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Private Practice – Una serie a suon di musica

Come dimenticarla? La sequenza d’apertura dell’episodio pilota di Private Practice, anche al centro dello spot di FoxLife per il lancio della serie, mostrava la splendida dottoressa Addison Montgomery (Kate Walsh) scatenarsi al ritmo di I Don&

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Come dimenticarla? La sequenza d’apertura dell’episodio pilota di Private Practice, anche al centro dello spot di FoxLife per il lancio della serie, mostrava la splendida dottoressa Addison Montgomery (Kate Walsh) scatenarsi al ritmo di I Don’t Feel Like Dancin’ della band Scissors Sisters. Era lo spumeggiante inizio di una serie che ha fatto della colonna sonora uno dei suoi punti di forza.Gli autori hanno selezionato con grande cura i brani più adatti a sottolineare gli stati d’animo della protagonista (comun denominatore per tutte le canzoni inserite nei vari episodi) e a trasformare molte delle sequenze della prima stagione in momenti memorabili.

 

Così, dopo il primo giorno della sua “nuova vita”, Addison si ritrova di nuovo a casa, dirimpettaia dell’amico e collega Sam, pronta a scatenarsi ancora una volta a ritmo di musica (questa volta, sulle note di Something’s Got Me Started nella versione firmata Swingfly); nell’episodio successivo, invece, il drammatico momento dello scambio di neonati – che porterà Addison ed i suoi colleghi ad affrontare una delicatissima situazione – è sottolineato dalle note di Same Mistake (titolo quanto mai appropriato) di James Blunt. E ancora: la torrenziale pioggia che porta Addison a ripensare alla sua decisione è accompagnata da Pepe Deluxe con The Mischief Of Cloud 6, mentre le fantasie della bella dottoressa sono sottolineate da Mas Que Nada (di Sergio Mendes insieme ai Brasil ’66).

 

Ogni sogno, ogni pensiero, ogni situazione drammatica che Addison dovrà affrontare, insomma, ha la sua personalissima canzone. Dramma e divertimento si alternano sul piccolo schermo di Private Practice, che mescola vecchi classici con registrazioni moderne. Così, nella colonna sonora della prima stagione troviamo Matt Nathanson con All We Are (che chiude il sesto episodio), i The Thrills con There’s Joy to Be Found (episodio quattro), The Meters con Ride Your Pony (episodio nove).

 

Un eclettico mix musicale fatto di note che hanno un unico scopo: coinvolgere il pubblico nelle avventure di Addison. Fino al fatidico bacio con Pete, accompagnato nientemeno che dai Fine Young Cannibals con la loro Good Thing. A dimostrazione del fatto che l’accuratezza delle scelte musicali, in Private Practice, non si limita alla “atmosfera” creata da ogni brano, ma presta grande attenzione anche ai testi…

 

Chiara Poli

 

12 maggio 2008

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