Stai leggendo: Dirt – Coraggio “in serie”

Prossimo articolo: Parla con Lei 2: stasera la settima puntata

Letto: {{progress}}

Dirt – Coraggio “in serie”

La serie con Courteney Cox è solo l’ultima di una lunga lista di serie “coraggiose”, che trattano apertamente tematiche più o meno scomode

0 condivisioni 0 commenti

Non sono moltissime, ma ci sono. Sono quelle che io chiamo serie coraggiose: mettono in scena argomenti difficili, magari tabù, senza “ricamarci” troppo sopra. Molti telefilm affrontano quotidianamente tematiche “scottanti”, ma pochi lo fanno rendendole parte integrante di trama o personaggi, senza esibizionismo televisivo. Mi spiego meglio…parecchie serie tv si limitano a sfruttare la curiosità del pubblico (per religione, famiglia, sessualità, sistema sanitario…).

Sono serie che si nascondono dietro alla volontà di scioccare e rendere lo spettatore un voyeur solo per far crescere l’audience. Sono serie che non hanno nulla a che vedere con le serie coraggiose: quelle che si immergono in discorsi, scene ed emozioni reali che in tv nessuno vuole mostrare. Perché, storicamente, la tv ha cercato di rasserenare il pubblico, intrattenendolo con l’eliminazione di tematiche ritenute sgradevoli o inappropriate.

Al grido di: “La vita è già abbastanza dura”, per decenni autori e produttori si sono concentrati su storie a lieto fine, magari “leggere”. Anche se fin dagli anni ’60 qualcuno (a Peyton Place, per esempio) ha provato a cambiare le cose, è stato soprattutto l’arrivo del nuovo Millennio a rappresentare un punto di rottura. Nip/Tuck, Battlestar Galactica, Dexter, The Shield, The Office (e prima di loro E.R., NYPD Blue, I Soprano…) hanno cambiato le regole. Trattando argomenti diversi, in modo diverso, ciascuna di queste serie ha cercato di mettere in scena almeno una parte della realtà. Magari la parte imbarazzante o preoccupante. Fino a dove potremmo spingerci, ignorando la moralità, se la nostra sopravvivenza fosse in gioco? Qual è il reale confine fra legalità e illegalità, se per far rispettare la legge bisogna scendere a compromessi? Perché non possiamo decidere della nostra salute o della nostra vita fino in fondo?

Interrogativi come questi, insieme a molti altri, affollano le serie che ho citato. Serie che hanno tutte un elemento in comune: diversi livelli di lettura che consentono di interpretarle come “semplice intrattenimento” o di andare più a fondo. Ed è su questo confine che, nel 2007, nasce Dirt. In un mondo in cui il gossip domina i mezzi d’informazione e i tg sembrano costretti a parlare ogni giorno degli stessi, efferati fatti di cronaca, la ricerca del proverbiale quarto d’ora di celebrità, fa mettere a nudo Hollywood.

Con i suoi ricatti, le sue menzogne e le sue strategie pubblicitarie, Hollywood partorisce il personaggio di Lucy Spiller. Che incarna la sete di potere, l’ambizione, il bisogno di fama di una comunità che si nutre delle copertine dei giornali, degli scatti rubati e degli scandali veri o presunti. Di fronte all’opportunità di cogliere con uno scatto il sapore di una tragedia vera, fotografi e giornalisti non sanno resistere. Umanità ed etica professionale diventano concetti astratti.

Dirt ci racconta il veleno mediatico di cui tutti si nutrono: il pubblico assetato di scandali; le star assetate di successo; i paparazzi assetati di soldi. Lucy conosce le regole di questo mondo spietato e le manipola, per rigirarle sempre a proprio vantaggio. Nulla la ferma se può vendere una copia in più della sua rivista. Ma non lo fa solo per soldi: Lucy si dichiara una sostenitrice della verità e afferma che la gente ha il diritto di sapere che le persone che ammira sono esseri umani imperfetti, magari addirittura malvagi.

Così, Lucy dà al pubblico ciò che vuole e anche ciò che non vuole, applicando all’editoria il vecchio metodo del bastone e la carota. Assicurandosi il dominio assoluto sul mondo di Hollywood. Assicurandosi l’invidia dei suoi colleghi. E assicurandosi l’odio di tutte le sue “vittime”. Un odio che non la spaventa affatto perché, in fondo, Lucy Spiller non fa altro che dire la verità…

Chiara Poli

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.