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Revenge – Il fascino del lusso e della vendetta

La serie in prima italiana su FoxLife si fa sempre più intrigante. Ecco come cattura i suoi telespettatori

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La serie in prima italiana su FoxLife si fa sempre più intrigante. Ecco come cattura i suoi telespettatori L’ho dichiarato pubblicamente, su Facebook e su Twitter: sono nel tunnel di Revenge e anziché uscirne ho tanta voglia di arredarlo con mobili ed oggetti di lusso. Sì, perché Revenge – la serie con Emily VanCamp (Brothers & Sisters) in prima italiana su FoxLife ogni mercoledì alle 21.00 – è ben dotata di quello che io chiamo “effetto Beautiful”. Ovvero: l’elemento che ha fatto la fortuna della soap in onda in molti Paesi del mondo ormai dalla bellezza di venticinque anni. Lasciate perdere il meccanismo narrativo delle soap operas. Concentratevi sul look: cosa c’era in tv, al momento del suo debutto, di più glamour?


Molte altre serie e soap, prima e dopo, avevano scommesso (vincendo) sul lusso (cito esempi a caso: Cuore e batticuore, Capitol, Willy il principe di Bel Air, Beverly Hills 90210, La tata, The O.C.… Pensate quanti sono, e quanto fortunati: ci sarà un motivo!). Ma Beautiful presentava una famiglia a capo di un impero redditizio e fascinoso come quello della moda: belli loro, bellissime le loro case, le loro auto, i loro abiti, i loro accessori… E ovviamente tutti i locali che frequentavano. Et voilà: noi siamo pronti a sbirciare la vita di chi ha un esercito di domestici per occuparsi della casa, di chi non sa cosa voglia dire fare i conti per sbarcare il lunario, di chi può permettersi tutto, ma proprio tutto ciò che vuole. Per sé e per le persone che ama. Senza dover mai fare una rinuncia.


L’effetto Beautiful è questo: creare un prodotto (sia esso una soap o una serie tv) immerso nel lusso più sfrenato, in cui la bellezza di tutto ciò che (animato o inanimato) finisce sullo schermo funzioni da calamita per il pubblico. Perché l’effetto Beautiful incuriosisce tutti noi. Tutti vogliamo vedere, anche solo per un momento, come vivono i ricchi, sognando ad occhi aperti come sarebbe la nostra vita se potessimo disporre dei loro stessi mezzi. Ma c’è di più. L’altro elemento fondamentale per il successo della “casta” televisiva: i super ricchi non devono preoccuparsi, dicevamo, di portare i figli a scuola, di arrivare puntuali al lavoro o di caricare la lavatrice.


Ergo, possono serenamente occuparsi di intrighi, gelosie, complotti, sfarzeschi debutti in società, eventi di beneficenza ed occasioni mondane di ogni genere. Cosa che noi, comuni mortali, non potremmo mai fare. Ecco perché ci piace un sacco immergerci in questo mondo di segreti e bugie, di complotti e mondani passatempi in cui l’invidia è la regina assoluta. Perché sono e restano situazioni talmente lontane dalla realtà che ci permetto di evadere davvero, efficacemente, dalla nostra vita quotidiana. Non so voi, ma io preferirei di gran lunga scervellarmi per decidere quale vestito indossare al prossimo tea party, anziché capire come pagare l’idraulico dopo che la caldaia nuova di zecca è esplosa. Per dire.


Per la mezz’ora o poco più in cui ci intrattengono sul piccolo schermo, le serie immerse nel lusso ci fanno sognare. Pienamente consapevoli di tutto ciò, gli autori di Revenge – creata da Mike Kelley – hanno pensato bene di mescolare il lusso con uno dei temi più efficaci di sempre: la vendetta. Le storie di vendetta godono, in parte, dello stesso “effetto Beautiful”: guardiamo ciò che non avremmo mai il coraggio, le ragioni o la volontà di fare ciò che fanno i personaggi in scena. Chi riuscirebbe ad ordire un piano come quello di Emily per diciassette lunghi anni senza perdere il lume della ragione? E soprattutto – ecco un altro dei motivi di fascino della serie – chi riuscirebbe a gestire con il suo sangue freddo e la sua creatività tutti gli imprevisti (perché quando si ha a che fare con le persone, niente va come previsto. E Revenge omaggia, verosimilmente, una realtà che quasi tutte le altre storie di vendetta preferiscono ignorare) che ostacolano il suo piano?


Revenge ci affascina con il suo lusso sfrenato, con i suoi protagonisti affascinanti, con i segreti del passato dei personaggi che i flashback ci svelano un episodio dopo l’altro, con l’elasticità del piano perfetto di Emily e, naturalmente, con i sentimenti che finiscono per intralciarlo. Per tutte queste ragioni, e per molte altre (scrittura, ambientazione, citazioni dai classici) Revenge è una serie che alla fine di ogni episodio ci lascia in spasmodica attesa dei prossimi eventi…

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