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Dirt – Lucy è tornata

Su FOXlife arriva la seconda stagione della serie in cui Courteney Cox ci guida alla scoperta dello spietato mondo del giornalismo scandalistico

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Su FOXlife arriva la seconda stagione della serie in cui Courteney Cox ci guida alla scoperta dello spietato mondo del giornalismo scandalistico

Lucy Spiller back in action. Beh, magari non subito… Visto che come sappiamo è stata accoltellata da Julia Mallory (Laura Allen, 4400) e visto che Don Konkey (Ian Hart, Harry Potter e la pietra filosofale) ci racconta, nell’anteprima della seconda stagione che è stata ferita molto gravemente… Ma non credo sia una sorpresa per nessuno scoprire che Lucy tornerà presto in azione: Dirt, la serie che racconta – in maniera piuttosto realistica, secondo gli esperti – il mondo del gossip che si muove attorno alle star di Hollywood, ruota proprio attorno alla figura di Lucy.

Una Lucy sempre più “spietata”… sulla carta (in tutti i sensi), ma anche sempre più fragile nella vita privata. Ed una Lucy splendidamente interpretata da Courteney Cox (alla quale è bastato solo un episodio, il pilota, per far dimenticare ogni altra possibile aspirante al ruolo di caporedattore di Dirt e Now!). Il personaggio di Lucy, lo sappiamo bene, ha avuto una vita molto dura: il padre si è suicidato quando lei non era che una ragazzina e le ha lasciato un enigmatico messaggio che l’ha trasformata in una vittima del senso di colpa.

Il fratello Leo (Will McCormack, I Soprano), dopo la sgradevole vicenda dello scandaloso rapporto segreto – naturalmente finito in copertina sulla rivista di Lucy – con un celebre attore sposato, ha tormentato Lucy per farle credere di essere stata presa di mira da uno psicopatico. Per farle capire (testuali parole) come ci si sente ad essere una delle sue vittime. Vittime, sì: un termine che sconvolge Lucy, ma che in effetti rende perfettamente l’idea del mondo crudele e senz’anima che si nasconde dietro ad uno scoop giornalistico o alla foto di un momento privato. Un mondo efficacemente descritto anche dal (brutto, a dirla tutta) film Paparazzi, ad esempio, che a dimostrazione del crescente interesse di cinema e tv per l’argomento metteva in scena la totale mancanza di scrupoli dei fotografi, disposti a vendersi l’anima per uno scatto ben pagato capace di battere sul tempo la concorrenza.

La vicenda alla base del film ricordava (vagamente, ma volutamente) quella della rovente polemica che ha accompagnato la morte della Principessa Diana, dalla quale sono trascorsi ormai più di dieci anni. Dieci anni in cui la tecnologia, il web, la crescita del business non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Così, Lucy Spiller si trasforma in (splendida) icona di un mondo che non guarda in faccia a nessuno e che è disposto a vendere chiunque – compreso se stesso – per una copertina da urlo. I media – paradossalmente: anche da noi si può parlare di vero e proprio sciacallaggio mediatico attorno ad alcuni, orrendi fatti di cronaca – si fanno sempre più pressanti sull’argomento, mentre gli autori di Dirt ci mostrano una donna alla guida di una rivista gossip sempre in prima linea, ma ossessionata dalla ricerca della verità. Una ricerca voluta da Lucy: lei avrà pur ferito qualcuno e avrà anche fatto delle scelte discutibili, ma non ha mai mentito.

Perché Lucy Spiller, che si avvia verso una nuova stagione, in anteprima su FOXlife dal 18 luglio (ogni venerdì alle 23.40), sta per affrontare altri demoni del proprio passato mentre, quotidianamente, si concentra su decisioni tanto difficili quanto moralmente compromettenti. Aspettiamoci, quindi, se possibile, un maggiore numero di scandali, una maggiore quantità di ambizione, veleno, sete di potere e rabbia. Aspettiamoci una Lucy profondamente cambiata dall’esperienza vissuta, una Lucy che entra in qualche modo in conflitto con il mondo (sempre più spietato, appunto) a cui ha sempre pensato di appartenere. Un mondo che la confonde e arriva a metterla in contrasto con se stessa.

Un contrasto che solo lei potrà risolvere, scegliendo “da quale parte stare”. Ed un contrasto che ci terrà sulle spine, come prevedibile: cos’altro potremmo aspettarci da una donna che, gravemente ferita e pronta a vivere al suono di «Se non usi il potere, lo perderai», chiama il suo fotografo di fiducia per essere ritratta in una pozza di sangue assicurandosi uno scoop, prima ancora di chiamare i soccorsi?

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