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Army Wives – Famiglia o carriera?

Mogli, mariti, figli o lavoro? Questo è il dilemma: Army Wives affronta uno dei temi più attuali della società contemporanea

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La vita è un susseguirsi di scelte più o meno sofferte. E una delle scelte che molti, se non tutti, devono affrontare riguarda l’eterna questione: famiglia o carriera? Donne e uomini, ogni giorno, e in tutto il mondo, prendono delle decisioni che influiscono sull’aspetto privato o su quello lavorativo delle loro vite. Ma cosa succede quando quello lavorativo ha a che fare con l’esercito?


Army Wives prova a rispondere a questo interrogativo, mettendo in scena le difficoltà dei soldati di Fort Marshall, delle loro mogli e delle loro famiglie. Negli ultimi episodi trasmessi da FoxLife, ad esempio, abbiamo assistito al dilemma di Joan Burton: mentre cerca di ricostruire solide basi per il suo matrimonio con il marito Ronald, le viene offerto un posto importante (vice-comandante della base, agli ordini di Michael Holden). Joan aveva deciso di rinunciare alla carriera e stava addirittura prendendo in considerazione l’idea del congedo per metter su famiglia. Ma l’offerta di una promozione rimette tutto in discussione.


E per fortuna: quando Joan scopre che suo marito non solo l’ha tradita, ma pare addirittura pronto a divorziare, il mondo le crolla addosso. E la carriera, cioè l’esercito, è tutto ciò che le resta. Ben diverso è il discorso per la famiglia Holden: quando Michael, in seguito al malore del suo superiore, il generale Ted Baker, viene nominato comandante, non ha esitazioni. Accetta con entusiasmo il nuovo incarico, ben sapendo che può trattarsi di una sistemazione provvisoria. Ma poi viene a sapere che il generale Grayson e signora (Barbara Eden, la mitica ex Strega per amore della tv) sono a Fort Marshall, e capisce che il loro scopo è giudicare se toccherà ancora a lui guidare la base, se Baker verrà reintegrato o se qualcun altro dovrà prendere il suo posto.


Il tutto mentre la perfida Lenore Baker sparge (falsi) pettegolezzi su Michael e sua moglie Claudia Joy, facendo credere a tutti che suo marito Ted sia pronto a tornare al lavoro da un momento all’altro. Per quanto meschina e bugiarda, però, Lenore ha un ruolo molto importante nel dibattito sulle scelte fra gli affetti famigliari e la carriera. Quando persino suo marito, un generale che ha dedicato la vita all’esercito, è pronto a gettare la spugna, lei non vuole saperne. È come se il lavoro di suo marito fosse un po’ anche il suo: entrambi hanno dedicato anni, energie e sacrifici alla carriera militare di Ted. Entrambi hanno scelto la carriera anziché la famiglia: lo dimostra il loro rapporto, logorato dalla noia, dall’egoismo, dall’incapacità di comunicare e dall’ossessione per le apparenze.


Ed ora che questa “avventura” sta per finire, Lenore si sente persa. Mentre Claudia Joy si prepara a stare al fianco di suo marito, come sempre, e mentre Denise vive una seconda giovinezza, riacquistando stima e fiducia in se stessa grazie al nuovo lavoro all’ospedale (scelta inizialmente osteggiata da suo marito, il maggiore Sherwood). Dopo aver fatto per anni la moglie e la madre, infatti, Denise riacquista un’identità propria grazie alla carriera, cosa che la spinge addirittura a fare dei cambiamenti nel proprio ménage familiare. Cambiamenti positivi.


Che ci confermano ciò che Army Wives ha voluto dirci con questi ultimi episodi: la “ricetta della felicità” non esiste. La scelta tra famiglia e carriera è fatta di tante piccole decisioni, di esigenze personali, di mille altre motivazioni diverse. L’unica cosa certa è che la scelta più saggia sarebbe trovare il giusto equilibrio fra le due cose. La carriera ci fa esprimere, ci insegna a “stare al mondo” e ci regala qualche soddisfazione. La famiglia è ciò che ci consente di impegnarci nel lavoro, giorno dopo giorno, grazie al sostegno delle persone che amiamo.


Chiara Poli

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