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Dirt

Dimenticate l’angelica Monica di Friends: Courtney Cox è tornata, ed è pronta a giocare sporco. In una serie esplosiva. Signore e signori: ecco a voi… Dirt

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«Se spunta qualcosa, io ci sono». Parola di Lucy Spiller (Courtney Cox), caporedattore della rivista scandalistica “Dirt” e della più patinata (ma sempre a base di gossip) “Now”. Sì, avete letto bene: Lucy dirige ben due riviste. Si divide fra due redazioni, controlla due bozze, approva (o disapprova) il lavoro di due distinti team di lavoro. Vien da sé che non le resta molto tempo libero… Il che, probabilmente, è un bene. Così non pensa troppo a cosa è disposta a fare per uno scoop.


Perché Lucy non dirige due riviste “qualsiasi”. Dirt, in particolare, è il Santo Graal del pettegolezzo. E per essere sempre i primi ad avere le notizie, o per ottenere in esclusiva delle foto compromettenti, bisogna giocare davvero sporco. Dirt, appunto.
Per questo Lucy ha cancellato la parola “scrupolo” dal proprio vocabolario e ha costruito con tempo, denaro e fatica una fitta rete di informatori e una fitta trama di veri e propri ricatti. Come quello perpetrato ai danni di Holt McLaren (Josh Stewart), attore con una carriera in difficoltà che “vende” a Lucy il segreto di un’amica. Pentendosene amaramente.


Creata da Matthew Carnahan (Fastlane, Il fuggitivo), la serie fa affidamento soprattutto su due elementi. Il primo è un cast di altissimo livello: oltre alla Cox (la ex Monica di Friends) e a Stewart (Squadra emergenza), ci sono anche Laura Allen (4400), Alexandra Breckenridge (doppiatrice de I Griffin), Jeffrey Nordling (24) e Ian Hart (Neverland). Quest’ultimo, in particolare, ci regala una magistrale interpretazione del personaggio di Don Konkey, fotografo (o meglio: paparazzo) amico di Lucy fin dai tempi della scuola, affetto da una forma piuttosto grave di schizofrenia e importante “strumento” con cui la signora del gossip ottiene la maggior parte dei suoi esplosivi scatti rubati.


Il secondo elemento che fa di Dirt una serie originale, piena di trovate e soprattutto “coraggiosa”, è la verità. Lucy non si fa scrupoli a ricattare, tradire, mentire o ingannare, ma ha una sorta di fissazione per la verità e ha messo in piedi un intero dipartimento per la verifica delle notizie. Dirt, insomma, rovina matrimoni e amicizie… ma non mente mai.
La verità di Lucy e quella di Dirt si mescolano a quella di Hollywood, in cui ci viene chiesto di immergerci.


E noi accettiamo la scommessa, e proviamo ad immedesimarci nelle star di piccolo e grande schermo, nella vita delle quali la totale mancanza di privacy si mescola alle continue provocazioni di fotografi e giornalisti, intenti a costruire e smontare carriere secondo i propri interessi. Un servizio “giusto” su una rivista importante può risollevare una carriera. Una notizia negativa sulla stessa rivista, può definitivamente affossarne una.


Il potere e la verità si mescolano in un gioco senza esclusione di colpi, che ci fa riflettere su quanto l’ambizione possa “spingere oltre” le azioni degli esseri umani.
«Se non usi il potere, lo perderai» dice Lucy. E probabilmente ha ragione: lei è una che conosce profondamente l’ambiente delle star. Noi impariamo a conoscerlo attraverso i suoi occhi. E, per una volta, siamo contenti di vivere la nostra “anonima” vita, lontani da un mondo tanto affascinante quanto crudele.


Chiara Poli

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