle conseguenze: devi affrontarle. Non vuoi, ma devi.



Devi diventare Cristina Yang che entra in sala accanto a Teddy fingendo che l’intervento su suo marito – che hai eseguito tu – sia andato bene. Devi diventare Meredith Grey che fa appello al sangue freddo e cerca di fare tutto ciò che è in suo potere per affrontare l’emergenza. Devi diventare Lilly, che ha visto morire metà della sua famiglia, che ha preso la decisione più difficile della sua vita e che non può permettersi di crollare perché ha ancora due fratelli minori da accudire. Questo quando va male. Quando va bene, devi diventare Lexie Grey che assiste alle doti professionali della dottoressa Canner, la nuova fidanzata dell’uomo che ama.


Ma le rivalità amorose ti sembrano una tale piccolezza, di fronte alle vere difficoltà della vita… Lo capisci quando ti ci trovi. Perché prima o poi succede a tutti. Arriva all’improvviso quel momento che non ti dà tregua, che sembra non finire mai. Il momento in cui ti trovi a diventare grande, a fare da guida in una famiglia che non esiste più. Non come prima, almeno. Il momento in cui ti trovi a guardare qualcuno che ami steso lì, senza vita. Sono momenti che arrivano all’improvviso e dai quali non si torna più indietro. Sai che nulla sarà più come prima. Non c’è modo di essere preparati ad un impatto improvviso. Siamo tutti senza difesa. Puoi solo sperare che andare avanti, dare fondo a tutte le tue forze, prima o poi ti ripaghi. Perché per ogni disperato c’è qualcuno che impazzisce di gioia, magari perché ha ritrovato la bambina che gli era stata affidata. Qualcuno piange. Qualcuno ride. È la vita. Ed è Grey’s Anatomy.

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