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Desperate Housewives – Il finale di serie

Ieri sera FoxLife ha trasmesso gli ultimi due episodi della serie, commoventi e pieni di ricordi

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Ieri sera FoxLife ha trasmesso gli ultimi due episodi della serie, commoventi e pieni di ricordi (Attenzione: questo è un articolo di commento ai fatti del finale di serie, quindi contiene spoiler; se non avete visto gli episodi non leggete) Due cose non possono lasciare indifferenti di fronte al doppio finale di serie di Desperate Housewives trasmesso ieri sera da FoxLife. La prima: la morte di Karen McKluskey, che in Italia abbiamo visto solo pochi giorni dopo l’arrivo della notizia della morte della sua interprete, Kathryn Joosten. Come il suo personaggio, l’attrice si è spenta dopo aver lottato contro il cancro. La ricorderemo sempre per il ruolo di Karen, per la sua bravura e la sua simpatia, e per tutti gli altri personaggi che ci ha regalato nel corso di una lunga carriera: la signora Landingham in The West Wing, la signora Tanner in Scrubs,  la “vecchia signora” di Joan of Arcadia, Claire in Dharma & Greg… Le lacrime versate di fronte alla commovente fine del suo personaggio erano frutto della consapevolezza che quello era davvero, in un certo senso, il momento in cui rendere omaggio a una vita che non c’è più.


La seconda cosa che colpisce è la conclusione: quella più naturale. Tutto cambia: le persone vanno e vengono, le amicizie nascono, si cementano e poi la vita, immancabilmente, le mette a dura prova. I contatti restano, ma il proverbiale “Vediamoci, teniamoci in contatto” finisce per soccombere di fronte alle esigenze della vita di ciascuno. Wisteria Lane non ha voluto fare eccezione: la fine della serie creata da Marc Cherry ha simbolicamente rappresentato la fine di una fase (lunga, importante, ma sempre una fase) nelle vite delle protagoniste. Per esigenze diverse e in momenti diversi, alla fine ciascuna di loro lascia Wisteria Lane e Fairview. Proprio come accade nella vita vera, famiglia e lavoro le portano a prendere decisioni che non avrebbero mai pensato di prendere, ma che nel momento in cui bussano alla loro porta sembrano la cosa più naturale del mondo.


Arriva un momento in cui i tempi sono maturi per cambiare. E dopo otto anni di intrighi, amicizia, colpi di scena, amori, matrimoni, tradimenti, sospetti, segreti e bugie, anche per Susan, Bree, Lynette e Gabrielle è arrivato il momento di andare avanti. Non poteva esserci finale migliore, anche grazie all’apparizione di tutti i personaggi passati a miglior vita nella serie che hanno contribuito a costruirne la storia. Da Rex Van De Kamp alla signora Huber, da Karl Meyer e Mike Delfino fino a Mary Alice Young, la cui voce narrante ci ha accompagnati lungo tutta questa fantastica avventura. Unica grande assente: Edie Britt, personaggio indimenticato ma uscito di scena senza mai più comparirvi per via delle beghe legali della sua interprete, Nicollette Sheridan, con la produzione (con tanto di vistoso processo che si è aperto negli Usa giusto qualche tempo fa).


Ma non sono i grandi assenti a fare la differenza: sono le parole di Mary Alice che accompagnano Susan nel suo ultimo giro in auto dell’isolato. Parole che rendono omaggio alla vita con tutti i suoi dolori, le sue difficoltà e le sue complicazioni. Perché finalmente, dopo anni di sguardo lucido e saggio su ogni situazione, Mary Alice in qualche modo grida la sua disperazione e il messaggio più importante: chi non c’è più darebbe qualunque cosa per tornare a vivere. Perché qualsiasi vita, anche la più difficile e complicata, è il dono più prezioso che un essere umano possa ricevere. Per questo va onorato, protetto e condiviso con le persone che incrociano il nostro cammino.


Parola di una donna che si è tolta la vita a causa di un segreto, di un ricatto e di un intollerabile senso di colpa. Parola di una donna che ci dice che non c’è segreto, ricatto o senso di colpa che valga l’incredibile privilegio di una vita. Parola di una donna che in otto anni di osservazione delle amiche che ha lasciato, scegliendo la via più facile, ha imparato il grande valore della vita. In otto anni noi abbiamo imparato ad amare, conoscere e portare nel cuore tanti personaggi ironici, bizzarri, rappresentativi della varietà che anima il nostro mondo. In otto anni questi personaggi sono cresciuti, maturati, sono sopravvissuti a grandi dolori e sono stati rincuorati da grandi gioie. Proprio com’è successo a noi, che per otto anni li abbiamo seguiti portandoli nelle nostre vite, trasformandoli in amici che ci facevano compagnia e che vivranno per sempre nei nostri ricordi. Ricordi grazie ai quali li ricorderemo sempre là: sorridenti, vicini alle staccionate bianche di Wisteria Lane, circondati da splendidi giardini illuminati da un sole caldo e rassicurante…

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