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Emma Watson e la Sindrome di Stoccolma de La Bella e la Bestia

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Emma Watson ha rivelato le proprie perplessità ideologiche sul ruolo di Belle e sulla sindrome di Stoccolma, dato che s'innamora del proprio rapitore.

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Avete mai pensato a Belle come un'ipotetica vittima della sindrome di Stoccolma?

Da un certo punto di vista è così, perché la protagonista de La Bella e la Bestia - pur intelligente, arguta, non sottomessa e combattiva - finisce con l'innamorarsi del proprio carceriere, incarnando teoricamente la classica sindrome di Stoccolma che lega vittima e carnefice.

Ma tecnicamente si può davvero associare questa sindrome clinica a Belle?

Questo aspetto del ruolo da interpretare aveva frenato Emma Watson, che ha riflettuto molto sull'eventualità che Belle potesse entrare in conflitto con i propri ferrei ideali femministi. La star aveva avuto perplessità, per ben altri motivi, anche su Cenerentola, tanto da rifiutare il ruolo.

A Entertainment Weekly, la Watson ha parlato del ruolo di Belle e degli altri personaggi senza nascondere i propri timori iniziali: e se La Bella e la Bestia fosse stata una versione light e favolistica di una sindrome di Stoccolma legittimata e fatta passare come una storia d'amore?

E!Online ha riportato le dichiarazioni della star.

All’inizio ero piuttosto indecisa. Pensavo che dietro a questa storia ci fosse qualcosa che c'entrasse con la Sindrome di Stoccolma, ovvero della vittima che si innamora del suo carnefice.

Una scena con la Bestia nel film d'animazioneDisney
La Bestia furiosa quando Belle cerca di scappare

In realtà non è esattamente così. In più, ovviamente (stiamo sempre parlando di un film Disney!), Belle non instaura alcun rapporto morboso di interdipendenza con il proprio carceriere. Emma Watson stessa si è ricreduta analizzando più profondamente il proprio personaggio.

Lei non ha nessuna delle caratteristiche di una persona con la sindrome di Stoccolma, perché lei mantiene la propria indipendenza e la propria libertà di pensiero.

Il discrimen, secondo l'attrice, è il momento in cui Belle decide di rimanere volontariamente al castello: da prigioniera si è già trasformata in donna innamorata, che ha la libertà di andare via ma preferisce restare.

Belle e la Bestia giocano in giardinoDisney
Da vittima ad amica del cuore

A un livello più profondo, in realtà, il gioco di ruoli vittima-carnefice appare quasi capovolto.

È lei in realtà a trasformare la vita di lui in un inferno. È come se lo uccidesse con l'amore e la gentilezza. Qualunque cosa faccia, lei fa del bene. Lui picchia contro la sua porta invitandola a raggiungerlo a cena e lei, da parte sua, busserà a lui più avanti. Si innesca una sorta di sfida tra di loro del tipo 'Se tu pensi che io scenda e mangi con te e che sia la tua prigioniera, assolutamente no'.

Poi c'è un altro dettaglio che ha convinto Emma Watson ad amare il ruolo di Belle ed è l'amicizia pre-innamoramento.

L'altra cosa molto bella riguardo la loro storia d'amore è che loro prima instaurano un'amicizia. C'è un'autentica condivisione, e l'amore si costruisce proprio partendo da quella. Questa cosa è molto più significativa rispetto a tante altre storie, in cui l'amore è a prima vista. Loro non hanno nessuna illusione su chi hanno di fronte. Hanno visto il peggio dell'altro e questo li porterà a mostrare il meglio.

L'odio-amore dei protagonisti de La Bella e la BestiaPopKey
Da nemici ad amici, da amici a innamorati

L'attrice ha rivelato qual è la cosa che le piace di più di Belle: il fatto che non si fermi in superficie, all'aspetto mostruoso della Bestia, ma riesca a guardare in profondità, scoprendone l'anima.

Questo è il suo potere speciale.

La Bestia, spiega la Watson, ha grossi ostacoli da superare per scoprire la propria vera essenza.

Non è gentile perché non lo è neanche con sé stesso.

Il "potere" di Belle, però, non può nulla contro il narcisismo di Gaston: dietro la patina del ragazzo bello, arrogante e tronfio, secondo la sua interprete, non c'è nulla di più.

Non ha avuto altro che amore, ammirazione e una vita facile, non ha mai sofferto e non sa cosa sia l'empatia.

Gaston si guarda allo specchioPopKey
Il narcisista Gaston non ha un'anima nascosta da scoprire

Bill Condon, il regista del live-action, ha detto a EW di aver apprezzato molto il lavoro introspettivo di Emma Watson, forse molto cauta ad accettare i ruoli ma per questo ancora più professionale e ricca di spunti.

Da quello che ho visto mi sembrava che Emma, sia sullo schermo che fuori dallo schermo, fosse la persona in grado di riflettere meglio le qualità che Belle incarna.

Sempre a EW, Emma Watson ha raccontato di essersi sottoposta a lungo processo di preparazione per il ruolo di Belle: ha dovuto imparare a cantare, a ballare e anche ad andare a cavallo.

Ho frequentato un boot camp per tre mesi prima dell'inizio delle riprese. Consisteva in lezioni di canto quattro volte a settimana, di ballo cinque volte a settimana, e di equitazione tre volte a settimana.

Un momento del ballo tra i protagonistiDisney
Belle e la Bestia ballano nel live-action

Voi che ne dite? Si può davvero parlare di sindrome di Stoccolma relativamente a La Bella e la Bestia o i timori, seppur iniziali, di Emma Watson erano visibilmente esagerati?

La prova finale al cinema: il film arriverà nelle sale italiane il 16 marzo 2017.

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