Stai leggendo: Desperate Housewives – Senti chi parla: Teri Hatcher

Prossimo articolo: The Good Wife 7: tutte le volte che Jeffrey Dean Morgan ci ha fatto perdere la testa

Letto: {{progress}}

Desperate Housewives – Senti chi parla: Teri Hatcher

La splendida interprete di Desperate Housewives racconta perché per far ridere bisogna aver sofferto molto.

0 condivisioni 0 commenti


Teri è cresciuta in un paesino della California, da piccola sognava di fare la ballerina, ma non aveva previsto di diventare un’attrice: “Non era nei miei programmi, quando ho partecipato a una gara per nuovi talenti, e in mezzo ad altre 800 ragazze sono stata scelta per fare la sirena danzante su Love Boat, per 1000 dollari alla settimana. Avevo 18 anni. In quei giorni il successo mi sembrava a portata di mano. Ma ci vollero anni. Solo adesso sto iniziando a crederci”.
 
La vita di Teri non è mai stata semplice: “Il matrimonio dei miei genitori era tumultuoso, spesso la mattina mi svegliavo con le urla delle loro liti. Però, come figlia unica mi hanno sempre trattato con rispetto, come un’adulta e ho imparato ad apprezzare mia madre e mio padre come individui ed amarli per le loro buone qualità, e cosi abbiamo avuto un buon rapporto”.
 
“Studiando recitazione ho imparato una cosa fondamentale: come la buona commedia provenga da cosa molte serie. Per questo penso di essere abbastanza brava come attrice comica, nella mia vita ho sofferto molto, ho avuto molti dolori segreti, e il modo migliore per affrontarli è stato trasformarli in qualcosa di divertente”.
 
Teri si sente vicina al personaggio di Susan, che interpreta in Desperate Housewives: “La cosa in cui ci assomigliamo di più è che io posso essere ben intenzionata e cercare di impegnarmi per ottenere qualcosa e poi va tutto male. Sono sfortunata e penso che anche Susan sia molto sfortunata”.
 
Teri condivide con Susan anche il romanticismo e il fatto di faticare ad essere felice: “Già alle superiori quando uscivo con un ragazzo, che magari si chiamava John Smith, la prima cosa che mi chiedevo era come sarebbe suonato Teri Smith. Volevo sposarmi, desideravo formare una famiglia, proprio l’ideale perfetto di famiglia”. Quello stesso ideale che fallisce in Desperate Housewives e che non si è realizzato neanche nella vita di Teri, che, come Susan Mayer, è divorziata, due volte, ed ha una figlia di nove anni.
 
“Penso di essere finita con uomini, fidanzati o mariti, che non erano per forza cattivi, ma non erano fedeli ai valori e agli obbiettivi necessari per reggere un matrimonio.” Ma dopo il suo secondo divorzio, Teri ha affrontato un periodo duro, anche dal punto di vista lavorativo: “Il mio matrimonio era fallito. Non avevo lavoro. Rischiavo di perdere la mia casa. Non avevo un uomo. Ero molto dura con me stessa, pensavo che non avrei mai potuto superare quella crisi. Ero disperata, mi sentivo come quando non riesci a vedere la luce alla fine del tunnel.” Ed è stato allora che è arrivato Desperate Housewives, un lavoro di successo, che ha permesso a Teri di risollevarsi.
 
“All’inizio non è stato semplice interpretare Susan, soprattutto perché non avevo in mente quale fosse la sua storia, come andasse a finire, perché naturalmente neanche gli scrittori lo sapevano, all’inizio. Insomma ho dovuto lavorare un po’ per costruire il personaggio. Ho scritto una biografia, come esercizio, ma è stato utile, al di là di ciò che ho scritto, per mettermi nelle condizioni di fare delle scelte e dare forma alla mia interpretazione  sulla base di un intento”.
 
Teri è ora una felice mamma single e ha recentemente scritto un libro dal titolo “Toast bruciati e altre filosofie di vita”, che è un divertente manuale di consigli femminili. Il libro è dedicato alla figlia di Teri: “A Emerson. Cercherò di non mangiare così tanti toast bruciati come mia mamma, e forse tu non ne mangerai mai”. Il toast bruciato è il simbolo di tutto quello che non va nella vita di una donna, quando per mille motivi si preferisce mangiare un toast bruciato piuttosto che farne un altro.
 
“Rappresenta l’incapacità delle donne di tenersi qualcosa per se stesse e la loro coazione a fare sacrifici. La mia speranza per tutte le donne è: fermiamo questa sindrome dei toast bruciati. Se le donne smetteranno di mangiarli, anche le loro figlie smetteranno.”.
 
Fosca Dallesio

28 giugno 2007

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.