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Grey’s Anatomy – Episodio 8.21: Il momento della verità

Cinque anni di sacrifici messi in gioco da un unico, importantissimo esame. E le cose non vanno mai come previsto…

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Cinque anni di sacrifici messi in gioco da un unico, importantissimo esame. E le cose non vanno mai come previsto… Ieri sera i protagonisti di Grey’s Anatomy hanno affrontato un momento cruciale: gli esami alla fine del quinto anno. Il colloquio che determina tutto il tuo futuro, se sei un chirurgo. L’esame che fa scoppiare April in lacrime ogni cinque minuti, costringendo Owen a incoraggiarla con metafore militaristiche e Mark a fare da mamma chioccia ad Avery (mentre a Teddy tocca lo stesso compito con Cristina). I chirurghi del Seattle Grace Mercy West sono come dei genitori che vedono i figli andare al college, o a sostenere l’esame di maturità. Li accompagnano al pullman e li incoraggiano in modi ansiosi e un po’ ridicoli. Perché alla fine tutto il mondo è paese…


E mentre i nostri eroi si dirigono verso San Francisco e il tanto temuto esame, Lexie trova il modo di rendersi verbalmente fastidiosa e i medici si prendono cura di un sedicenne che ha avuto un incidente d’auto. Gli autori ci mostrano un’alternanza di situazioni Seattle/San Francisco, con Meredith che sta male per aver preso l’influenza da Zola e isolata dagli altri, che temono di essere contagiati. Jackson riceve la visita della madre, uno degli esaminatori, prima dell’esame. Arizona si occupa del piccolo Tommy, il bimbo prematuro di Morgan, che versa sempre in condizioni disperate. La dottoressa deve gestire la rivalità e l’astio fra Teddy e Owen sul caso del sedicenne, mentre i medici in trasferta ripassano per gli esami: April continua a piangere, Meredith continua a vomitare, Karev continua a chiamare Arizona e Cristina continua a prendere in giro Jackson per il suo portafortuna per l’esame.


La scelta di mostrarci due eventi a San Francisco alternati a due a Seattle (dove, per inciso, ha deciso di tornare di corsa per l’intervento a Tommy) vuole dimostrarci come tutti abbiano a che fare con i loro problemi, i loro impegni, i loro “momenti che contano”. Anche quando ci sembra che il mondo ruoti attorno a noi, o che si fermi quando ci succede qualcosa… Non è così. È fondamentale per capire da un lato come sia partecipare davvero della vita altrui senza compromettere la nostra. Dall’altro mette in evidenza come le persone che riescono a farlo, che riescono a partecipare davvero della vita altrui, siano speciali. Come nel caso del dottor Webber, che con tutti i problemi personali che ha trova comunque il tempo di andare a San Francisco in anticipo (è anche lui uno degli esaminatori) per dare qualche dritta ai suoi ragazzi. O come per Alex, vicina a Morgan per aiutarla ad accettare il fatto che le opzioni sono terminate e deve lasciar andare il suo bambino.


Il momento della verità è quello in cui si affrontano gli esami ma anche quello in cui si affrontano a viso aperto segreti e incomprensioni, o momenti difficili. Cristina e Meredith parlano finalmente del tradimento di Owen. Jackson e April, come prevedibile, finiscono a letto insieme. Teddy si sente dire in faccia da qualcuno (la Bailey, ovviamente) che deve smettere di considerare Owen l’unico responsabile della morte di Henry. Il momento della verità prima o poi arriva per tutti. Ieri sera è arrivato per tutti i personaggi: per Morgan, nel momento – straziante, anche per noi – in cui deve accompagnare suo figlio verso il suo ultimo respiro. Per Lexie, che forse ha perso l’ultima occasione di dire a Mark cosa prova per lui. Per Richard e la dottoressa Avery, che danno finalmente sfogo a un’attrazione nata da tempo. Per Meredith e Cristina, che parlano apertamente del futuro di Cristina, intenzionata a quanto pare a perdonare Owen…


E alla fine tutto va come deve andare.  Lexie piange addosso a Derek, lamentandosi che la sua vita non va come vorrebbe ma senza la forza di fare qualcosa per cambiarla. Owen e Teddy ricominciano a parlarsi, aprendo uno spiraglio per il ritorno di un’amicizia. April dà fuori di testa perché non si è mantenuta casta e pura come avrebbe voluto e Karev, che come sempre si distingue come il ribelle del gruppo, pare aver mancato il colloquio…

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